La vecchia strategia dell’efficace Pallone

Foto: © Imagoeconomica Paolo Gargini

Un piano per la pacificazione delle varie componenti interne di Fratelli d'Italia. Per concentrare le forze. Come fece anni fa quando centrò Europee, Regionali, Provinciali in un solo colpo. Ora l'obiettivo è grosso ed è...

Ecumenico. Ma non cerchiobottista. Alfredo Pallone ha tirato fuori dall’armadio della sua esperienza i vestiti di qualche anno fa. Quelli che indossava quando a Roma era il potentissimo coordinatore del Popolo delle Libertà. Cioè il Partito che contava il 40% nel Paese. E che all’interno aveva le attuali Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc. Ora che è entrato in FdI Alfredo ha messo subito le cose in chiaro: niente candidature, niente ruoli politici nel Partito.

Ma l’esperienza… quella non te la puoi levare… ce l’hai sulla pelle, diventa un vestito. A seconda delle esigenze lo indossi. Come ha iniziato a fare da qualche giorno: dopo una lunga chiacchierata fatta a Roma con il deputato Francesco Lollobrigida e con il senatore Massimo Ruspandini.

Il cardinal Pallone

Come un felpato cardinale di curia, nel suo stile garbato ma affilato, Alfredo Pallone ha iniziato a dire quello che non va in Fratelli d’Italia nella Provincia di Frosinone. Troppe rivalità, troppe divisioni interne: occorre un’operazione di pacificazione generale.

Vuole che scoppi la pace tra le file di Lollobrigida e quelle di Fabio Rampelli. Tra l’ala nella quale ascoltano il leader storico Massimo Ruspandini e quella in cui sono confluiti Antonello Iannarilli e Alessia Savo per raggiungere Alessandro Foglietta. Ma anche con l’area nella quale si è posizionato Gabriele Picano ed i suoi amici che non provengono dai duri e puri.

Ha chiesto di avviare un’azione di amalgama e pacificazione, nel più totale e comune riconoscimento reciproco. Niente conte, niente scalate al potere. Ma unificazione.

La strategia

La strategia è quella che negli anni addietro consentì ad Alfredo Pallone di centrare, nello stesso tempo, la sua elezione al Parlamento Europeo, quella di Antonello Iannarilli alla Camera e quella di Mario Abbruzzese in Provincia di Frosinone.

Il fiuto della vecchia volpe ha intercettato il rischio di elezioni. Sa che l’unico modo per vincerle è unire le forze delle varie componenti. E per questo che ha chiesto la manovra di pacificazione.

Un segretario

Ha chiesto di intensificare l’attività politica, coinvolgendo le varie sensibilità. Assicurando pari visibilità a tutti. Per dare l’esempio ha chiesto al suo consigliere provinciale Gianluigi Ferretti (eletto con una civica prima di aderire a FdI) di iscriversi al Gruppo provinciale di Fratelli d’Italia.

Soprattutto ha sollecitato Massimo Ruspandini a coordinare il dibattito politico interno, diventando il leader dell’intero schieramento. Una sorta di primus inter pares che diriga la discussione, nel pieno rispetto dell’autonomia del Segretario politico provinciale ma nel pieno del suo ruolo di senatore del Collegio.

L’obiettivo

L’obiettivo è tutta l’ala di Forza Italia che aspetta il dopo elezioni Europee per decidere dove accasarsi. Per reclamare poi i posti che servono nelle prossime liste alle elezioni Politiche. E soprattutto alle Regionali. Sa che se si vota per il Paese, Nicola Zingaretti non può non candidarsi alla Camera o al Senato.

A quel punto si aprirebbe la partita per la successione in Regione. Una candidatura che finora è stata appannaggio di Forza Italia. Sulla quale ha iniziato a prendere le misure la Lega. E che Fratelli d’Italia – nella visione di Pallone – non deve affatto mollare senza prima essersi messa al tavolo ed avere fatto valere i propri numeri.

A questo gli serve però la pacificazione interna. Nella federazione di Frosinone. E in quelle di tutto il Lazio.

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