Profumo di Grosse Koalition sulle elezioni di Anagni (di F. Ducato)

Il tempo stringe e per raggiungere le alleanze si sono solo un paio di settimane. Se non ci sarà un rinvio del voto. Si fa strada un'ipotesi con la quale ribaltare gli schemi tradizionali. Il profumo è quello di Grosse Koalition

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Ad Anagni, tolti i militanti di Casapound e quelli dei 5 stelle, che hanno già lanciato i loro, per quanto riguarda i candidati a sindaco, e le relative alleanze centro destra e centro sinistra sembrano ancora brancolare nel buio. Tutti rimandano ad un generico “prossimamente”, facendo capire che, alla fine, in un modo o nell’altro si arriverà alla quadratura del cerchio. Facendo spuntare dal nulla schemi di alleanze e nomi di candidato a sindaco. Una illusione che non tiene conto dei numeri. Che, come è noto, hanno la testa dura. A partire da quelli dell’orologio e del calendario. Questi numeri dicono che per le chiacchiere e le vecchie schermaglie sono rimaste solo un paio di settimane. Non un giorno di più.

 

IL CALENDARIO TIRANNO

Basta fare un po’ di conti: occorrono una dozzina di giorni per raccogliere le firme necessarie a candidare una lista alle elezioni Comunali.

Se verrà confermata la data del 27 maggio per il voto, le liste con gli aspiranti sindaci e consiglieri andranno depositate tra venerdì 26 e sabato 27 aprile all’ufficio Elettorale Comunale.

Meno il tempo per le sottoscrizioni e siamo a metà del prossimo mese. Non è possibile raccogliere le firme sui moduli in bianco o facendo poi cancellature o correzioni: ne sanno qualcosa gli ufficiali che hanno certificato le autenticazioni alle scorse Comunali di Ceccano. In molti sono sotto processo, proprio con l’accusa di avere raccolto in maniera troppo approssimata quelle adesioni.

Ricapitolando: entro il 13 di aprile bisognerà avere tutti i candidati schierati sulla lista, entro il 27 bisognerà avere raccolto le firme. Il 28 tutto deve essere depositato. Quindi, tolte le feste di Pasqua rimangono un paio di settimane per fare gli accordi politici e trovare i candidati.

 

TRE DEBOLEZZE, NESSUN VINCITORE

Bisogna fare in fretta, dunque. Ma, per poter bruciare le tappe burocratiche bisognerebbe avere un quadro politico chiaro.

Il problema è che, al momento, nessuno sa esattamente quali saranno gli schieramenti in campo. E come si mescoleranno di preciso le forze. Forze che anche all’interno degli schieramenti classici, sono ancora molto indecise.

Negli ultimi giorni si sono moltiplicate riunioni ed incontri da una parte e dall’altra. Ma senza arrivare ad una quadratura precisa.

Per dire; nell’area del Pd ci sono ancora diverse liste civiche che non sanno se e come aderiranno. Idem nel centrodestra, con Idea Anagni (per fare un nome) che deve ancora decidere cosa fare da grande.

Insomma, la situazione è molto più fluida del 2014. Si può scommettere che, stando così le cose, nessuno vincerà al primo turno. Nemmeno ipotizzando un enorme senso di responsabilità che porti i poli a superare le loro divisioni interne. E nemmeno volendo immaginare un exploit del Movimento 5 Stelle alle Comunali (cosa mai avvenuta né ad Anagni né in altre città della provincia di Frosinone, perché una cosa è il voto ideologico ed altro è la preferenza da dare ai candidati sindaco e consigliere che hanno un nome ed un cognome, in un posto dove tutti conoscono tutti).

Insomma, ad Anagni in uno schema tripolare, nessuno, né il centrodestra, né il centrosinistra, né i 5 Stelle ha la possibilità di vincere subito: due forze andranno al ballottaggio, la terza resterà fuori per poco.

 

PROFUMO DI GROSSE KOALITION

Quindi?

Forse è il momento di provare a ragionare in modo diverso. Proviamo a spiegarci: finora le alleanze politiche sono state dei cartelli elettorali, strutturati sulla logica della sommatoria dei voti. Con il risultato di creare maggioranze che si sono sfaldate in fretta. Era successo, ad esempio, con Carlo Noto; è ricapitato, in modo più eclatante, con Fausto Bassetta.

E se stavolta si facesse un’altra cosa?

C’è un’ipotesi sulla quale le diplomazie stanno lavorando. Con discrezione e procedendo a fari spenti. Ma presa così sul serio che ne sono stati informati i livelli provinciali.

L’ipotesi è quella di rompere gli schemi tradizionali sinistra – destra. E scegliere una figura intorno alla quale convergere. Anche con le primarie, nel caso. Elaborare un progetto condiviso nei dettagli e non scritto sulla carta per riempire centinaia di pagine senza dire nulla. Rispondere a domande concrete. Ad esempio: l’isola ecologica dove si fa e chi la fa? Il piano per la trasformazione della Marangoni in area commerciale / direzionale era da scartare o da recuperare? Che agevolazioni offrire a chi è disposto a rilevare le fabbriche nella zona industriale, come ha fatto Saxa Gres? Oppure vogliamo tornare all’agricoltura? Che sanità vogliamo? Chi e come gestisce le feste?

Sulla base di questo, in tempi rapidi, creare una coalizione. Che sia capace anche di superare le vecchie logiche di schemi contrapposti. Schemi che, almeno fino ad ora, hanno condannato il comune all’ingovernabilità perenne.

In Germania la chiamano Grosse Koalition. E non si può dire che i tedeschi se la passino male.

Oppure, come diceva Deng Xiaoping, “Non importa che sia un gatto bianco o un gatto nero, finché cattura topi è un buon gatto”.

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