All’assemblea di Federlazio hanno tentato un golpe

Il presidente di Federlazio Silvio Rossignoli rompe il silenzio. E parla della tumultuosa assemblea generale di martedì. Culminata con il licenziamento del direttore di Latina. Un tentativo di golpe all'asse Rossignoli - Mocci

Silvio Rossignoli è abituato a volare alto. Non è un caso che da piccolo si sia appassionato all’aeronautica ed abbia finito per laurearsi in quel particolare settore dell’Ingegneria. Classe ’44, rieletto all’unanimità nello scorso dicembre alla guida della Federlazio, la Federazione delle Piccole e Medie Imprese del Lazio.  Ne fa parte in quanto presidente della Aero Sekur di Aprilia, società leader nei tessuti speciali e gomma per il settore della difesa e dell’avionica.

È stato lui a presiedere martedì l’assemblea generale degli imprenditori a Roma culminata con il licenziamento del direttore di Latina Saverio Motolese (leggi qui La guerra di Federlazio sull’asse Frosinone – Latina ). E con le dimissioni del presidente territoriale Giampaolo Olivetti (leggi qui Terremoto in Federlazio: Olivetti se ne va. I sospetti su Frosinone).  Una seduta caratterizzata dalla netta opposizione del Direttivo pontino contro il licenziamento. fatta in maniera talmente appassionata che Rossignoli ed il direttore generale Luciano Mocci ad un certo punto si sono sentiti minacciati.

Dietro a quel licenziamento ci sono una serie di battaglie: una è quella per il futuro assetto della Camera di Commercio di Frosinone – Latina. (leggi qui Frosinone e Latina non sono colonie di Roma: ma elementi di uno schema) Ma un’altra è per il controllo di Federlazio. A rivelarlo è lo stesso Silvio Rossignoli.

Spiega ad Alessioporcu.it «il piano era quello di scalzare o indebolire la coppia Rossignoli – Mocci con quella Olivetti – Motolese al prossimo rinnovo pensionando entrambi».

Un gioco di potere per prendere il posto del presidente Rossignoli e del direttore generale Mocci? «Per pensionarci entrambi».

È vero che durante l’assemblea uno dei soci ha parlato di ‘modalità camorriste‘, riferendosi al modo in cui da Latina stavano difendendo il loro direttore e con lui il loro territorio?

«Non parlo di atti interni».

Si è sentito minacciato?

«Ci si è rivolti in tono minaccioso contro il presidente di Frosinone Alessandro Casinelli e contro coloro che dovevano decidere su Motolese minacciando di mandarli alla forca mediatica. Non é accettabile e credo di poter rappresentare come la Giunta di Federlazio, sovrana nelle sue decisioni, sia stata offesa da quelle affermazioni».

.