«Il Progetto Anagni è fallito»: Mimmo se ne va appena apre il Consiglio

Bomba politica sul Consiglio Comunale di Anagni: se ne va Domenico Beccidelli, l'ispiratore del gruppo politico Progetto Anagni, quello più numeroso in municipio. «Non condivido» scrive al sindaco, commentando la soluzione della crisi.

L’annuncio arriva nello stesso momento in cui inizia il primo consiglio comunale dell’era Bassetta bis. Non è un caso. Anzi: è un segnale chiaro. Di rottura con il presente e di difesa del passato. Se ne va Domenico Beccidelli: è l’ispiratore di Progetto Anagni: il gruppo politico più numeroso a palazzo Iacopo da Iseo, quello che più volte nelle ultime settimane ha rivendicato «di avere contribuito in maniera determinante all’elezione di Fausto Bassetta a sindaco».

Lo fa con una lettera aperta, nella quale rivolge gli auguri di buon lavoro proprio al sindaco ed alla sua nuova giunta: «Tanti auguri sindaco e amministrazione. Ma non più con il mio apporto».

L’imprenditore elicotteristico ripercorre le tappe del progetto politico: «Fino dall’inizio ho creduto nell’idea di Progetto Anagni. L’ho sostenuta, incoraggiata e supportata. Si trattava di un’idea semplice ma rivoluzionaria: mettere la città nelle mani di un sindaco e di un’amministrazione che avessero una moralità specchiata, una serietà inattaccabile, una capacità gestionale all’altezza della situazione. Soprattutto avevamo l’idea di restituire una dignità ad una città che troppo era stata sotto i riflettori. Per storie non edificanti. Abbiamo creduto in quell’idea. Nella quale gli uomini dovevano mettersi a disposizione del Progetto. Che a sua volta doveva mettersi al servizio della città».

Beccidelli passa al pettine i nodi politici. Iniziati ad incresparsi subito. «Proprio in nome di quei princìpi, con lealtà e disciplina, Progetto Anagni in questi anni non ha rivendicato un numero di assessori proporzionale alla sua rappresentanza in aula. Fino dal primo momento. In primo non piano abbiamo messo gli incarichi. Ma un ospedale efficiente, una città funzionale, servizi a disposizione di tutti. Abbiamo fatto le nostre proposte per ottenere questi risultati. Ed abbiamo dato il tempo necessario affinché si potessero realizzare. Non abbiamo preteso tutto. Non lo abbiamo preteso subito».

Si arriva alla crisi di queste settimane. «Quando abbiamo ritenuto che fosse trascorso troppo tempo, ci siamo stancati di aspettare, abbiamo reclamato. Per questo abbiamo avviato una verifica di maggioranza in cui abbiamo chiesto l’azzeramento degli incarichi. In modo di lasciare le mani del tutto libere al sindaco».

La crisi si è chiusa in maniera lampo. Con il presidente del consiglio comunale Giuseppe Felli (proprio di Progetto Anagni) che passa in giunta. «La crisi si chiude in un modo che nulla ottiene per quanto noi abbiamo messo in primo piano: ospedale, ambiente, efficienza. Accettare l’incarico di vice sindaco significa invece abbracciare quei risultati mancati. E fare propri quei traguardi non centrati».

Domenico Beccidelli lo dice in maniera che più chiara non si può: «Non sono d’accordo. Ciò che è stato fatto rappresenta un fallimento politico. Con la serietà e la dignità che ci appartengono, di fronte a questo dobbiamo ammettere che l’idea di Progetto Anagni è fallito».

Molla la sua creatura politica. «Faccio un passo di lato. Non mi riconosco in questo modo di fare. Meno ancora mi riconosco in questo modo di agire. Per questo, auguro buon lavoro al sindaco Fausto Bassetta, buon lavoro alla nuova Giunta ed al Consiglio. Ma senza più il mio apporto».

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