Bisogna assumere i vigili: volemose bene

Il piccolo caos nel concorso per l'assunzione dei vigili. Fotocopie sbiadite. Rifatte di corsa nella copisteria più vicina. Mentre gli altri attendono... Volemose bene... Ma chi verrà escluso avrà troppi pretesti ai quali appigliarsi

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Niente da fare. Ad Anagni, tutto quello che riguarda la Polizia Locale, sembra essere portatore di sfiga per la maggioranza che in quel momento sta amministrando la città. Qualche anno fa era toccato alla maggioranza di centrosinistra fare i conti con le polemiche per alcune assunzioni a tempo determinato. Un anno e mezzo fa era esplosa la polemica per la carenza di organico, tanto che c’era stato chi aveva proposto di usare i soldi delle multe per assumere più personale. 

Ora è il turno del concorso alla volemose bene. O, per citare la Avanzi di qualche anno fa, del “facciamo un po’ come ci pare”.

Spieghiamo. Ad Anagni si tiene il concorso per l’assunzione di due agenti di polizia locale. Come capita in queste circostanze, vista la mole di partecipanti attratti dalla possibilità di un posto fisso, il concorso si tiene in una scuola pubblica, il Regina Margherita (pieno centro cittadino). È il momento dello scritto preselettivo; tanta gente in attesa snervante, pronta a sapere su cosa dovrà relazionare per passare la prima fase ed avvicinarsi al sogno di una divisa.

Ad un certo punto però scatta l’imprevisto. Si scopre, all’apertura delle buste, che le tracce non si leggono bene. O almeno, che molti dei fogli non sono stati fotocopiati in modo adeguato. Insomma, una rogna.

La soluzione però, è peggiore del problema. Si decide infatti di andare a rifare le fotocopie al volo, in modo da mettere in condizione tutti di svolgere il compito nelle stesse condizioni.

E chi è che viene mandato a fare le (nuove ) fotocopie? Un commissario? Il presidente della commissione? No. Alcuni dei candidati presenti. Ai quali viene consegnato il plico da fotocopiare per poi tornare al concorso. Tanto chi si formalizza? E a nessuno viene in mente che, insomma, non sembra proprio il caso che le copie le debbano fare i candidati. Se non altro perché a loro viene permesso, in questo modo, un accesso privilegiato alle tracce, e del tempo in più che agli altri (tanti) non è sta concesso. Qualche mugugno c’è. Ma alla fine dei 50 minuti canonici la prova viene completata e tutto finisce così.

Per il momento.

Perché è facile immaginare che, per come è stata gestita la faccenda, alla prossima tappa, quelli che risulteranno esclusi faranno presente quanto è successo. Inoltrando un ricorso, che potrebbe avere parecchie possibilità di essere accolto. Bloccando tutto e costringendo a ripartire da capo, come nel gioco dell’oca.

Si dirà: un errore che poteva capitare a tutti. Fino ad un certo punto. Perché quando fai un concorso pubblico, e gestisci soldi pubblici, ha il dovere di rispettare anche le virgole. Per prima cosa perché i dubbi in questi casi è bene che non ci siano. E secondo perché con gli errori ti esponi al rischio di reclami che potrebbero bloccare l’iter. Con tanti saluti alla necessità (questa sì assoluta) di nuovi elementi nella polizia locale.

Ma la cosa forse più grave è che in ciò che è successo non c’è traccia di malafede o di incompetenza, quanto di pressapochismo. L’idea che “ tanto va bene lo stesso”, che “ insomma, che sarà mai”.

Atteggiamenti sempre criticati. Prima.

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