Amazzoni per Alfieri, la guerra tra donne all’interno del Pd

Lo scontro interno al Partito Democratico. Scatenato dalle accuse pubbliche di Valentina Calcagni al Presidente provinciale Alfieri. Maria Spilabotte parte per gli Usa ma prima di decollare sferra una sciabolata. In difesa del Presidente, Cerquozzi e Sardellitti. È scontro tra amazzoni

Maria Spilabotte se ne va: la senatrice Dem se ne va negli Stati Uniti. Ci resterà tre mesi, un periodo di studio e di approfondimento. Ma prima di andare via sbatte la porta: così forte che nessuno nel Pd può fingere di non sentirla.

 

Noi donne quando parliamo siamo segretarie… Abbiamo le mestruazioni o non siamo appagate sessualmente… Siamo amanti di qualcuno che conta: facciamo strada con i mezzucci… con le tette o con i riccioli biondi…

Ma si guardassero il curriculum. Si sentissero quando parlano. Si facessero un giro fuori provincia. E una bella passeggiata in solitudine per guardarsi dentro e farsi un poco di autocritica.

È un lavoro lungo e difficile. Noi Segretarie siamo abituate a lavorare e ci viene facile.

Quando ci sentiamo frustrate andiamo a fare shopping e non rompiamo le scatole a nessuno. Se abbiamo poca autostima andiamo dal parrucchiere o dallo psicologo e non diamo colpa a nessuno dei nostri limiti. Li abbiamo, lavoriamo, ci impegniamo per superarli.

Non è che, per caso, il virus dell’arroganza e dell’intransigenza di altri Partiti, sta contagiando anche qualche elemento della dirigenza provinciale Pd?

 

È l’ultimo affondo ‘italiano’ di Maria Spilabotte. L’ultimo colpo di sciabola contro la dirigenza provinciale di un Partito Democratico sempre più schiacciato dal leaderismo. E sempre meno Partito, nel senso che Maria ha sempre dato al termine: lei che viene dai Democratici di Sinistra, ha vissuto i giorni drammatici in cui nacque il PdS, ha infiammato il dibattito nei giorni della Bolognina e della svolta dal vecchio Pci.

 

Quell’ultimo assalto di Maria Spilabotte è legato al grande incendio che ora sta divampando all’interno del Partito Democratico in provincia di Frosinone. Appiccato dalla dirigente Valentina Calcagni. Nei giorni scorsi aveva attaccato i vertici Dem provinciali: accusandoli di essere spariti dalla scena dopo la sconfitta, d’avere rinunciato a contrastare Lega e M5S nonostante i primi segnali del loro futuro governo di destra. Aveva definito il Partito «Evanescente, impegnato a guardarsi l’ombelico». Ed i dirigenti provinciali «Buoni a fumare pessimi Toscani». (leggi qui I Calcagni di ferro del Pd)

La risposta del Presidente provinciale del Pd Domenico Alfieri era stata definirla «Segretaria frustrata» (Volano gli stracci nel Pd: «Incapace!», «Segretaria frustrata!»)

Maria Spilabotte ha detto no. E lo ha detto con tutto il peso dei suoi anni di militanza dedicati al Partito. Era scesa in campo ed aveva sfidato il Presidente Alfieri: Ci parli delle sue iniziative politiche Alfieri… del suo lavoro di reggente del Pd provinciale e della sua aspirazione a diventarne prossimo Segretario Provinciale». (leggi qui La rabbia di Maria Spilabotte: «Caro Alfieri impara cos’è la militanza») .

 

 

A difendere il Presidente è scesa in campo Francesca Cerquozzi, candidata alla Camera a Frosinone sconfitta dal leghista di Terracina Francesco Zicchieri. «È difficile a volte comprendere le dinamiche astruse e spesso strumentali del dibattito del mio Partito. Dal ‘cogito ergo sum’ si ha l’impressione di essere passati ad una sottospecie di pensiero tribale che si può riassumere in ‘appaio ergo sum’».

Insomma, accusa Calcagni e Spilabotte di parlare solo per apparire. E le ricorda che il Pd è al centro di «una sfida giocata sulla volontà di migliorare le cose con rispetto e tenacia e non con il fine di un titolone su un giornale o una comparsata in tv».

La mancata parlamentare è convinta che quanto «sta succedendo non è utile alle tante che ogni giorno cercano, in un mondo ancora troppo ostile, di affermare la propria competenza e preparazione. In una comunità ci si sta sapendo distinguere la critica dall’offesa, il dibattito pubblico da quello interno».

 

 

Più diretta la consigliere comunale di Frosinone Alessandra Sardellitti. Anche lei si schiera con il Presidente Provinciale Domenico Alfieri.

Non sempre sono solidale con le donne. Anzi, con le donne sono spesso severa. Perché le pretendo sempre intelligenti, acute, risolutive come solo la donna sa essere.

Ecco, quando sento una donna attaccare il proprio Segretario Provinciale di Partito, etichettandolo come ‘Un incapace’ e ‘Servo sciocco’, nel bel mezzo di una trasmissione televisiva, mi vengono i brividi.

Perché, al di là di considerazioni personali offensive che non ammetto vengano espresse pubblicamente, quel Segretario lo conosco bene, ne conosco i pregi ed i difetti, e tutto è tranne che un incapace ed un servo sciocco.

Ma, più di ogni altra cosa, tutto può dirsi di Domenico Alfieri tranne che sia un becero maschilista, come qualcuno oggi lo vorrebbe far passare.

 

Chissà Maria Spilabotte, osservando il panorama dal finestrino dell’aereo sull’oceano, cosa sta pensando…

 

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