Alfonso Signorini andrebbe fatto senatore a vita

Senza ricevuta di Ritorno. La raccomandata del direttore su un fatto del giorno. Se fa più Signorini che il DDL Zan

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Nella scorsa edizione del Grande Fratello Vip c’è stato tra i concorrenti un celebre attore, ritenuto un sogno proibito per buona parte della popolazione femminile: in diretta tv ha fatto outing, cioè ha rivelato che per anni ha finto ma in realtà a lui le donne non interessavano.

 In quella stessa edizione, una celebre attrice degli Anni Novanta ha raccontato come poco alla volta si fosse sentita un corpo: un oggetto e basta. E che avesse trovato la sua pace solo tra le braccia di un’altra donna.

Concorrenti attempati hanno evidenziato che l’esperienza non si compra al mercato. E che avere gli anni non è solo un disagio ma anche un vantaggio.

Con toni scorretti, questa edizione ha proposto temi altrettanto dirompenti: scorretti per via di concorrenti che non erano preparati a quello spaccato di mondo reale e pensavano fosse solo una finzione. 

Pausa. Blocchiamo per un attimo le immagini. Tutto si è sviluppato poco alla volta, centellinato direbbero quelli studiati: un po’ a puntata. E questo ci ha portato a ritenere normali quelle dinamiche che si sviluppavano all’interno di una casa che è lo spaccato di un pezzo del Paese,

Cambiamo canale: da tempo si prova a far approvare una legge, messa a punto dall’onorevole Zan sui diritti e le tutele da drammi come omofobia, bifobia, transfobia: abbiamo paura di quelli che frequentano persone del loro stesso genere o hanno cambiato genere. Se n’è fatto nulla dopo avere discusso inutilmente in Aula.

La verità è che ha fatto più Signorini che il mondo politico. Il primo ha sdoganato molti modi di essere, raccontando con naturalità e simpatia infinite quando lui spiegò a casa come si sentiva di essere.

Ciò che è avvilente è che sentiamo il bisogno di una legge pure per andare al gabinetto. E’ mortificante perché ci dice che siamo un popolo per il quale tutto ciò che non è previsto dalla Legge è vietato; mentre nel resto del mondo funziona al contrario: tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge è consentito. 

Vorremmo un carabiniere davanti ad ogni portone ed un vigile ogni metro; un amministratore di condominio in divisa che fa tottò agli inquilini che non si comportano bene. Ma quando deve punire gli altri. La realtà è che non ci sarebbe bisogno di una legge Zan se ci fosse una diversa civiltà ed una diversa educazione. Ed in questo senso ha fatto molto di più Alfonso Signorini che chiunque altro, proponendoci per normale, quotidiano, ciò che vorremmo codificare.

Non c’è bisogno di altri divieti. Basta un po’ di civiltà. Altrimenti non cresceremo mai. E sotto questo aspetto, Signorini andrebbe fatto senatore a vita.

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