Anagni, l’ipotesi è lo scioglimento anticipato

Anagni rischia di cadere prima della naturale fine del mandato. Replicando ciò che accade ai sindaci Noto e Bassetta. Molto dipende dall'esito delle Provinciali

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

In attesa della definizione degli schieramenti che ad Anagni si disputeranno la vittoria alle elezioni comunali che si terranno nella prossima primavera, una possibilità molto concreta che potrebbe verificarsi è quella di uno scioglimento anticipato del consiglio nei primi mesi del 2023.

Di fatto sarebbe la replica della situazione che si era verificata nel 2013 e nel 2018, quando con le dimissioni della maggioranza del Consiglio terminarono le esperienze dei sindaci Carlo Noto (centrodestra) e Fausto Bassetta (centrosinistra). Aprendo, in entrambi i casi, il Comune alla gestione commissariale, prima delle elezioni comunali vere e proprie.

Lo scioglimento dipende dalla Provinciali

Enzo Salera e Riccardo Mastrangeli

È uno scenario che sta emergendo nelle ultime settimane in città. Legato a quello che accadrà a livello di consultazioni Provinciali.

La situazione all’interno del Consiglio comunale vede, ovviamente, la minoranza impegnata a far cadere l’amministrazione del sindaco Daniele Natalia. Volontà che però fino ad ora si era scontrata contro un evidente problema di carattere numerico, soprattutto dopo il passaggio armi e bagagli in maggioranza del dinamico duo di Idea Anagni, che aveva aumentato il peso della maggioranza.

Da qualche mese però la situazione sembra essere radicalmente cambiata: prima il mal di pancia, e di fatto l’uscita dalla maggioranza sia pur rimanendo come indipendente, di Pierino Naretti; poi le defezioni di Danilo Tuffi e di Magno D’Angeli; altri due che, pur rimanendo formalmente nella maggioranza, da tempo non votano più con il resto della collezione. Per tacere di Vincenzo Proietti; un altro che, pur in maniera non così plateale, ha da tempo manifestato un allontanamento dalla coalizione di centro-destra.

In bilico ma resiste

Daniele Natalia

Del resto, che i numeri non siano così forti dalle parti del sindaco Natalia (non del tutto almeno), lo dimostra anche il fatto che negli ultimi tempi è stato molto difficile far svolgere il Consiglio comunale sul conto consolidato, che ha avuto bisogno di ben quattro convocazioni per arrivare a un risultato concreto. (Leggi qui: La maledizione del Consolidato turba i sogni dell’Aula).

Perché allora la maggioranza resta comunque in piedi nonostante tutto questo? Secondo molti, tutto è legato agli equilibri in Consiglio provinciale.

Perché? Una chiusura anticipata del consiglio pregiudicherebbe la posizione di Alessandro Cardinali; che, è bene ricordarlo, ricopre in Provincia il ruolo di vice presidente. Un ruolo che, in caso di scioglimento anticipato dell’assise di Anagni, non potrebbe più occupare.

Ma, come detto, dopo le elezioni Provinciali la situazione potrebbe radicalmente cambiare. E la necessità di Cardinali di tenere comunque in vita l’amministrazione comunale anagnina potrebbe non essere più così pressante.

Ecco perché, a seconda delle circostanze, potremmo assistere ad una nuova replica di quello che era già accaduto nel 2018 ed anche nel 2013; quando, per situazioni diverse ma non così tanto, c’erano stati due scioglimenti della maggioranza prima di centro-destra e poi centro-sinistra. Ed in tutti e due i casi le successive elezioni avevano premiato una maggioranza di colore diverso da quella precedente.

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