Quella cena con cui il PD aggiunge un posto a tavola

Ad Anagni spunta il nome di Luca Santovincenzo. Potrebbe essere il candidato sindaco dei Dem. Che storicamente in città puntano sempre su nomi esterni. Per prendere voti non 'inquadrati'.

Franco Ducato
Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Una cena in segreto. Oltre a diversi incontri. Movimenti ufficiosi che sembrano sul punto di portare ad una novità interessante nel centrosinistra ad Anagni. L’individuazione di un nuovo candidato a sindaco per le prossime comunali. Non si tratta di un nome del Pd. Ma di un tecnico, anche se d’area: Luca Santovincenzo, punto di riferimento del comitato Quartiere Cerere.

È, in fondo, la sorte che accomuna il centrosinistra da anni. Quella di non poter avere alle elezioni, un candidato interno al Partito di riferimento della maggioranza. Cioè un nome da poter spendere agevolmente. Di qui la ricerca di un nome esterno, che possa rappresentare anche l’elettorato di sinistra, senza mettere in difficoltà chi la croce, su un nome che viene proprio da lì, non ce la metterebbe.

In Italia i casi non mancano, da Prodi in poi. Anche in Regione, le storie di Badaloni e Marrazzo sono lì a dimostrarlo. Zingaretti, in tal senso, è un’eccezione.

Breve storia degli uomini-Partito

Franco Fiorito fu uno dei primi ad approfittare della debolezza dei Partiti

Insomma, il paradosso della sinistra è l’essere la forza di riferimento principale di una coalizione. Ma senza poter (quasi) mai esprimere un nome per un’elezione.

Ad Anagni, tanto per dire, gli ultimi anni sono stati disseminati di storie del genere. Da Alberto Cocchi, che nel 2001 fu il candidato Repubblicano che venne sconfitto nelle comunali che segnarono la nascita del fenomeno Fiorito. Oppure l’avvocato Diurni, sconfitto nel 2006 da Carlo Noto alla fine di una durissima battaglia a base di cainani e foto proibite. (Il fronte di Fiorito apostrofava l’avversario parafrasando il titolo del celebre film di Nanni Moretti Il Caimano; contro Fiorito uscirono alcune foto che lo ritravevano a Sanpietroburgo, in posa su un trono, con accanto a lui due signorine di molto bell’aspetto e molto poco vestite).

Nel 2009 fu la volta di Baldassarre Sansoni, sconfitto ancora da Noto.

Fu poi trionfo nel 2014 per l’esterno Bassetta, a capo di una coalizione che, come accade sempre da quelle parti, iniziò ad impallinarlo un minuto dopo la vittoria.

Mentre, l’unica volta che negli ultimi anni il Pd ha mandato avanti un proprio candidato, come Sandra Tagliaboschi, la sconfitta è stata netta.

Tutto questo per dire che da qualche giorno si stanno moltiplicando i contatti tra il suddetto Santovincenzo e, sembra, Aurelio Tagliaboschi. Contatti che potrebbero portare ad una candidatura.

Galeotte la Ztl… e l’eminenza grigia

Aurelio Tagliaboschi, il ‘tessitore’ della candidatura di Santovicienzo

La parte nota di questa storia inizia qualche settimana fa. Quando il Comitato Quartiere Cerere esprime la propria perplessità sui nuovi orari della Ztl in centro. Legittimo.

Solo che poi la protesta si allarga e diventa, come dire, meno legata alle questioni specifiche. Infatti diviene più portata alla critica complessiva all’azione politica della maggioranza Natalia. Legittimo anche questo.

Ma a quel punto si comincia a pensare che forse lo scopo è un altro. Ed è qui che cominciano ad arrivare segnalazioni su incontri e cene. Che vedrebbero da una parte l’eminenza grigia del Pd cittadino e lo stesso Santovincenzo.

Un nome che potrebbe saldare le due anime del centrosinistra locale. Quella più istituzionale, legata al Pd e quella più radicale. Con quest’ultima vicina a Sinistra Italiana ed al Movimento Cittàtrepuntozero.

Non è un caso gli ultimi due da tempo firmino assieme i loro comunicati. Evitando quel frazionamento che, ad esempio, nel 2018, era apparso lampante, con la Tagliaboschi da una parte e la Cacciatori dall’altra. Se poi tutto questo servirà a dare più chances ai progressisti, al momento non è dato saperlo.

Ma la strada sembrerebbe questa.