Allarme rosso in Forza Italia: l’ala Abbruzzese dice no al rientro di Quadrini

Il coordinatore provinciale Tommaso Ciccone è seccato per l'imminente rientro di Gianluca Quadrini. Le sue fonti danno per certo il ritorno a casa del presidente della XV Comunità Montana. In quota Fazzone. Opzionando una candidatura.

L’accordo è fatto. All’interno di Forza Italia lo danno per certo: Gianluca Quadrini ha raggiunto l’intesa con Claudio Fazzone per rientrare nel Partito. C’è pure la data: la prima settimana di giugno. A dare l’allarme con una serie di telefonate è stato in mattinata il coordinatore provinciale Tommaso Ciccone: che ha detto no nella maniera più assoluta al Presidente della Comunità Montana di Arce e consigliere provinciale fresco di conferma con il massimo dei voti a Frosinone.

Gianluca Quadrini era uscito un anno fa. Fino a quel momento era il capogruppo provinciale di Forza Italia. Poi aveva sbattuto la porta. Accusava Mario Abbruzzese e Antonio Tajani di avergli sbarrato la strada per la candidatura al Senato ed alla Camera. E poi anche alla Regione Lazio per tutelare il loro candidato, Pasquale Ciacciarelli. (leggi qui Via alla scissione: Quadrini lascia Forza Italia e si candida con Pallone).Aveva trovato rifugio nella lista di Noi con l’Italia, sfiorando l’elezione alla Pisana.

Poi un anno di silenzio. Combattendo in retrovia, fino a conquistare la conferma a Piazza Gramsci. E facendo scattare l’acquolina a tutti quelli che in questi giorni hanno fame di preferenze per le Europee.

Il no di Ciccone

Tommaso Ciccone giura che l’accordo è fatto. Gianluca Quadrini andrebbe ad occupare lo spazio lasciato libero da Nicola Ottaviani: l’area di Forza Italia contrapposta a quella dell’ex presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese. Che oggi controlla quasi tutto il Partito.

Il tutto con un riconoscimento politico dato da Claudio Fazzone.

Ciccone dice no. Ha già mobilitato la componente. No per le forme e per i tempi in cui tutto sta avvenendo. Senza nemmeno una telefonata di Quadrini agli ‘amici‘ che si accinge a ritrovare in quella che per quasi 25 anni è stata la sua casa.

Un’irritazione che avrebbe contagiato anche il suo predecessore e attuale presidente della Commissione Cultura Pasquale Ciacciarelli. Che a sua volta avrebbe fatto una levata di scudi questa mattina in regione Lazio con gli altri componenti del Gruppo vicini ad Antonio Tajani.

Le forme c’entrano poco. In realtà a preoccupare è il fatto che con il rientro di Quadrini, ovunque venisse candidato piazzerebbe una caparra sull’elezione. Togliendo in questo modo i margini per altri aspiranti. Ad esempio lo stesso Ciccone che aspira ad una candidatura alle prossime Regionali.

Quadrini, no comment

Il presidente della Comunità Montana di Arce non conferma e non smentisce. Si limita a dire «Ne parleremo dopo le Europee».

Nei giorni scorsi ha avuto un fitto scambio di opinioni con l’onorevole Barbara Saltamartini della Lega. È stato a cena con Giovanni Paolo Bernini di Forza Italia a Roma. Si è sentito al telefono con Massimo Ruspandini di Fratelli d’Italia.

Qualcuno giura che sia stato anche a colloquio con Antonio Tajani, al quale avrebbe espresso tutta la sua amarezza per come è stato trattato un anno fa. E poi è andato a prendere un caffè con Claudio Fazzone.

Se l’accordo c’è stato, lui non lo conferma. Ciccone ne è sicuro. Ed è contrario.