Agli anziani non servono badanti: serve amore

Senza ricevuta di Ritorno. La raccomandata del direttore su un fatto del giorno. Un bonus per chi abita insieme agli anziani. In realtà hanno bisogno di ben altro. Si chiama amore

Clicca qui per ascoltare

Qualche tempo fa se ne accorse don Dino Mazzoli, il parroco che inventava i giochi per intrattenere i bambini del Casermone ed evitare che si perdessero per strada. Nella sua nuova parrocchia di Veroli passò dai bambini agli anziani: non sapevano come prenotare il vaccino attraverso il computer: perché erano soli. I figli erano partiti e si erano accasati più vicino al loro posto di lavoro. Mise a disposizione il computer e prenotò lui per tutti.

Se ne accorse anche l’allora rettore dell’università di Cassino il professor Ciro Attaianese. Per andare incontro agli studenti che dovevano pagare l’affitto, propose agli anziani rimasti soli di mettere a disposizione una stanza ed affittarla ai ragazzi: in modo da avere qualcuno in casa.

La stanza degli abbracci (Imagoeconomica)

Se n’è accorto da tempo il vescovo Ambrogio Spreafico: da anni predica che ci sono anziani rimasti soli per colpa dei tempi. Perché lo scenario minimo sul quale la vita si sviluppa non è più solo il paese e nemmeno la provincia. Molte volte i figli se ne vanno e tornano solo per le vacanze.

Va bene: è un segno dei tempi. Che peggiorerà. 

A partire da giugno del 2022 la città di Chiba, che fa parte della Grande Area di Tokyo, darà un sussidio fino a 300mila yen (circa 2200 euro) alle giovani coppie disposte a trasferirsi in edifici dove vivono molte persone anziane. Questo nel tentativo di ripopolare l’area e arginare il processo di invecchiamento della popolazione locale.

L’Italia è un Paese di anziani, la provincia di Frosinone lo è in modo particolare. Yen, euro o dollari ha poca importanza: quello di cui hanno bisogno queste persone è una cosa, il calore umano. Quello non si compra, si insegna.

Senza Ricevuta di Ritorno.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright