Perché sono morti proprio loro… (di P. Alviti)

Perché proprio loro sono volati giù dal cavalcavia di Genova? Perché altri seppure vicini si sono salvati? A Gesù lo domandarono quando crollò la Torre di Siloe a Gerusalemme e 18 persone erano rimaste uccise. La risposta fu...

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Se non cambierete vita, perirete come loro

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E’ un agosto tragico: gli incidenti stradali nel Foggiano con la strage dei migranti insaccati nei pulmini dei caporali, l’esplosione di Bologna, probabilmente per una distrazione, e poi il terribile crollo del ponte Morandi a Genova.

Quest’ultimo fatto è stato particolarmente angosciante: pena e preghiera per chi ha perso la vita, sconvolgimento al pensare a quelle povere anime mentre precipitavano dal viadotto, magari mentre stavano andando in vacanza.

 

Ho pensato che chiunque di noi si sarebbe potuto trovare in quelle condizioni senza poter far nulla: non si è trattato di un gesto sconsiderato, di un’infrazione al codice della strada, no…

Ho pensato a quante volte sono passato su quel ponte, spesso insieme ai ragazzi in viaggio verso Avignone e a quante volte, per scherzare con loro in bus, avevo fatto la battuta: chissà se ci regge…

Ho pensato a quanti, miracolati, non sono precipitati perché avevano rallentato o perché s’erano trovati un veicolo più lento davanti…

 

Mi sono venute in mente alcune parole di Gesù di fronte alla domanda: perché sono morti proprio loro?

Era crollata la Torre di Siloe a Gerusalemme e 18 persone erano rimaste uccise. Il destino, Dio… le solite cose. Infatti le persone che chiedono spiegazioni a Gesù lo fanno perché vogliono sapere i nomi dei colpevoli per poter attribuire subito una responsabilità.

 

È quello che sta accadendo in questi giorni: l’immediata individuazione del responsabile, senza attendere perizie, esami, valutazioni, per dare in pasto alla folla mediatica un cadavere da divorare, senza alcuna esitazione, senza richieste di giustificazioni, senza analizzare i fatti.

 

L’esaltazione della violenza, per ora verbale ma non meno feroce, come risolutrice dei problemi. E invece Gesù spiazza tutti: se non cambierete vita morirete come loro.

Il significato di quelle parole oggi è lampante: se non lavoreremo più seriamente, se penseremo soltanto ai nostri interessi di bottega, se faremo valere di più il portafogli rispetto alle nostre capacità professionali, se continueremo a non considerare il bene comune… periremo tutti per un cavalcavia, per un traghetto, per un treno, per un segnale stradale messo male, per la mancata manutenzione, perché qualcuno prende sotto gamba le norme, periremo… per dar retta alla nostra dannata fame di ricchezza e di potenza… periremo…

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