Addio Vdc, entro Natale via alla Amazon della termo idraulica firmata Cardinale

Foto © Alessioporcu.it

Il progetto prevede di creare una ‘Amazon‘ della termoidraulica. Più piccola del colosso mondiale leader nelle vendite on line. Aperta solo ai rivenditori, pensata per la vendita diretta e non sul web.   Ma con gli stessi principi di organizzazione e di efficenza. Catalogo infinito, consegna in ventiquattr’ore, costi imbattibili. Servono spazi immensi per riuscire a realizzare quel piano. È per questo che il gruppo Cardinale ha comprato lo stabilimento ex Videocolor di Anagni e lo sta letteralmente smontando e rimontando.

A Natale l’inaugurazione, forse prima
Lo stabilimento Videocolor. Foto © Archivio LostItaly

È il piano per la resurrezione di un pezzo di storia industriale della provincia di Frosinone. Videocolor è stata la più grande fabbrica italiana di tubi catodici per televisori. Lo stabilimento è stato realizzato nel 1968 da un nome storico dell’imprenditoria italiana: il geniale Arnaldo Piccinini che inventò è fondò la Voxson, gloria dell’elettronica tricolore. Fino all’apertura dello stabilimento Fiat a Piedimonte San Germano la Videocolor è stata l’area industriale più grande in assoluto; oggi è la seconda dopo Fca.

È un colosso da 168mila metri quadrati di area industriale (come 22 campi di calcio) dei quali 73mila (cioè quasi 10 campi di calcio) sono coperti. Al suo interno ci sono anche una centrale di co-generazione elettrica e un depuratore delle acque.

Tutta roba che non serve al nuovo progetto di Carmine Cardinale, l’imprenditore salernitano che ha rilevato la struttura dal Consorzio Industriale Asi di Frosinone.

Via il depuratore: non ci sono rifiuti da lavorare nel futuro di Anagni; non ci sono scorie da gestire. Solo ordini, merci che arrivano, camion e furgoni che partono.

Il cantiere è aperto ormai da mesi. Gli ingegneri e le imprese impegnate dicono che il primo lotto potrebbe diventare operativo entro circa cento giorni. Il patron Cardinale è prudente: entro Natale. Creando, a regime, quasi duecento nuovi posti di lavoro in provincia.

La scomoda eredità
I cinescopi Videocolor. Foto © LostItaly

Il cronoprogramma prevedeva tempi diversi. Ad imporre un rallentamento è stata la pesante eredità lasciata da Videocon. Si chiama amianto: lo stabilimento era stato realizzato alla fine degli anni Sessanta quando nessuno immaginava che potesse essere cancerogeno. Per smaltirlo è stato presentato un piano alla Asl che viene realizzato con la stretta supervisione dei sanitari.

Poi c’erano i vasconi di decantazione dei matalli che venivano utilizzati per i tubi catodici: il materiale è stato isolato, analizzato, catalogato ed ora è in corso lo smaltimento.

Il comodo futuro
L’imprenditore Carmine Cardinale

Il futuro è su una dimensione nazionale. Per comprenderlo bisogna guardare i cataloghi 2020 del gruppo Cardinale: sono più alti dell’elenco del telefono di New York. Il primo è composto da 1318 pagine di articoli più il sommario; il secondo conta 1395 pagine più sommari: in pratica circa 3mila prodotti diversi, dalla più piccola rondella fino al più ricercato accessorio. Praticamente tutto per la ferramenta e la termoidraulica.

Già oggi l’organizzazione del gruppo è in grado di smaltire gli ordini in ventiquattrore dall’arrivo della richiesta. Ha una capacità nazionale ma punta ad un ulteriore salto di qualità.

Quale? «Il mercato – spiega Carmine Cardinalesta cambiando. C’è stata una sensibile riduzione nei consumi. E questo ha obbligato gli installatori ad adeguare i loro ordinativi. Ma le fabbriche praticano gli sconti in base alle quantità che vengono richieste. La nostra sfida sta tutta lì: ordinare noi alle fabbriche assicurando la fornitura ad una larga fetta del mercato, distribuendo così su tutti lo sconto che riusciamo ad ottenere. Certamente più ampio di quello che riuscirebbe ad avere il singolo operatore».

La crescita esponenziale
Uno dei corridoi della Aeffe di Patrica

Il Gruppo cardinale è composto da una galassia di aziende. C’è la Cardinale nell’area industriale di teggiano in provincia di Salerno, la Ferramenta Cardinale anche questa nel salernitano. A Patrica c’è la Aeffe, società rilevata alcuni anni fa a San Cesareo: è stata trasferita in provincia di Frosinone perché aveva bisogno di spazi più larghi. In pochi anni ha moltiplicato per 4 il proprio fatturato che oggi è di circa 20 milioni.

«Siamo cresciuti in fretta e adesso anche gli spazi di via Morolense a Patrica sono diventato insufficienti: ecco perché abbiamo deciso di investore nella ex Videocolor».

La struttura è stata comprata dalla Secomit Srl di Teggiano, altra società della galassia Cardinale che si occupa della gestione del patrimonio immobiliare. Completa il gruppo anche una società di logistica, che si occupa degli ordini e delle consegne in tutta l’Italia con la sua flotta di camion e furgoni.

In tutto 220 dipendenti nel Salernitano, più una sessantina in provincia di Frosinone.

Tutto dagli scaldabagno
Carmine Cardinale

Il gruppo industriale realizzato da Carmine Cardinale è la prima azienda del Vallo di Diano e tra le prime aziende italiane nel settore. Ed è nato dagli scaldabagno. La sua attività è iniziata nel 1981 con una piccola fabbrica per la produzione di scaldabagno tradizionali. È il fiuto per i cambiamenti a consentire a Carmine Cardinale di fare ogni volta il salto di qualità: negli Anni 90 intuisce che la manifattura sta lasciando l’Italia per spostarsi verso Oriente dove i costi di produzione sono più bassi. Decide allora di concentrarsi sulla commercializzazione e sui mercati emergenti.

Scommette sul boom economico dell’Europa dell’Est: c’è in quel periodo uno sterminato mercato edilizio dovuto alla ristrutturazione delle vecchie case, seguito al crollo del Muro di Berlino.

Diversifica e punta sull’Africa come terreno per gli investimenti immobiliari legati al turismo. Nasce tutto da lì. Fino ad arrivare ad oggi che viene aiutato dalle figlie Erika e Rossella. Per lanciare la nuova scommessa: un colosso della distribuzione di termoidraulica organizzato ed efficiente come Amazon.

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