Pecunia non olet, ma l’immondizia si (di F. Ducato)

Il denaro non puzza. Ma l'immondizia sì. È per questo che nessuno vuole sul suo territorio l'isola ecologica comunale. Così, nonostante il cambio di amministrazioni, l'opera non viene realizzata. Perché alla fine è meglio...

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Pecunia non olet”.
È una delle massime più famose della latinità. Attribuita a Vespasiano, in occasione di un suo scontro con il figlio Tito sul fatto che l’imperatore aveva imposto una tassa sulla raccolta dell’urina. Tassa che faceva arrivare bei soldi nelle casse sempre affamate dell’amministrazione imperiale. E pertanto, al figlio che gli faceva notare la provenienza non proprio gradevolissima di quei soldi, Vespasiano aveva replicato, appunto, che “Il denaro non puzza”.

Il denaro, forse, no. Ma l’immondizia, a quanto pare, sì. Almeno ad Anagni. Solo che qui non ci si riferisce tanto alle conseguenze sgradevoli dei ritardi nel ritiro dell’organico. Ritardi che ogni tanto provocano effluvi obiettivamente poco confortanti. Quanto piuttosto al peso politico di una questione su cui la tetragona amministrazione Natalia potrebbe registrare qualche scompenso in questa lunghissima stagione di luna di miele con la città.

 

Un passo indietro. Qualche giorno fa il consigliere comunale dei 5 Stelle Fernando Fioramonti manda al sindaco un’interrogazione. In cui gli chiede, sostanzialmente, conto dell’assenza di un’isola ecologica in città.

Giova infatti ricordare che nelle pieghe del contratto firmato a suo tempo con la ditta che gestisce il servizio dei rifiuti ad Anagni, c’è appunto una clausola che impegna la ditta a fornire, d’accordo con l’amministrazione, un’isola ecologica.

Solo che quell’isola non è mai arrivata. C’è stato l’esperimento dell’isola itinerante (ogni settimana in un posto diverso, ogni volta con un materiale specifico) al tempo di Bassetta; ma poi anche quella stagione è finita. E l’isola stabile non è mai arrivata. Di questo Fioramonti ha chiesto conto al primo cittadino.

 

Non è dato sapere se e cosa il sindaco abbia replicato al consigliere grillino. Si può però riferire cosa si mormora nelle stanze del potere. Più esattamente, cosa si dice nei discorsi dei vari assessori e capigruppo sul tema. Discorsi che ruotano su un concetto che si potrebbe sintetizzare così: ma perché dovremmo ospitare l’isola nella nostra zona? Perché ad avere il centro di raccolta dovrebbe essere il nostro quartiere?

Vaglielo a spiegare che un’isola ecologica non è esattamente una discarica, che i disagi sarebbero, in caso, minimi. E che, comunque, quel punto andrebbe rispettato per favorire tutta la comunità. Niente da fare.

Sembra proprio che nessuno si voglia assumere questa responsabilità.

 

Lo si può capire. Tornare nel proprio bacino elettorale e sentirsi apostrofare “ma che ci hai portato l’immondizia?” non fa bene a nessuno. E nessuno, quindi, vuole dare il suo placet.

Così il tempo passa. E l’immondizia resta. Ma tanto, meglio perdere tempo che perdere i voti.

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