Suonala ancora Daniele: manca il tecnico, lo prendiamo a scavalco (di F. Ducato)

Manca il responsabile dell'Ufficio Tecnico: il Comune lo prende a scavalco. Come fatto dall'amministrazione precedente. Che per questo venne criticata

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

In fondo è come ne “I tre moschettieri- vent’anni dopo” di Alexandr Dumas, il romanzo in cui lo scrittore francese riprende le avventure dei suoi eroi dopo, appunto, tanti anni. Anni passati invano. Perché nulla, tranne l’età dei protagonisti, è cambiato. E le cose si ripetono uguali.

Ad Anagni la vicenda dell’Ufficio Tecnico sembra assomigliare molto ad un romanzo di Dumas. Nel senso che gli intrighi e le soprese che da sempre circondano uno dei centri nevralgici dell’attività comunale non smettono di moltiplicarsi.

Eravamo rimasti, pochi mesi fa, alla nomina di due tecnici che avrebbero dovuto portare stabilità e segnare la rinascita dell’attività dell’ufficio. Ed invece, a poco più di due mesi di distanza, tutto ritorna in alto mare. Non tanto e non solo per la notizia dalle dimissioni dell’Ingegner Calcagni, in seguito al concorso da lui vinto presso il comune di Ardea. Quanto per le voci che in questi ultimi giorni si stanno diffondendo in città per quanto riguarda la sua successione.

Le indiscrezioni che arrivano dal palazzo infatti descrivono un’amministrazione comunale pronta a scegliere, per sostituire Calcagni, tra due tecnici di due comuni vicini. La nomina, in tutti i due i casi, sarebbe “a scavalco”. Ovvero, il tecnico incaricato non verrebbe a dirigere le sorti dell’Ufficio Tecnico (settore Lavori Pubblici) a tempo pieno, ma solo per un certo numero di ore settimanali. Una formula che il comune di Anagni aveva già sperimentato all’epoca di Benincasa.

Anche in quella circostanza, la nomina era stata fatta allo stesso modo. Ed anche in quel caso le critiche, interne ed esterne al comune, erano arrivate non tanto sulla figura del tecnico incaricato. Ma sui dubbi che, con poche ore settimanali, un professionista, anche se valido, potesse affrontare i problemi di una città complessa come quella di Anagni.

Critiche che si ripropongono anche in questa circostanza. Aggravate dal fatto che, come noto, in città manca da tempo un assessore ai lavori pubblici. Anche se in questo caso il sindaco Daniele Natalia ha già fatto capire chiaramente che la delega ai LLPP se la terrà lui. 

La sensazione, insomma, è quella di un’amministrazione che, in diversi settori, tende a navigare a vista, invece di prendere i problemi di petto. L’attendismo del caso Pace lo ha già dimostrato. Le voci sulla sostituzione di Calcagni lo confermerebbero.

E lo dimostra anche la polemica degli ultimi giorni scatenata dall’arrivo di Zingaretti in città. Una visita alla Saxa Gres per render omaggio ad una delle realtà più vive del territorio. Che ha però riportato in auge il tema della Sanità locale. Con le critiche fatte al neo segretario del Pd sul tema dell’ex ospedale. Ma anche con le puntualizzazioni di chi ha ricordato al sindaco di Anagni di aver promesso sulla sanità locale tante cose. Che però, fino ad ora, non sembrano essersi realizzate.

Come hanno detto alcuni esponenti della maggioranza l’altro giorno, riferendosi alla sanità, ma non solo a quella, “finora tutti questi fatti non li abbiamo visti”. Aggiungendo, tanto per chiarire la loro opinione, che “se ci fosse stata un’opposizione diversa, per noi sarebbe stato molto più difficile”.

Critiche che per ora rimangono al riparo dell’anonimato.
Per ora.

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