Il bimbo indifeso e gli Erode di oggi (di P. Alviti)

Il Dio potente che si manifesta sotto forma di bambino indifeso. E se nessuno si fosse preso di lui, non saremmo qui. Come per tanti bambini di oggi. Ci sono troppi Erode tra noi. Ecco chi sono

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Troverete un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia

L’abbiamo ascoltato tante volte in questi giorni: un bambino, le fasce, la mangiatoia.

Di fronte al presepe, qualunque presepe, ognuno di noi scorge la verità: siamo stati tutti così, se qualcuno non si fosse preso cura di noi al momento della nostra nascita, se non ci avessero avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia, culla, incubatrice, noi non saremmo qui.

Se qualcuno non si fosse preso cura di noi, sempre, in ogni momento della nostra vita così fragile, noi non saremmo qui.

Esistiamo perché alcune persone, come Maria e Giuseppe per Gesù, hanno avuto il coraggio, la responsabilità, la voglia, il desiderio di prendersi cura di noi, di amarci, di volerci bene, di accudirci, di educarci, di perdere tempo, forze, pazienza, risorse, denaro, per noi.

Non saremmo qui se non avessimo ricevuto le cure necessarie al cucciolo d’uomo per crescere… lo vediamo in tutti quei bambini vittime delle violenze degli adulti, del non amore, dell’irresponsabilità, dell’odio, di quegli Erodi che non esitano a devastarne le esistenze pur di difendere il loro potere, pur di respingere indietro le paure che li terrorizzano, tanto da negare loro diritti, pane, dignità, libertà, istruzione pur di difendere una posizione di apparente potere.

Ecco gli Erodi di oggi, furiosi, impauriti, terrorizzati da persone inermi: e anche noi rischiamo di far parte della loro schiera se non ci rendiamo conto di come tanti nostri comportamenti possano diventare mancanza di cura, di responsabilità, mancanza di istruzione, di formazione, di preoccupazione per il futuro delle nuove generazioni, gelosi di quanto abbiamo avuto, grazie a chi ci ha preceduto e ha fatto sacrifici per noi…

Il bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia è il segno che la nostra vita deve essere sempre per la cura degli altri, di tutti coloro che senza il nostro impegno rimarranno vittime della furia di Erode.