Al Cosilam non sanno che sono in stato di agitazione. Ma in prefettura si.

Gentile direttore Porcu,
abbiamo letto con attenzione l’articolo che ha pubblicato oggi pomeriggio sul suo celebre blog relativo a un presunto stato di agitazione del personale dipendente del Consorzio. (leggi qui il precedente)

Siamo lieti di comunicare a lei e alle organizzazioni sindacali che non ci risultano stati di agitazione o scioperi ma che, al contrario, questa mattina tutti i dipendenti erano serenamente al lavoro ognuno alle proprie scrivanie e che nessuno ha palesano agitazione, malessere o quant’altro.

In merito poi alla retribuzione del futuro Direttore Generale, forse non è noto a nessuno che la proposta fatta a tutti i candidati, e da tutti accettata, è quella, in linea con quanto previsto dal piano di risanamento, di ridurre del 30% il proprio compenso che, tuttavia, è notevolmente inferiore rispetto a quella prevista dalla normativa.

Questo quanto dovuto per ripristinare la verità dei fatti.

Con stima
Il Consiglio di Amministrazione del Cosilam

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Gentile Consiglio di Amministrazione del Cosilam
abbiamo letto con attenzione la mail che ci avete inviato nel pomeriggio in cui lamentate l’inesistenza di uno stato di agitazione del Vostro personale dipendente.

Se controllate meglio la vostra casella di posta elettronica troverete un messaggio smistato dal sistema di certificazione alle ore 09.58PM del 19.09.2016 avente come oggetto “Atto di dichiarazione dello stato di agitazione di tutti i dipendenti del Cosilam e richiesta di tentativo di conciliazione“.

All’interno, troverete il Prot.1229/2016 indirizzato a s.e. il prefetto Emilia Zarrilli avente come oggetto “Atto di dichiarazione dello stato di agitazione di tutti i dipendenti del Cosilm, ai sensi e per gli effetti della l.146/1990 e successive modifiche”.

Stessa comunicazione risulta regolarmente pervenuta alla Commissione Nazionale di Garanzia sugli scioperi.

Relativamente al fatto che questa mattina tutti i dipendenti fossero «serenamente al lavoro, ognuno alle proprie scrivanie» non possiamo che esserne compiaciuti e non vediamo per quale motivo non dovessero essere regolarmente al posto di lavoro per il quale li pagate, dal momento che lo ‘stato di agitazione‘ a differenza dello sciopero, come a voi ben noto, non prevede l’astensione dalle attività lavorative.

In merito alla disponibilità dei candidati a ridursi del 30% lo stipendio, siamo ben lieti di poterlo rendere noto.

Vi saremmo grati se voleste rendere note, parimenti, le ragioni che vi hanno convinto ad avvalervi dell’opera di un Direttore Generale dopo avere pubblicamente sostenuto che questa figura non fosse necessaria.

Questo al fine di fugare le maldicenze secondo le quali il problema non era tanto la funzione di Direttore Generale bensì la presenza in vita del compianto dottor Nino Gargano.

Con stima
Alessio Porcu

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