Gli equivoci sul silenzio del sindaco per lo smog

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

di Franco DUCATO
Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

 

In politica spesso il modo in cui ci si prepara alle riunioni ed agli appuntamenti dice molto del reale stato di salute di una coalizione, di un Partito. O, come in questo caso, di un sindaco. Prendiamo il caso di Anagni ad esempio. Nel pomeriggio i giovedì scorso si è tenuta in città una riunione molto attesa. Quella durante la quale il sindaco avrebbe dovuto illustrare ai commercianti del centro storico le misure prese per il risanamento dell’aria.

Misure accolte in città con un po’ di contrarietà, per usare un eufemismo. Ci si aspettava grandine e tempesta per il primo cittadino. Ed invece tutto è filato completamente liscio. Anche perché dal cappello è stata tirata fuori la decisione di sospendere la misura più discussa, quella delle targhe alterne.

Ma, almeno stando alle indiscrezioni trapelate dall’interno della maggioranza, le ore di avvicinamento alla riunione sarebbero state surreali.

In tanti avrebbero infatti chiesto al sindaco, usando la famosa chat interna ( che evidentemente è stata ripristinata dopo il silenzio di qualche giorno fa – leggi qui il precedente) cosa dire alla riunione, e se ci fosse una posizione comune da presentare. Ricevendo uno sconfortante silenzio come replica.

Ma ad essere davvero sconfortante è lo sconforto di alcuni. Dimenticano infatti che il sindaco Fausto Bassetta nulla ha a che fare con la politica, le sue liturgie, i suoi compromessi, i suoi sotterfugi. E’ lineare, sintonizzato sui Codici che per anni ha contribuito a commentare per renderli più comprensibili agli studenti dell’Arma. Quindi? Ragiona da colonnello. Se il capo ha deciso una posizione la si porta avanti, se il capo intende rimettere la decisione democraticamente agli altri, semplicemente tace. Un politico invece avrebbe finto di avere una posizione per poi arretrare e far credere alla sua maggioranza d’averla accontentata.

Sta di fatto che, sempre secondo qualche indiscrezione, diversi consiglieri avrebbero cominciato a quel punto a scambiarsi messaggi frenetici, usando però non la chat di maggioranza, ma i messaggi personali, per scambiarsi opinioni e considerazioni su quanto stava accadendo. La prova che, se i comportamenti hanno un senso, Bassetta al momento è davvero un uomo solo. Nel senso che è incompreso: galantuomo prestato alla politica. dalla quale è del tutto estraneo. “E’ assente- ha detto un consigliere che lo conosce bene-, tende a non confrontarsi con noi”. La realtà è ben altra. Linguaggi differenti.

Intanto, per celebrare le circa 12mila visualizzazioni delle nostre note che abbiamo dedicato al fu sindaco Franco Fiorito (leggi qui) il Conte del Piglio (ma non in Purezza) rende merito al signor Paolo Carnevale da Anagni, brillante corrispondente de Il Messaggero. Che però non ha avuto parole lusinghiere per noi. Professore, noi invece la stimiamo. E glielo dimostriamo, riportando qui la sua opinione.

 

PAOLO CARNEVALE per IL MESSAGGERO ED.FROSINONE
Non si è fatta attendere ad Anagni la replica del sindaco Fausto Bassetta al consigliere comunale de La rete dei cittadini Simone Ambrosetti, il quale ha annunciato la sua uscita dalla maggioranza ed il passaggio nell’opposizione.

Ambrosetti aveva spiegato la sua decisione accusando la maggioranza di navigare a vista, senza una precisa idea di sviluppo della città, arrivando a fare entrare in maggioranza ed in giunta i consiglieri di opposizione di Anagni Democratica, lista nata come coalizione alternativa al sindaco. (leggi qui il precedente)

«Ogni scelta deve essere rispettata – ha spiegato il sindaco-, ma la scelta è responsabilità di chi sceglie, non di altri».

Per il primo cittadino «il passaggio all’opposizione del consigliere Ambrosetti è una decisione legittima, ma farla derivare unicamente dal comportamento di altri, o da asserite mancanze politiche, è un’evidente distorsione della realtà».

Bassetta ha ricordato la posizione da sempre critica diAmbrosetti fin dal primo Consiglio comunale, le sue «riserve e le sue critiche sulle prime scelte politiche del sindaco, quelle relative alla formazione della giunta». Sull’entrata di Anagni Democratica in giunta, tanto criticata da Ambrosetti, Bassetta ha fatto capire comeAmbrosetti fosse deluso per l’assessorato concesso al nuovo gruppo, e non a lui.

Il sindaco ha anche ricordato come con la tanto criticata Anagni democratica Ambrosetti avesse cercato di stringere alle ultime comunali un accordo elettorale, prima di confluire nella coalizione del futuro sindaco.

Il primo cittadino ha poi ricordato ad Ambrosetti «l’incarico di collaborazione nel campo delle opere pubbliche che non ha mai svolto»; il suo rifiuto a collaborare «nel settore della protezione civile, di cui è un riconosciuto esperto, al fine di dotare questo comune di una pianificazione di emergenza di cui era sprovvisto»; la decisione di disertare «tutte le riunioni politiche della maggioranza che – probabilmente – erano la sede più opportuna per manifestare il proprio dissenso interno e sostenere le proprie istanze». Un atteggiamento, ha concluso il sindaco, che rende le critica di Ambrosetti poco «politicamente credibile».

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