Alfa Romeo continua a crescere e supera i suoi dati 2017

I dati di vendita del Gruppo Fca nel periodo luglio - agosto - settembre. L'obbligo di vendita solo per auto con motori Euro 6C e 6D temp ha fatto aumentare le immatricolazioni. Alfa Romeo tiene e aumenta un po'. I modelli di Cassino plant trainano. Allora perché si fa la cassa? Perché...

Più di un quarto del mercato è suo. Nel trimestre luglio – agosto – settembre il gruppo Fiat Chrysler Automobiles si è attestata a 95mila immatricolazioni: ha raggiunto una quota del 25,7%. In pratica, poco più di una nuova auto su quattro immessa sulle strade italiane appartiene ad uno dei suoi brand.

 

Nuove leggi, più auto: poi la frenata

In luglio e agosto le registrazioni sono cresciute molto più rispetto alla media. Il motivo è chiaro: sono entrate in vigore le nuove nuove normative in tema di emissioni, con l’obbligo di immatricolare esclusivamente vetture dotate di un propulsore Euro 6C e 6D temp.

La conseguenza è un calo di vendite a settembre: quello che gli analisti chiamano “prevista compensazione”.

Che è stata molto netta per il gruppo: nel solo mese appena trascorso, il gruppo Fca ha registrato un -40,3% attestandosi a quota 28.136 veicoli immatricolati contro i 47.155 di settembre 2017.

Nel quarto trimestre del 2018 la situazione si ristabilizzerà con l’esaurimento degli stock di auto Euro 6B.

 

Marchio per marchio

Nei primi nove mesi dell’anno Fca registra 398 mila immatricolazioni, rappresentano una quota del 26,7%.

Con oltre 17.300 immatricolazioni, Jeep registra nel trimestre un nuovo risultato decisamente positivo: infatti, le vendite aumentano del 55% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e la quota si attesta al 4,7%. È la alta che il brand abbia mai raggiunto in un trimestre, ben 1,9 punti percentuali in più rispetto al 2017. Altrettanto positivo l’andamento del brand nel progressivo annuo: oltre 65.400 le Jeep registrate (l’87% in più rispetto al 2017) e quota al 4,4%.

 

Biscione oltre 10mila

Ci sono 10.100 nuove macchine con il logo del biscione in circolazione nel trimestre. Alfa Romeo registra un aumento delle vendite e ottiene una quota del 2,7%, in crescita di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2017.

Nei primi nove mesi del 2018 le registrazioni del marchio sono oltre 37.400, il 6% in più rispetto all’anno scorso, per una quota del 2,5%.

I numeri dicono che Giulia, Stelvio e Giulietta, cioè i modelli premium prodotti a Cassino Plant hanno recitato ancora una volta la parte dei leoni.

Ma allora qual è la causa della cassa integrazione prevista per lo stabilimento? I numeri ci sono, sono migliori del 2017, registrano un trend in continua crescita.

La spiegazione arriva proprio dai numeri: i dati di oggi sono confrontati con il 2017 dove le cifre erano basse, Stelvio stava appena uscendo e Giulia si stava affermando. La loro produzione lo scorso anno viaggiava in regime di occupazione parziale.

I nuovi volumi sono in crescita. È vero, ma non sono tali da impiegare pienamente tutti gli operai. E pertanto si fa cassa.

Infine, è stata determinante la ‘prevista compensazione’. È stata molto netta per Alfa Romeo: nel solo mese di settembre ha subito un calo del 60%. Una frenata ancora più brusca se si tiene conto che dall’inizio dell’anno il brand aveva fatto registrare solo il segno positivo.

 

 

Fiat e Lancia

Il marchio Fiat nel trimestre immatricola oltre 59.500 vetture per una quota del 16,1%. Ammontano a 260 mila le registrazioni Fiat nei primi nove mesi dell’anno per una quota del 17,4 per cento.

Infine, nel trimestre Lancia immatricola 8.100 vetture, pari a una quota dell’2,2 per cento. Poco meno di 35.300 le Lancia registrate nel progressivo annuo per una quota del 2,4%.

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