Il Carroccio vola con le ali D’Ercole (di F. Ducato)

Foto: © ETTORE CESARITTI

Il risultato delle Europee cambia i rapporti di forza all'interno della maggioranza di governo ad Anagni. La Lega non intende far valere il peso in più. Ma solo per il momento.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

È diventata il primo partito in città. Ma esprime “solo” un vicesindaco ed un assessore. Tutti e due concentrati, peraltro, nella stessa persona. Quella dell’avvocato Vittorio D’Ercole. È la paradossale situazione della Lega ad Anagni. Una situazione che, analizzati i risultati locali delle elezioni Europee, rischia di rendere frizzante il clima politico nelle prossime settimane.

Facciamo un po’ di conti spiccioli. In città, come in tanti altri centri del resto, le elezioni Europee si sono trasformate in un peana per la Lega di Salvini. L’onda lunga sovranista ha travolto anche la città dei papi con numeri (per chi li apprezza) esaltanti; la Lega ha infatti totalizzato 3604 preferenze, pari al 40,9%.

Un successo che ha trascinato con sé anche il Partito che potrebbe essere il prossimo alleato (di minoranza) di un governo nazionale a trazione leghista, e cioè Fratelli d’Italia. Che, sempre ad Anagni, ha preso 906 voti, pari al 10,28%.

Tanto per rendere l’idea, la Lega alle Europee del 2014 in città aveva racimolato 315 voti (2,5%); che erano già diventati, alle comunali del 2018, 929 (7,57%). Stesso trend per Fratelli d’Italia, che dopo i 635 voti del 2014 ( 4,9%), alle comunali del 2018 aveva raccolto 992 voti (8,08%).

Che si sia trattato di una vittoria proprio della Lega lo conferma il cammino non esaltante di Forza Italia, passata dai 2877 voti delle Europee 2014 (22,4%) ai 762 voti (8,65%) dell’altro ieri. Un calo che era stato anche più evidente alle comunali del 2018, quando FI aveva portato a casa 586 preferenze (4,77%).

Insomma, la Lega ad Anagni fa banco. Il punto è: cosa potrebbe accadere in comune dopo questo successo che, di fatto, cambia i rapporti di forza all’interno della coalizione? Perché la Lega che nel 2018 era stata indotta, qualcuno dice costretta, a dare strada alla candidatura di Daniele Natalia, adesso non esiste più. Al suo posto è subentrata una forza dominante che va avanti come un trattore (Salvini direbbe una ruspa).

Inevitabile perciò che certi equilibri debbano essere rivisti. A maggior ragione se, con la fine dei ballottaggi, diventasse ancora più chiaro che la diminutio di Forza Italia e la contemporanea ascesa della Lega è un fenomeno non solo anagnino ma (almeno) provinciale, sarebbe difficile non rendere conto a chi in città la Lega la rappresenta.

Chi conosce Vittorio D’Ercole, assicura che, almeno per ora, questa contraddizione l’avvocato leghista non vuole renderla evidente. A suo tempo aveva incassato in silenzio lo stop nella corsa per la candidatura a sindaco, limitandosi a fare (bene) il suo lavoro da vicesindaco ed assessore all’Urbanistica.

Ora la sua idea sarebbe quella di non passare subito all’incasso. Rimanendo però a stretto contatto con i suoi vertici regionali e nazionali. In attesa di sapere come e quando muoversi.

Ed allora le cose potrebbero cambiare.

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