L’Aereo più Pazzo del Mondo vola a Cassino (di M. Molisani)

Il ricorso contro l'esclusione dal bando per i rifiuti? Dopo il titolo sui giornali il Comune ci ripensa. L'opposizione che si crede maggioranza. Ma per evitare sediate non parla di sostanza. Il sindaco abbraccia Acea e la supplica di restare. E fa mettere le pinne a Rossellissima

Mario Molisani

L'ombra nei palazzi del potere

Se piazza De Gasperi, sede della municipalità di Cassino, avesse le ali sarebbe sicuramente “L’aereo più pazzo del mondo“. Un posto dove succede di tutto, ma anche il contrario di tutto. Proprio come nel film del 1980 scritto e diretto dal trio Zucker-Abraham-Zucker.

Dichiarazioni, smentite, prese di posizione che non hanno a che vedere l’una con l’altra dalla sera alla mattina. L’amministrazione guidata da Carlo tornerò snellissimo D’Alessandro sembra aver proprio perso la rotta, dopo che la stella polare del fu Commander Mario CiacciaSitter Abbruzzese è esplosa nella sua personale supernova elettorale.

I GIORNI DEI RIFIUTI

In questi giorni ha tenuto banco la vicenda relativa ai finanziamenti perduti da parte della maggioranza per quanto concerne la gestione della raccolta dei rifiuti. (leggi qui Non c’è due senza quattro: i Comunicati per nascondere i flop in Comune)

L’opposizione ha attaccato: “Persi 800 mila euro per la realizzazione di isola ecologica e centro di compostaggio“. Non è vero, ha risposto l’amministrazione tramite l’assessore all’ambiente Dana Furia Ceca Tauwinkelova, non abbiamo partecipato al bando deliberatamente perchè non raggiungevamo il punteggio minimo per entrare in graduatoria.

Ma come?” domandano sapere Riccardo Prezzemolo Consales, Enzo Bulldozer Salera, Peppino Iamm Bell Petrarcone e Edilio Segugio Terranova. “Sono stati finanziati anche Comuni con punteggi inferiori al criterio minimo consentito per l’accesso al finanziamento“. Tradotto: se avesse partecipato sarebbe entrato anche Cassino.

LO STRAMBO RICORSO

A questo punto scatta la scintilla. I grandi strateghi di Palazzo De Gasperi decidono di replicare con una delle trovate più strambe che potessero partorire. Un improbabile ricorso al Tar. Dana a questo punto Furia C(I)eca Tauwinkelova ne è convintissima. Ha sentito un pool di avvocati che l’hanno addirittura incoraggiata. “Me co……..mplimento” direbbe il grande Gigi Proietti.

Con determina dirigenziale emanata prima che fossero scaduti i termini per la presentazione delle domande,  – sostiene l’assessore – la soglia è stata abbassata a 60/100Per quanto riguarda il bando sulle isole ecologiche la soglia minima è stata rispettata. Mentre con la determina n. G01332 del 5 febbraio 2018 (…) il direttore regionale del settore Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti, prendendo atto della disponibilità delle risorse finanziare del bilancio regionale ampliava l’elenco dei beneficiari inserendo anche quei Comuni che non avevano superato la soglia minima prevista precedentemente. L’atto regionale è palesemente illegittimo, tanto che ha penalizzato tutti i Comuni, tra cui il nostro, che non hanno risposto al bando perché non in possesso dei requisiti minimi. Ma superiori sicuramente a quelli che successivamente sono stati inseriti attraverso questo stratagemma. Siamo talmente convinti dell’illegittimità dell’operato della Regione Lazio che abbiamo deciso di rivolgerci alla magistratura”.

Ma che effetti positivi produrrebbe un simile ricorso per il Comune di Cassino?

Ammesso e non concesso che il Tar lo accolga e per assurdo annulli la graduatoria, l’ente non potrà mai beneficiare di alcun finanziamento. Semplicemente perchè il Comune non ha mai risposto al bando. Insomma siamo alle comiche.  I più maligni, però, hanno subito pensato subito che impugnare la graduatoria permetterebbe intanto di affidare l’ennesimo incarico legale.

Il dubbio ha iniziato ad assalire anche Carlo tornerò snellissimo (ma per i pensieri che mi date) D’Alessandro. Il quale, profondo conoscitore delle procedure, ha espresso qualche riserva sull’efficacia del ricorso. Ma l’ha fatto solo dopo che sulle pagine dei quotidiani cittadini campeggiava già a caratteri cubitali il titolo: “Presenteremo ricorso alla magistratura”. Titolo fatto, missione compiuta.

SIAMO NOI LA MAGGIORANZA

Intanto giusto, per non farci mancare nulla, anche l’opposizione si fa notare. Per non essere da meno alla maggioranza che amministra Cassino, si avventura in alcune prese di posizione che sarebbero piaciute molto a Carlo non più Snellissimo. Forse non è un caso che a guidare la truppa del centrosinistra ci sia l’ex consigliere regionale Marino Fardelli, frequentatore dello stesso diabetologo che fu capace di mettere in forma Carlo rendendolo Snellissimo: Marino ha perso 7 chili in 3 settimane. E inizia ad avere uscite come quelle del sindaco.

Così ieri, in Sala Restagno si è svolta la prima conferenza stampa in stile “volemose bene” da parte delle due anime del Pd presenti consiglio comunale.

Tutti insieme siamo noi la vera maggioranza in città” hanno annunciato con enfasi i Mosilliani e Petrarconiani, fino a ieri fratelli cotelli, davanti ai giornalisti.

Più di qualcuno ha fatto però notare: “Ma quale maggioranza. Per il momento vi siete solo seduti allo stesso tavolo. Manco tutti”.

Il vero colpo di genio di Marino evanescentissimo Fardelli è stato quello di stare bene attento a non far parlare di nulla l’intero gruppo. Tanto per fare un esempio: sarebbe bastato chiedere alla nuova granitica maggioranza presente nel Comune di Cassino “Chi sarà di voi il prossimo candidato sindaco?” E le sedie sarebbero volate giù in piazza De Gasperi.

Per informazioni, basta andare tra i banchi che Fardelli ha lasciato da poco: Nicola Zingaretti non ha la maggioranza ma governa sulle opposizioni che hanno più numeri di lui. Perché non sono i numeri a fare la forza ma la loro sintesi politica.

Al termine della conferenza, infatti, ognuno esce per conto suo. Enzo Bulldozer Salera prende e se ne va rapidamente, Alessandro Quanto sono figo D’Ambrosio non appena avvertito il rompete le righe prende la via della porta e va per i fatti suoi. Francesco ma perché mi sono candidato? Mosillo se ne va a prendere un caffè come se non fosse successo niente. Sarah Ora Tocca a Me Grieco, appena uscita dal Palazzo, seppur in splendida forma, ha il viso tiratissimo.

Tutti lo sanno. Stare a gomito con il vulcanico Salera le crea più di qualche imbarazzo che non riesce a mascherare.

Sabrina Occhi di Gatto Grossi non si presenta in sala Restagno ma “sfila” in Piazza De Gasperi. D’altra parte se non si hanno interessi o ambizioni personali perché litigare nel Pd?

MANDIAMO VIA ACEA…..ANZI NO

Carlo tornerò snellissimo D’Alessandro e i suoi piccoli amici erano riusciti ad uscire dall’angolo dopo i continui attacchi del famigerato Comitato “NO Acea”. C’erano riusciti grazie ad una grande prestazione, nel penultimo consiglio comunale, di Dino il DiVino Secondino.  Il quale con grande furbizia aveva sterilizzato la protesta della cittadinanza in assese catapultandola dentro al processo decisionale.  (leggi qui Un consiglio a metà: tra Guerre Stellari e ‘Non ci resta che ridere’)

La conclusione? L’amministrazione placava gli animi nella città con la promessa di un consiglio comunale aperto sull’argomento. Insomma tutti uniti per cercare di mandare via la tiranna Acea. Tempo qualche giorno ed ecco l’ennesimo volo acrobatico dell’aereo più pazzo del mondo.

VE LA DIAMO NOI LA SEDE

Il Sindaco Carlo smemoratissimo D’Alessandro, preoccupato per la chiusura degli uffici rivolti al pubblico di Acea, ad una settimana dal consiglio comunale aperto sull’acqua, ed a un mese dalla tregua con i pesci di “acqua clorata”, scrive una nota ai vertici del gestore del servizio idrico integrato. Niente di meno per chiederle di rimanere e mettendo pure a disposizioni della società alcuni locali di proprietà comunale.

Questo perchè la decisioni di spostare gli uffici e il personale a Frosinone “oltre ad aver provocato un reale disagio al personale, ha privato la città di un tradizionale e radicato punto di riferimento per tutti i cittadini. Quale era la presenza dell’acquedotto degli Aurunci prima e la sede di Acea Ato 5 poi”.

“Giova rammentare – ha detto il primo cittadino – che Cassino è il secondo comune più importante dell’Ato5. Perciò, l’amministrazione intende con la presente richiedere un incontro urgente per riconsiderare le scelte attuate, contemplando la possibilità che questa amministrazione comunale possa mettere a disposizione una nuova e più  funzionale sede aziendale, potendola scegliere tra quelle che  compongono il patrimonio edilizio del comune, anche in violazione delle clausole contrattuali derivate dalle condizioni della gara del servizio”. 

Magistrale la sintesi del quotidiano L’Inchiesta: Voleva cacciare Acea, ora gli offre ospitalità – Il sindaco di Cassino D’Alessandro implora i vertici della società di non chiudere gli uffici in città tanto da mettere a loro disposizione un palazzo di proprietà municipale. Probabilmente il Forum. 

ROSSELLISSIMA METTE LE PINNE

E non finisce qui! Direbbe l’indimenticabile Corrado. Il sindaco CMD’A comunica a tutti i destinatari della lettera che a seguire la vicenda sarà Rossella Rossellissma Tacco12 Chiusaroli.

Visti i disagi accorsi per alcuni strapuntini da parte di qualche dissidente, sarebbe curioso sapere se tale scelta sia stata concordata o sia stato un atto unilaterale da parte di Carlone. In molti hanno già scommesso il braccio, quello buono, di Mario Scevola Abbruzzese, sul fatto che, ancora una volta, il primo cittadino non abbia imparato la lezione.

Rossellissima scenderà dai tacchi per indossare le pinne e pedalare verso la meta, che però sembra ancora ignota. Cosa ne penseranno i comitati per l’acqua pubblica di questa nuova scelta ambigua dell’amministrazione comunale?

La Chiusaroli, intanto, da ragazza intelligente qual’è i tacchi li ha portati dietro. Dovessero finire nuovamente con l’acqua alla gola…

 

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