Adda passà ‘a nuttata, poi il Pd riproporrà il patto al sindaco (di F.Ducato)

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

di Franco DUCATO
Conte del Piglio
(ma non) in Purezza

 

 

Adda passà ‘a nuttata sentenziava Eduardo De Filippo sul palcoscenico di Napoli milionaria. “Deve passare l’estate” dicono i segretari di Partito ed i referenti delle liste presenti in Consiglio Comunale ad Anagni. Perché è sempre più chiaro che le prossime settimane saranno fondamentali per il futuro di Fausto Bassetta in municipio. Ha due possibilità. O riporta sul suo fronte gli scettici che invece tre anni fa l’avevano accompagnato al trionfo oppure deve iniziare a riempire i sacchi di sabbia e fortificare il palazzo comunale.

A fare quadrato e schierare le truppe intorno al sindaco potrebbe essere il Pd: tirando fuori dai cassetti il documento che era pronto a sottoscrivere nei mesi scorsi ma poi se ne fece più nulla. Un documento di totale sostegno e rinnovata fiducia.

Ma in cambio viene chiesta più condivisione, più collegialità. E più politica.

Quel documento oggi ha ancora più peso. Perché nel frattempo ci sono state le elezioni provinciali. Che hanno riposizionato le truppe. L’elezione in consiglio provinciale di Maurizio Bondatti infatti è stata la prova sul campo della ritrovata unità nel Pd anagnino, la effettiva saldatura tra le componenti. Eccezione fatta per Vittorio Save Sardaro.

Non deve trarre in inganno il fatto che nelle primarie di primavera il sindaco Bassetta abbia sostenuto la mozione Orlando mentre il Gruppo Pd è stato compatto sul listone renziano. Perché non si è trattato di una spaccatura bensì di una cambiale politica che il sindaco doveva onorare con Baldassarre Favara e Nicola Zingaretti

La dimostrazione che il patto stia reggendo sta nella sintesi unitaria alla quale si è arrivati durante l’ultimo consiglio comunale. Lì infatti il Pd ha espresso una nota congiunta: con la quale ha detto, nella sostanza, noi approviamo il Bilancio ma adesso vogliamo un cambio di passo.

Per paradosso, le provinciali hanno compattato il Pd ma spacchettato l’altra principale forza di maggioranza: Progetto Anagni. La vicenda dell’elezione del presidente della Pro Loco può essere considerata il secondo spartiacque.  Prima di quelle due scadenze elettorali, lo scenario politico aveva 2 anime Pd e un Progetto Anagni granitico. Oggi il Pd è compatto, mentre il gruppo civico è attraversato da un dibattito interno. Un’anima continua ad avere come punto di riferimento l’ispiratore Domenico Beccidelli, un’altra anima invece ha come riferimento Simone Pace. La prima, ritiene che il progetto abbia esaurito la sua spinta: sia riuscito ad imprimere alla politica cittadina una spinta moralizzatrice rappresentata dal sindaco Bassetta, ma che ora sia arrivato il momento di passare oltre e mettere sullo scranno del primo cittadino un amministratore più politicamente elastico. L’ala di Pace invece, sistemerebbe volentieri i sacchetti di sabbia intorno al fortuno per difendere il sindaco.

L’autunno sarà decisivo. Perchè in quella fase il Pd deciderà come giocare la partita. Se bassetta gli fornirà le adeguate garanzie, tirerà fuori il documento e farà quadrato, supportato dalle truppe di Pace. Se invece dovesse prevalere la fronda, il Pd giocherà un’altra partita. Perché, nel corso della riunione avvenuta poche sere fa, un concetto è stato chiaro: crisi o non, è il Pd a voler dare le carte.

A meno che, ed è un rischio che non si può sottovalutare, il Partito Democratico di Anagni non si faccia contagiare dallo stesso morbo che ha già colpito i Circoli di Cassino, Sora e in ultimo Frosinone. Un morbo che esplode nei mesi precedenti le elezioni, sconquassa il Partito, lo lacera, lo divide, lo lascia come un pugile suonato. In quel caso tutte le carte si rimescolerebbero. Con esiti imprevedibili. C’è un medico in sala?

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