Qualcuno segni sull’agenda del Pd che manca un Segretario (di F. Ducato)

Alla fine ci si è dimenticati di fare il Segretario del Pd di Anagni. Non che manchino i nomi. Però forse va bene così... Una po' a tutti

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

La prima risposta era stata “aspettiamo l’esito delle elezioni Europee”. Che si sono pian piano avvicinate, poi si sono svolte, con un esito considerato dai più abbastanza soddisfacente. Superato il primo ostacolo, è arrivata però la seconda tappa. Quella denominata “aspettiamo di vedere come vanno a finire i ballottaggi”. Che, come le Europee di prima, sono arrivati e si sono svolti. Anche qui (pare) con un esito piuttosto soddisfacente.

In attesa che arrivino appuntamenti più importanti a cui fare riferimento per dilazionare ancora la cosa (la finale dei mondiali di calcio femminile, il campionato europeo di curling, i play off del campionato di tamburello), sarebbe forse il caso di avere qualche risposta chiara su una questione che assilla la politica locale anagnina da mesi.

Ed in effetti sembra di vederlo il sindaco Daniele Natalia che, in attesa di sapere come regolarsi su questioni trascurabili come la Marangoni o l’ex ospedale, si sta chiedendo in queste ore, con un misto di enfasi e tormento
Quando verrà eletto il nuovo segretario locale del Pd?”.

Domanda, al di là dell’esordio (evidentemente) satirico, non trascurabile. L’esito delle Comunali del 2018 aveva portato in dote, come noto, le dimissioni del segretario del Pd Francesco Sordo. Che era poi stato dirottato come commissario ad Acuto. Dove poi si era candidato a sindaco nelle elezioni perse contro Agostini. Ad Anagni era arrivata come commissario, direttamente da Veroli, Francesca Cerquozzi. Che è stata però, nelle ultime comunali, eletta in consiglio appunto a Veroli. Di qui la necessità di avere un nuovo segretario.

Il problema è, a quanto si si dice tra i militanti, che per ora di un congresso che possa mettere un punto fermo su cui articolare una possibile rinascita del Pd ad Anagni non c’è traccia. Nessuno sa nulla, nessuno sembra nemmeno sapere se come e quando questo congresso verrà tenuto.

Non che manchino i nomi, questo no. Ma, per usare un eufemismo, non sembrano elementi in grado di scaldare l’uditorio. Sia detto senza nessuna acrimonia personale; ma, per fare un esempio, il possibile arrivo di Maurizio Bondatti, uno dei papabili, non sembrerebbe una garanzia di rinnovamento. Ed anche le ipotesi uscite negli ultimi giorni della conferma della Cerquozzi, o del ritorno a casa di Sordo, certificherebbero solo una cosa; l’impossibilità del Pd anagnino di fare davvero un passo per uscire fuori dal baratro.

Per ora, a quanto pare, l’unica certezza è il tramonto dell’ipotesi di Luigi Vecchi. Ed anche su Cesare Giacomi, che pure qualche settimana fa era stato dato come un nome caldo, sembra essere sceso un cono d’ombra.
Non sembra esserci luce in fondo al tunnel, per il Pd di Anagni. E il rischio è che, se pure c’è, si tratti di un tir che gli sta arrivando addosso.

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