Agnoli, il “gregario” di Papa Francesco

L’ex ciclista ciociaro è il ct e responsabile delle relazioni estere della Nazionale della Città del Vaticano che per la prima volta parteciperà ai Mondiali di ciclismo. Il professionista fiuggino tra gli artefici di un’iniziativa che tramite una delle discipline più popolari vuole trasmettere il messaggio di pace ed inclusione del Santo Pontefice

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Il “gregario” del Papa dopo esserlo stato per 11 anni di campioni del calibro di Peter Sagan, Ivan Basso e Vincenzo Nibali. Una straordinaria storia di vita e sport per il fiuggino Valerio Agnoli, neo commissario tecnico e responsabile delle relazioni estere di una Nazionale a dir poco speciale. La squadra della Città del Vaticano che per la prima volta parteciperà ai Mondiali di ciclismo domenica 25 settembre a Wollogong in Australia, schierando nella prova in linea Rien Schuurhuls.

“Questa esperienza è un premio alla mia carriera – ha detto l’ex professionista, 37 anni, originario di Fiuggi – E’ speciale portare avanti il volere di Sua Santità Papa Francesco”.

Nel nome di Gino Bartali

Papa Francesco (Foto: Andrea Giannetti / Imagoeconomica)

La Nazionale di ciclismo della Santa Sede è una delle costole dell’Athletica Vaticana, un club che raggruppa cittadini e dipendenti vaticani (compresi i familiari fino al primo grado) che praticano sport.

Un anno fa l’Unione Ciclistica Internazionale ha riconosciuto l’Athletica Vaticana e da qui nasce la storica partecipazione al prossimo campionato del mondo. Un valore altamente simbolico più che agonistico. Un messaggio di solidarietà e pace che Papa Francesco vuole inviare al mondo tramite uno degli sport più popolari.

Non a caso l’ideale capitano sarà il grande Gino Bartali, devoto terziario carmelitano per il quale è in corso il processo di beatificazione. “Sposiamo anche noi la causa di canonizzazione. Idealmente Bartali sarà il capitano che ci guiderà nella nostra avventura in Australia – ha spiegato Giampaolo Mattei, presidente dell’Athletica Vaticana – In futuro abbiamo in mente di correre con il suo nome sulla maglia”.

Agnoli, tecnico e manager

Agnoli quando ancora correva

In sella come detto ci sarà Schuurhuls, 40 anni, ex professionista olandese (tra il 2016 e 2018 in forze alla Black Inc Cycling Team e all’Olivers’s Team Food), ma sposato con Chiara Porro, ambasciatrice australiana presso il Vaticano.

Agnoli è stato tra gli artefici di un grande lavoro di squadra che ha permesso alla Santa Sede di correre ai Mondiali. Un’impresa che fino a qualche mese fa sembrava per visionari.

L’ex professionista ciociaro ha messo a disposizione le sue competenze tecniche e manageriali maturate in quest’ultimo periodo dopo il corso da direttore sportivo ed un master alla Bocconi. Ma anche i suoi valori umani sono stati importanti per il progetto. Agnoli volerà in Australia domenica insieme ad Emiliano Morbidelli, direttore di Vatican Cycling, ed al segretario Simone Ciocchetti.

“Il riassunto della mia vita”

Valerio Agnoli (secondo a destra) con la Nazionale della Città del Vaticano

E’ emozionato Valerio che tra l’altro da Juniores aveva corso ai Mondiali del 2003. Ma stavolta è un’altra storia. Non sarà in strada ma il cuore forse gli batterà più forte di quando correva nelle gare più importanti del circus delle due ruote. Sente insomma la forte responsabilità di portare il messaggio di pace ed inclusione del Papa in una manifestazione così importante. “La storia per volere del Pontefice è stata scritta con il primo ciclista della Santa Sede a correre un Mondiale di ciclismo. Noi, ambasciatori di Sua Santità saremo con lui. Il ciclismo è segno di unione e spirito di Sacrificio”, ha detto in un post sul suo profilo instagram.

Agnoli ha voluto citare le parole pronunciate dal Papa a marzo scorso durante il congresso dell’Uci. Un discorso che elegge lo sport a modello di vita. “Durante le gare tutta la squadra lavora unita (…) e quando un compagno attraversa un momento di difficoltà, sono i suoi compagni di squadra a sostenerlo e ad accompagnarlo. Così anche nella vita è necessario coltivare uno spirito di altruismo, di generosità e di comunità per aiutare chi è rimasto indietro e ha raggiungere un determinato obiettivo”. “E il riassunto della mia vita”, ha chiosato Agnoli.

Un post-carriera molto intenso

L’ex professionista nella sua Fiuggi

Agnoli ha saputo rimettersi in gioco dopo aver vissuto un momento difficile quando nel 2019 è rimasto senza contratto dopo oltre 2 lustri da professionista in team importanti come l’Aurum, la Liquigas, l’Astana e la Bahrain-Merida.

Ha studiato ed è ripartito. “Restare senza squadra all’inizio del covid è stato un brutto colpo – ha raccontato in un’intervista – Passavo le mie giornate sul divano ma poi un giorno mia figlia Greta di 10 anni mi ha detto: “papà perché non ridi più”. Quelle parole mi hanno aperto gli occhi”.

Agnoli con la dirigenza “Visit Malta-Eolo Kometa”

E così si è rimboccato le maniche: direttore sportivo, un corso di sport, marketing e sponsorship alla Bocconi. Dopodichè sono arrivati i progetti Med-Ex (medical partner della Ferrari) “Visit Malta-Eolo Kometa” al Giro d’Italia ed ora i Mondiali sotto l’effigie della Città del Vaticano.

Valerio inoltre è stato anche testimonial di “RipartiAmo Tourism”, una campagna per promuovere le bellezze della provincia di Frosinone. Ha girato in lungo ed in largo la Ciociaria in bicicletta realizzando dei video con sottotitoli in inglese che incentivassero il cicloturismo e sponsorizzassero, anche all’estero, i luoghi più suggestivi della provincia.

Il “gregario” del Papa.

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