L’aeroporto “stoppato” e il volo interrotto di Scalia

Lo scalo civile a Frosinone avrebbe rappresentato una irripetibile occasione di sviluppo proiettata nel futuro. Ma come al solito la Ciociaria non seppe fare squadra. Mentre il ritiro dalla politica dell’ex senatore e presidente della Provincia rappresenta il fallimento delle strategie del Pd targato Renzi.

L’assoluzione “perché il fatto non sussiste” degli ex presidenti della Società Aeroporti Frosinone, Giacomo D’Amico e Gabriele Picano, deve far riflettere su quella che resta una straordinaria occasione persa per questo territorio. (Leggi qui L’aeroporto si doveva fare: assolti D’Amico e Picano).

L’allora presidente della Provincia Francesco Scalia (poi diventato assessore e consigliere regionale e senatore) aveva avuto non soltanto una straordinaria intuizione, ma era anche riuscito ad andare avanti sul piano delle procedure e dei passaggi da compiere.

Una planimetria del progetto per l’aeroporto

Il ragionamento era ambizioso e semplice: uno scalo civile low cost a Frosinone avrebbe rappresentato non soltanto una valida alternativa agli aeroporti romani per determinanti segmenti di volo, ma poteva mettere in moto un processo di rilancio economico e infrastrutturale della Ciociaria. In realtà si arrivò molto vicini alla svolta, poi però alla fine non se ne fece nulla.

Aeroporto senza squadra

Non è il caso ora di ripercorrere le complicate tappe tecniche. Sul piano politico, però, alla Ciociaria mancò come al solito quel gioco di squadra che ha fatto la fortuna di altri territori.

Pensate ad uno scalo civile aeroportuale oggi. Da mettere a sistema con le fermate dell’Alta Velocità di Frosinone e Cassino. E pensate se ci fosse stata la forza di realizzare pure l’Interporto. Che – va ricordato – venne pensato a Frosinone in un’epoca in cui non esisteva quello di Passo Corese e nemmeno quello di Civitavecchia: sarebbe stato il primo centro merci alle porte del Sud. (Leggi qui Interporto: adesso è finita. La società è fallita).

Immaginate uno scenario del genere anche alla luce della prossima riqualificazione dell’area ex Permaflex, a due passi dal casello autostradale di Frosinone.

Quello che in Ciociaria non si può fare, altrove si realizza.

La visione di Scalia

FRANCESCO SCALIA. FOTO: RAFFAELE VERDERESE / IMAGOECONOMICA

Ma probabilmente è arrivato anche il momento di fare una considerazione sulla figura politica di Francesco Scalia. Il 4 marzo 2018 non fu candidato in questo territorio, dove era stato eletto e doveva aveva svolto l’intera carriera politica. Non fu candidato perché le leggi non scritte della politica dei Partiti impongono le designazioni blindate a prescindere ai contesti geografici. Il Partito Democratico non ebbe la forza di fare gruppo e il risultato fu che i due leader indiscussi, Francesco De Angelis e Francesco Scalia, restarono fuori dal Parlamento. Per motivi diversi, ma il risultato non cambia.

Francesco Scalia si è ritirato dalla politica attiva, non prima di aver consumato uno strappo clamoroso con l’allora segretario dei Democrat Matteo Renzi.

Le vicende dell’aeroporto e di Scalia fanno capire perché la Ciociaria in questi anni non è cresciuta.

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