Anagni guarda al 2023: “Da adesso corriamo”

Le prospettive di Anagni per il 2023. Tracciate durante la conferenza stampa di passaggio tra il vecchio ed il nuovo anno. Chi c'era e chi mancava. Chi ha parlato. E con quali prospettive.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Per comodità, la si può dividere in due parti. Segnate da un diverso tono di voce. La prima, decisamente programmatica e propositiva, con un elenco di opere fatte, da fare o in programmazione, durante la quale la voce è stata stentorea, propositiva, decisamente sicura di sé. La seconda parte, quella dedicata all’analisi politica della situazione locale, in cui la voce ha oscillato, e i toni sono saliti un po’ oltre il livello normale. Spia, evidentemente, di una situazione ancora complessa da gestire, soprattutto in vista delle prossime elezioni comunali di Anagni. Per le quali, come era ovvio, ha ufficializzato la propria ricandidatura, aprendo spazi a possibili nuovi arrivi nella sua coalizione, oltre alle forze già presenti.

Questa è la sintesi della conferenza stampa di fine anno, che si è tenuta ieri mattina ad Anagni all’interno della Sala Gialla, organizzata dal sindaco Daniele Natalia. Per congedare il 2022 e preparare il benvenuto al 2023. (Leggi anche Il 2022 di Anagni: come La Zattera della Medusa).

Chi c’era e chi ha taciuto

Daniele Natalia era presente con diversi consiglieri comunali e tutta la sua giunta; che poi si componeva sostanzialmente di due esponenti, Carlo Marino e Valentina Cicconi, visto che il vicesindaco Vittorio D’Ercole era assente giustificato per via del covid preso, forse un record, per la terza volta.

Particolare non trascurabile,  il fatto che nessuno, al di là del sindaco, abbia proferito una parola; a riprova del fatto che a portare i pantaloni nella maggioranza di centro-destra ad Anagni è uno soltanto. Anche il volto maschio della destra anagnina, al secolo il consigliere di Fratelli d’Italia Riccardo Ambrosetti, considerato uomo forte nella coalizione, è rimasto prudentemente in silenzio.

Da adesso corriamo

Come detto, la conferenza è stata caratterizzata da una prima fase di elenco di cose fatte e di programmazione delle cose che verranno fatte nei prossimi mesi. Natalia ha ricordato i ritardi, dovuti al covid ed alla crisi. Chiarendo però che “da adesso in poi corriamo”.

Daniele Natalia

Di qui in poi un lungo elenco di lavori, in corso, appaltati, da appaltare o in fase di programmazione. Tra questi, il museo Ernico, che potrebbe vedere la luce dopo oltre 20 anni; i lavori per la frana della Calzatora, la riqualificazione della di Badia della Gloria. Spazio ovviamente per la rotatoria nei pressi del bivio della ex Winchester; senza dimenticare, dopo l’annuncio del completamento dei lavori nel campo sportivo, la riqualificazione del Palazzetto dello Sport.  

Imminenti anche il parco di Monte Marino e quello della Rimembranza. Vasto anche l’elenco delle opere in fase preliminare; l’ascensore della Sala della Ragione, l’asilo nido di Finocchieto, la messa in sicurezza della discarica di Radicina, i nuovi loculi cimiteriali.

L’ultimo progetto il sindaco se l’è tenuto come una chicca: l’arrivo di 477.000 euro dai fondi Pnrr per la realizzazione del Museo-Casa Colacicchi. Soldi che consentiranno di realizzare un centro culturale nella dimora storica del pittore anagnino più noto del ‘900. “Tutto questo – ha voluto specificare alla fine il sindaco – non per farci dire bravi, ma per rendere conto alla città”.

Natalia ne  ha approfittato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, criticando “quelli che – ha detto – propagano spesso fake news: qui invece è tutto documentato. Siamo l’amministrazione del fare; e dopo un 2022 complesso abbiamo tanta fiducia nel 2023”.

La situazione politica di Anagni

Un po’ più complessa (ed ecco il perché della voce meno sicura) l’analisi sulla situazione politica. A chi glielo chiedeva, il sindaco ha ammesso gli screzi che hanno portato nel 2022 a diverse fughe dalla maggioranza. Ma ha ribadito di essere convinto che “chi è rimasto con noi lo ha fatto perché condivide la nostra visione. Chi non vuole farlo, sta bene dove sta”.

Natalia ha voluto ricordare “i momenti in cui ho rischiato; quelli in cui sembrava che potessero non esserci i numeri e che potessi essere sfiduciato”. Ma, ha aggiunto, “non sto al ricatto di nessuno; ed infatti oggi siamo più compatti”.

Spazio anche per il rapporto con la minoranza “con la quale c’è rispetto, ma nessun tipo di inciucio”. Il sindaco ha avuto anche una parola per l’ex sindaco Fiorito, di cui si parla moltissimo negli ultimi mesi per un possibile ritorno. “Ben vengano le alternative – ha detto – ma mentre gli altri al massimo potranno dire quello che faranno, noi possiamo dire quello che abbiamo fatto”.

Ospedale e biodigestore

Angelo Aliquò

Il sindaco poi affrontato due temi che hanno monopolizzato il dibattito negli ultimi mesi. Per primo, la sanità. Tema caldo, visto che il sindaco nel 2018 ha vinto anche e soprattutto promettendo un rilancio che, ad oggi, non c’è stato. Una spiegazione che, per Natalia, è tutta politica: “fino all’altro giorno con il dottor Necci e con il dottor Aliquò abbiamo combattuto per la sanità in zona. Spero che con le Regionali e con una maggioranza più vicina alla nostra possiamo essere più ascoltati. Anche perché Anagni serve ad un bacino di quasi 90.000 persone. Sono convinto che con Rocca sarà più facile avere un rapporto”.

Altro tema pesante, quello del biodigestore. Il sindaco ha ammesso la retromarcia che lo ha trasformato da sostenitore a detrattore del progetto. Spiegando che “quando i medici ci hanno parlato dei possibili rischi, noi abbiamo chiesto a chi di dovere confronti e delucidazioni, ma non c’è stata risposta. Ecco perché ho deciso di fare marcia indietro, nel nome della difesa della salute dei miei concittadini”. Affrontando le critiche di quelli che ha chiamato “detrattori ubriachi”. Anche perché, ha concluso, “di quelli che sparavano contro il biodigestore, sembra che gli unici ad essere andati avanti con ricorso al TAR siamo stati noi della maggioranza. Gli altri ancora non so”.

La prospettiva per il 2023

Foto: © Giambattista Lazazzera / Dreamstime.com

Insomma: una conferenza in cui, al netto dell’elenco delle opere, Natalia ha soprattutto chiarito temi e cifra della propria imminente campagna elettorale. Rivendicare le cose fatte, dare la colpa agli altri per quelle ancora da fare, o che non si faranno.

Durezza contro le fughe dalla maggioranza, e nello stesso momento ricerca di forze fresche. Sportività (almeno apparentemente) nei confronti dei rivali da destra; silenzio (forse per la preoccupazione) nei confronti del campo largo.

Non resta che aspettare il post panettone per vedere come andranno le cose.

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