Anagni, il primo confronto a distanza: chi vince e chi perde (di F. Ducato)

Via alla presentazione della candidature alle prossime elezioni comunali di Anagni. Scendono in campo tre dei candidati. Cosa hanno detto. Chi c'era e chi mancava. Chi ha vinto e chi no

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Se il consenso politico fosse pura aritmetica, non ci sarebbe storia, e Daniele Natalia avrebbe già vinto, magari anche al primo turno.

Ma poiché a piazze (o ristoranti) piene non sempre corrispondono urne piene, bisognerà vedere cosa accadrà nelle prossime settimane. Perché oltre ai numeri, ci sono le cose dette, quelle non rivelate, le alleanze fatte, quelle segrete, le contraddizioni e le ipocrisie.

Quella che segue è una breve cronaca, quasi in contemporanea, dell’apertura, ieri pomeriggio, della campagna elettorale dei tre principali schieramenti che ad Anagni si contendono la vittoria alle comunali del 10 giugno. E la storia di tre candidati a sindaco che aspirano a succedere al colonnello Bassetta.

 

Sandra Tagliaboschi

Partiamo da Sandra Tagliaboschi. Per la candidata del Pd (per lei quattro liste , Pd più tre civiche) la corsa elettorale, almeno ufficialmente, è iniziata in un piccolo ristorante della zona anticolana.

Segnale da non trascurare: i quasi 50 minuti di ritardo sull’orario previsto. Probabilmente perché alle 18, l’ora fissata, c’era davvero poca gente. Ed è stato necessario aspettare (e forse telefonare) per far sì che alla fine ci fossero circa 150 persone ad ascoltare Sandra. Scortata dai fratelli e dai principali esponenti de Pd locale.

Visti in prima fila il reggente provinciale Pd Domenico Alfieri, il leader della corrente maggioritaria Dem Francesco De Angelis, i consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti. C’era anche un ex deputato Nazzareno Pilozzi piuttosto distratto. Relegato invece in quinta-sesta fila il presidente del Partito in città Maurizio Bondatti.

Discorsi di routine, a partire dalla candidata a sindaco. Che è tornata sulla polemica del caso della denuncia presentata contro un esponente di una lista avversaria che avrebbe minacciato una signora per farla entrare in lista. La sensazione complessiva è di una corsa in difesa, fatta per arrivare almeno al ballottaggio.

 

Daniele Tasca

Più o meno contemporaneamente, nel centro storico di Anagni, spazio a Daniele Tasca, esponente di una coalizione di quattro civiche, rinforzate dalla componente politica di Casapound.

Tasca, nel suo discorso,  – ha polemizzato con chi ha cercato di attaccarlo sul piano personale, secondo lui evidentemente per paura di un confronto politico; 2 – ha difeso a spada tratta la lista di casapound; “parlateci, sono persone vere, che si danno da fare per il nostro paese”;  3 – ha difeso un modo di fare politica basato “sulla discussione e sulla partecipazione; ma quando dovremo scegliere, sceglieremo e ci assumeremo la responsabilità di questa scelta”.

Per lui, però, solo una settantina di persone. La sensazione è che di strada da fare per acquisire peso per Daniele Tasca ce ne sia ancora. E che Casapound possa essere un peso: altrimenti perché dedicare una parte del comizio a quella difesa d’ufficio, anzichè spendere quel tempo per parlare di progetti?

 

Daniele Natalia

Molto più folto il parterre che dalle 19.30 in poi ha omaggiato la candidatura di Daniele Natalia. In una sala gremita c’erano tutti i big del centro destra provinciale e regionale dal senatore FdI Massimo Ruspandini al vice responsabile nazionale Enti Locali di Forza Italia Mario Abruzzese, al coordinatore provinciale azzurro Adriano Piacentini. Fino ad arrivare al sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, vero modello di questa avventura elettorale dell’ex consigliere di minoranza di Fi.

Consapevole di questa forza, Natalia ha impostato tutto sulla necessità di apparire nuovo, promettendo di far ripartire Anagni, spostando il discorso sulle cose da fare, e dicendosi convinto di poter vincere al primo turno.

Una prospettiva che però non spiega, ad esempio, la presenza di molti volti storici della destra locale. Come l’ex vice sindaco Guglielmo Rosatella, passato dalla destra alla sinistra e ancora alla destra in tempi rapidi. Come Enzo Ciprani e Simone Pace, autori anch’essi di un passaggio destra-sinistra –destra rapido e disinvolto.

In molti hanno notato in sala figure simboliche, come Peppe Viti, mentore di Franco Fiorito e anima storica della destra locale. O Danilo Tuffi assessore delle prime stagioni di Fiorito. Il tutto mentre l’altra sera a Tufano presentava la sua candidatura il fratello (politico) giovane di Fiorito, Alessandro Cardinali.

Tutta gente che certo non aiuta a pensare a Natalia come ad un uomo del rinnovamento. A meno che non si pensi, a proposito di rinnovamento, alla lista Cuori anagnini, che vede gente come Luigi Pietrucci o Carlo Marino che fino a poco fa militava nella sinistra manettara dell’Idv.

La sensazione è che Daniele Natalia stia facendo la stessa strada dell’ex sindaco Fausto Bassetta: creare una coalizione molto larga (anche se ha perso un blocco, quello dello Scarpone di Corsi), per vincere le elezioni.

Una strategia che per il colonnello ha funzionato, ma che si è tradotta, quasi subito dopo la fine delle votazioni, in uno stillicidio di tensioni interne che hanno portato all’ingovernabilità.

La scommessa, per l’avvocato è di non fare, nel caso, la stessa fine.

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