Refusi e ripetizioni, la polemica è tra forma e sostanza

Ancora una volta sono i refusi ad innescare le polemiche sulle iniziative di Anagni. Facendo perdere di vista la sostanza del progetto. Dove sbaglia l'opposizione. E dove sbaglia la maggioranza.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Ci sono gli errori (forse) di battitura, le doppie saltate, le parole attaccate, le distrazioni involontarie, gli esempi di consecutio temporum non rispettata, le indicazioni ripetute più volte, le difficoltà di comprensione di alcuni testi. Benvenuti nel mondo di Visitanagni,   il sito di presentazione dell’offerta turistica culturale di Anagni e della zona nord della provincia presentato la settimana scorsa durante un convegno all’interno del palazzo comunale.

Sito che dovrebbe rappresentare la naturale prosecuzione di Anagni Excelsa, che era stato commissionato, con le stesse dinamiche, dalla precedente amministrazione Bassetta.

Il buongiorno si vede…

LA SALA DELLA RAGIONE

Già la presentazione del sito, durante un caldo venerdì pomeriggio, nella Sala della Ragione, era stato caratterizzata da un buffo incidente di percorso, con la corrente elettrica che era saltata proprio al momento della presentazione su schermo delle caratteristiche del sito. Con la conseguenza che l’assessore Marino era stato costretto per lunghi minuti a illustrare un sito che vedeva soltanto lui, e con i presenti costretti ad intuire quello che accadeva, senza poterlo vedere.

Poi il problema tecnico si è risolto e, dopo la presentazione, i partecipanti si sono diretti al buffet e tutto è passato in cavalleria.

Era soltanto l’antipasto però, perché nei giorni successivi si è sviluppata la polemica sui contenuti del sito. O meglio, sulle numerose imperfezioni grammaticali sintattiche e logiche presenti all’interno del sito stesso.

Una discussione che ha alimentato il dibattito politico nel corso degli ultimi tre-quattro giorni in città. L’opposizione, come è successo spesso in queste circostanze, ha puntato il dito sulla trascuratezza e sulla superficialità con cui molti contenuti del sito sono stati preparati prima di essere proposti on-line. La maggioranza, ha invece ribattuto parlando di errori materiali, e sposando comunque la bontà del progetto.

Torti e ragioni

DANIELE NATALIA. FOTO © CESARITTI

Come capita spesso in queste circostanze, le ragioni non stanno mai tutte da una parte o dall’altra. L’opposizione sbaglia nel momento in cui fa riferimento solamente agli errori (che ci sono) di tipo grammaticale; sottovalutando un progetto che, non a caso, era stato pensato con la stessa prospettiva dalla Pampanelli all’epoca di Bassetta. Segno che, l’idea di fondo di usare la rete ed i social come volano di sviluppo non era (e non è) sbagliata.  

La maggioranza sbaglia quando tende a sottovalutare gli errori che vengono fatti, parlando di sviste che potranno essere corrette successivamente. Perché in questi casi la forma è quasi sempre sostanza. E presentare un sito con diversi errori, anche se poi questi errori verranno corretti in seguito, significa far passare un’immagine della promozione della città piuttosto superficiale.

L’impressione è che, come già accaduto anche in altre circostanze, si badi più all’immagine che non alla sostanza. Un modo di fare di cui Anagni non ha bisogno.

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