Inizia la Fase 2, ora iniziano i veri dolori per i sindaci

Ci si prepara alla Fase 2, quella della convivenza con il virus. Nella quale dovranno cambiale le regole. Ed essere riscritte molte delle attuali regole di convivenza. Un nuovo fronte per i sindaci. Alle prese con un passaggio alla nuova normalità. ma con le casse svuotate dall'emergenza

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Dunque, ad Anagni (ma il discorso vale per tutti gli altri Comuni) la “Fase 1” non è ancora terminata. Ci sarà ancora bisogno di parecchi giorni per far sì che la fase dell’emergenza acuta passi; e che si possa tornare, sia pure con tutte le cautele del caso, ad una vita un po’ più normale. Ad affermarlo, poche ore fa, il sindaco Daniele Natalia, che si è congratulato con la maturità dimostrata dai suoi concittadini. I quali, tranne sparute eccezioni, hanno rispettato le regole e non si sono fatti trascinare dalla voglia di Pasquetta.

La Protezione Civile di Anagni smista gli aiuti alimentari

Fino a qui tutto bene; a riprova del fatto che, come si era già detto qualche giorno fa, il sindaco sta gestendo con sicurezza la fase emergenziale, quella legata al conteggio dei malati (il cui numero peraltro, al di là dell’ultimo caso registrato poche ore fa, non sembra creare molti problemi), ed alle azioni mirate alla salvaguardia della salute dei cittadini. Ovvero, sanificazione degli ambienti e misure di supporto per l’emergenza economica (spesa solidale etc.). Tanto è vero che il gradimento del sindaco è obiettivamente cresciuto tra i cittadini in questi frangenti.

Ora però, in Regione e non solo, si comincia a parlare di “Fase 2”. Ovvero, di una riapertura ad una vita un po’ meno anormale di quella vissuta nelle ultime settimane. Soprattutto in termini di ripartenza economica e sociale. E qui i problemi per il sindaco potrebbero essere un po’ più seri. (leggi qui Il Lazio progetta la Fase 2: aperture dal 3 al 24 maggio)

1- Filiera commerciale; ad Anagni (e non solo, ovviamente) nelle ultime settimane il settore si è praticamente azzerato. Al di là degli incentivi fiscali annunciati (detassazioni e quant’altro) c’è un’idea precisa di come far ripatire un settore fondamentale? Un progetto a lunga scadenza, che consenta di accompagnare questo settore nella fase, ovvia, di lunga e difficoltosa rinascita dopo lo stop?

2- Filiera industriale: anche qui le difficoltà che il settore viveva già da prima sono state esasperate dall’emergenza vissuta. In mattinata c’è stato il primo test di riapertura: Saxa Gres ha riaperto i cancelli misurando la febbre a tutto il personale in ingresso, studiando uno scaglionamento in entrata, organizzando la doppia sanificazione quotidiana degli ambienti comuni, mettendo igienizzanti ovunque in fabbrica e negli uffici. Ma è un’iniziativa individuale. C’è, anche qui, allo studio, un disegno preciso che possa supportare le industrie che in città ci sono e vogliono continuare ad esserci?

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3- Filiera culturale; l’idea del vicesindaco Carlo Marino di rincorrere il turismo locale per questa estate è interessante: ma, appunto, al di là del post su Facebook, c’è un progetto preciso, o siamo ancora alla fase degli annunci? Ci sono numeri, progetti? E, nello specifico culturale, visto che ad Anagni l’estate si basa soprattutto sul richiamo dell’eccellenza del Festival del teatro medievale, c’è per la fine di agosto qualche indicazione sulla sua fattibilità, e se sì, in che termini?

In poche parole, fino ad ora Natalia ha dimostrato di saper gestire l’emergenza. Adesso dovrà dire se ha un progetto di lunga scadenza (una visione, se si preferisce) che possa mostrare a tutti qual è la sua idea dell’Anagni che rinascerà da questo disastro.

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