Alfieri: «Il Pd torni ad ascoltare i sindaci oppure si estinguerà»

Il segretario reggente ed il malessere che attraversa il Pd. Sempre più sindaci non sono in sintonia con il Partito: dobbiamo domandarci il motivo. "Occorre avviare una riflessione". "Il Partito deve ascoltare i territori oppure si estinguerà"

Una parte è a favore del salvataggio di Saf, ma molti sono mancati all’appello. Una parte voleva fare opposizione sul Cosilam, ma alla fine più di uno si è defilato. La parte che sta intorno ad Anagni chiede una Sanità più attenta al territorio, ma così mettono in discussione le strategie della Regione. Che è del loro stesso colore politico. Il Partito Democratico è alla ricerca di una bussola.

Il paradosso più grande è Domenico Alfieri: da sindaco di Paliano è contro Acea e per il Pronto Soccorso ad Anagni. Ma da segretario provinciale reggente deve sostenere una linea politica del tutto all’opposto. Un po’ dr. Jekyll e mr. Hyde   (leggi qui Dr. Sindaco e Mr. Segretario: la metamorfosi di Alfieri (che però nel Pd è in ottima compagnia) )

 

Alessioporcu.it – Segretario, che fa: porta in analisi il Partito?

Domenico Alfieri – No, faccio una cosa più utile. Ho convocato per il 6 agosto una Direzione Provinciale. È quella la sede nella quale il Partito deve confrontarsi. E deve prendere una decisione unica ed unitaria, sia sul Punto di Primo Intervento nell’ex ospedale di Anagni  e sia sul bilancio della Saf.

 

Il Partito quale linea detterà?

Non siamo più ai tempi in cui il Partito dettava la linea. Il mondo è cambiato, la società è diversa. Abbiamo creato il Partito Democratico proprio per valorizzare le sensibilità dei territori e lasciarci alle spalle quello che un tempo si chiamava ‘centralismo democratico’, cioè il Partito decideva al centro e poi calava dall’alto quella che riteneva fosse la soluzione migliore per tutti. La forza elettorale di questo Pd sono gli Amministratori, abbiamo il dovere di ascoltare le loro voci e tenerne conto.

 

Cosa dicono quelle voci?

Dicono che molti nostri amministratori non condividono più le nostre scelte o per lo meno sono in chiara difficoltà. Secondo me dobbiamo chiederci perché questo sta accadendo. 

 

E lei che idea si è fatto?

Se non ci si riappropria di alcune battaglie, se le scelte sono sempre lontane dalle esigenze dei cittadini, siamo destinati all’estinzione.

Un Segretario politico però non ha solo il dovere di ascoltare. Deve pure avanzare una proposta.

Il Partito deve avviare un confronto serrato con gli Amministratori, la Regione ed i circoli. E deve condividere le scelte. La stagione delle scelte calate dall’alto e spesso nenache conosciute deve necessariamente finire. Torniamo ad ascoltare i cittadini e le loro vere esigenze.

 

Anche lei si sente a disagio?

Capita ai preti di avere momenti di riflessione, è legittimo che li abbia pure io…

 

Per i casi Acea, Pronto Soccorso e Saf?

Paliano storicamente ha una società municipalizzata per la gestione dell’acqua, fa parte della nostra storia, della nostra capacità di essere colettività organizzata, del nostro senso civico: posso rinunciare alla storia della mia gente? Sul Pronto Soccorso ad Anagni come posso negare che ci sia una popolazione di 80mila abitanti senza adeguati servizi di emergenza sanitaria? Come posso accettare un aumento delle bollette che va ad incidere sugli anni passati dopo che abbiamo fatto tutti i sacrifici che ci sono stati chiesti ed in più paghiamo sulla nostra pelle la presenza della discarica di Colle Fagiolara?

 

Si sente solo?

No. E il problema è proprio quello. Se fossi solo, sarebbe chiaro che sarei io ad avere torto. E quindi che dovrei pensare bene al mio ruolo. Ma è chiaro che un malessere c’è, se sindaci come Antonio Pompeo di Ferentino, Simone Cretaro di Veroli, Marco Galli di Ceprano, Mario Felli di Piglio e tanti altri, spesso non seguono alcune indicazioni del Partito. Qualcosa non funziona. E non siamo noi.

 

Il Pd è malato?

No, il Pd ha bisogno di parlare. Dobbiamo tornare a parlare: la nostra forza è stata sempre quella: il dibattito interno. Al quale poi però deve seguire una sintesi politica. Basta con il rifugiarsi nelle linee dettate dai leader. Noi veniamo da una cultura politica che è fatta di dibattito. Dobbiamo tornare al dibattito nella sua sede naturale che è il congresso. Noi abbiamo bisogno di un congresso provinciale vero che chiarisca le posizioni del Partito su argomenti importanti come Sanità, Rifiuti e Lavoro. Un congresso con cui avere una bussola: basta con il rincorrere le scelte degli altri.

 

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