Alfieri atto III “Né di Scalia né di altri. Candidato? Oltre le attuali componenti”

Né con Scalia né con De Angelis: il sindaco di Paliano Domenico Alfieri rifiuta etichette. E rimescola così le carte nel già complesso mazzo del Partito Democratico in provincia di Frosinone.
Legge i giornali del mattino, consulta le ultime analisi dei blog specializzati e poi si affida al suo mezzo di comunicazione preferito: la rete. E scrive “Non sono il candidato di nessuna componente”. Si riferisce al pubblico scambio di opinioni che in questi giorni sta avvenendo tra lui ed il segretario provinciale del Partito Democratico Simone Costanzo.

Alfieri venerdì gli ha rimproverato di voler mettere il cappello su ogni operazione condotta dalle singole sezioni, attribuendosene la paternità politica. A stretto giro, dopo poche ore Costanzo ha risposto etichettando Alfieri “detrattore di professione”.

Tutti hanno interpretato lo scambio di messaggi come l’avvio delle ostilità tra i due prossimi candidati alla segreteria provinciale del Pd se e quando si terrà il congresso; col-locando Alfieri nell’area di Scalia e Costanzo come espressione della mozione che lo vede unito a De Angelis, Buschini e Sara Battisti.

Uno scontro per la segreteria che sembrerebbe legittimato dalla controreplica di Alfieri a Costanzo, diffusa in mattinata: “io mi soffermerei sull’attaccamento (di Costanzo ndr) ad una poltrona che nella realtà non esiste più perché il Partito Democratico oggi non esiste, ed al voler mostrare continuamente in maniera maniacale i muscoli parlando sempre di questo 70% di consenso tra gli iscritti… Se così fosse significa che al 70% degli iscritti Pd sta bene questa situazione di caos e mancanza di punti di riferimento… Ne prendiamo atto ma facciamo il Congresso”.

Ma Alfieri non ci sta e rifiuta etichette. E non conferma nemmeno la candidatura: “Se decidessi di candidarmi sarei l’espressione di un pensiero di Partito diverso da quello di oggi. Un pensiero su cui si riconoscono amministratori al di sopra di qualsiasi componente attuale”.

A questo punto, solo il congresso può dire chi sta con chi.

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