L’ingegnere dei cieli per l’aeroporto di Aquino

Uno dei più noti ingegneri aeronautici in Italia viene contattato per chiedere quale futuro è possibile per l'Aeroporto di Aquino. L'ingegnere Marafante studierà per il Cosilam i progetti realizzabili

Si chiama Gianpiero Marafante ed è di Settimo Torinese: iscritto nell’Albo degli Ingegneri ha la specializzazione in Aeronautica ed è consulente di buona parte delle Procure della Repubblica italiane. Ogni aereo che cade, i magistrati chiedono a lui perché è successo, ogni aeroporto che si costruisce chiedono a lui come farlo. Da qualche ora è il consulente anche del Cosilam, il consorzio industriale per lo sviluppo del Lazio Meridionale.

A lui si è rivolto il presidente Marco Delle Cese. Gli ha chiesto una relazione realistica su cosa poter fare con l’aeroporto di Aquino.

Che fare di Aquino

L’aeroporto di Aquino

Codice ICAO (la sigla che identifica a livello mondiale gli aeroporti) LIAQ, altitudine di esercizio 107 metri sul livello del mare, coordinate 41° 29′ Nord e 13° 43′ Est l’area ricade nella territorio gestito dal Cosilam, si trova sotto l’amministrazione dell’Enac Ente Nazionale dell’Aviazione Civile. Prima di avanzare ogni richiesta, Marco Delle Cese vuole sapere realisticamente cosa si può fare su quel sedime con una pista di 950 metri (può atterrare senza problemi un aereo da trasporto di medie dimensioni).

Tanti in questi mesi hanno avanzato proposte al Cosilam: dall’aeroturismo al paracadutismo, dalle scuole di pilotaggio droni alla pista alternativa a Ciampino. L’Enac non ha ricevuto invece una sola proposta operativa. Il presidente Marco Delle Cese ha chiesto allora al guru al quale bussano i magistrati italiani: c’è roba concreta da consegnare a Roma?

Una delle ipotesi in campo è quella di un progetto da sviluppare insieme al consorzio Asi di Frosinone. Riguarda la manutenzione ed il rimessaggio per elicotteri di medie dimensioni: eliambulanze, pattugliatori costieri, addestratori, velivoli da trasporto. È una rivisitazione del piano che anni fa presentò il gruppo che fa capo all’imprenditore Domenico Beccidelli ipotizzando l’impiego dell’ex Deposito Munizioni di Anagni. Quel progetto venne poi realizzato. Ma a Malta.

Dal Green agli aerei

Il presidente del Cosilam, Marco Delle Cese. Foto © AG.IchnusaPapers

Il presidente del Cosilam Marco Delle Cese sta cercando di sviluppare al massimo tutte le potenzialità presenti nei Comuni che compongono il Consorzio.

A Roccasecca prima della fine della settimana verrà firmato l’accordo con Enea, l’Ente Nazionale delle Energie Alternative; insieme all’Università di Cassino svilupperanno una Green Valley. Lì pianteranno in modo intensivo canapa industriale capace di assorbire le sostanze inquinanti dai terreni e poi realizzare imballaggi per sostituire la plastica. Le indiscrezioni parlano di un partner privato pronto ad entrare nell’operazione portando in dote 500 ettari di terreni sui quali sviluppare le coltivazioni. (Leggi qui Green Valley, Enea dice si. Pronta ad entrare nel piano).

Alla Regione ha già sollecitato la realizzazione di un casello autostradale tra Pontecorvo e Ceprano per abbattere il numero dei camion destinati all’area agricola e industriale di Roccasecca.

Ora l’aeroporto. Non per farci uno scalo. Forse una scuola, forse un centro di manutenzione. A dirlo sarà il consulente, come aveva sollecitato il sindaco di Aquino Libero Mazzaroppi.

Il sindaco vuole l’aeroporto

Nel corso dell’ultima Assemblea dei Soci il sindaco aveva chiesto di studiare come rimettere a in produzione quell’area di volo. Capace di attirare tanto i turisti quanto gli appassionati. Il Cosilam ed il Comune avevano allora deciso di costituire un gruppo di lavoro per elaborare un progetto solido. Il Cosilam aveva dato la sua disponibilità a candidarsi per ottenere in concessione da Enac l’aeroporto. Ma a condizione di poter garantire lo sviluppo tanto dell’infrastruttura quanto dell’intera area consortile.

Se sono business… voleranno.

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