Il 2021 di Anagni fra nuove sfide e vecchie lotte

Come sarà il 2021 di Anagni. Le prospettive di grandezza industriale e la strada per realizzarle. Parcheggi, Casilina, centro pedonale: i lavori pianificati finora dovranno trovare realizzazione. Altrimenti non sarà facile mantenere il consenso

Franco Ducato
Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Quali sono le questioni centrali che caratterizzeranno il 2021 targato Anagni? Al di là del covid, che rimarrà per mesi una meta questione, che attraverserà tutte le altre, condizionandole ed indirizzandole. Proviamo anche qui a distinguere per categorie. (Leggi anche Covid, Stella, Saxa: le parole chiave del 2020 ad Anagni).

Natalia, rimpasti e chiarimenti

Fratelli (coltelli) d’Italia
Riccardo Ambrosetti con il sindaco Natalia

Il nuovo anno dovrà portare ad un chiarimento con il Partito di maggioranza relativa: Fratelli d’Italia.

Il 2020 si è chiuso con la restituzione della delega ai Lavori Pubblici da parte di Alessandro Cardinali. Un gesto legato (ufficialmente) a questioni di lavoro. Ma che per alcuni è rivelatore di tensioni interne. (Leggi qui Tre project per cambiare passo: ma in Aula è guerra).

Speculare la posizione dell’altro golden boy dei meloniani locali, Riccardo Ambrosetti. Il volto maschio della destra anagnina scalpita da tempo per entrare nella stanza dei bottoni. Un incrocio che potrebbe produrre novità.

Il destino di Vittorio d’Anagni

Novità potrebbero esserci anche nel campo della Lega. Ovvero, per quanto riguarda il ruolo del vicesindaco Vittorio D’Ercole.

Daniele Natalia e Vittorio D’Ercole Foto: © Ag.IchnusaPapers

Secondo una vulgata aveva iniziato la consiliatura deluso per la mancata candidatura a sindaco: il 2020 ha chiarito in maniera definitiva che si tratta di una falsa leggenda. Testimonia Francesco Zicchieri, responsabile nazionale della Lega per il Centrosud ed all’epoca delle candidature coordinatore del Carroccio nel Lazio. “Vittorio diede la disponibilità a candidarsi come sindaco. Mise una sola condizione: se qualcuno avesse portato al tavolo del centrodestra il nome di Daniele Natalia lui avrebbe immediatamente ritirato la propria disponibilità, spianando la strada all’amico”. Confermano gli altri presenti al tavolo.

Negli ultimi mesi del 2020, dalle vicende della rigenerazione urbana, al caso Radicina, al piano parcheggi, il suo ruolo sembra diventato più centrale. Sia in amministrazione che nel Partito. Potrebbe essere lui uno dei candidati alla Regione, considerata l’indisponibilità dichiarata del sindaco.

Il rimpasto può attendere?

Il 2021 potrebbe essere l’anno del rimpasto., tanto annunciato dai rumors durante il 2020 e mai nemmeno accennato dall’amministrazione.

Farlo troppo presto apre il fianco alla critica di avere sbagliato le nomine. Farlo nella seconda metà del mandato è più fisiologico. Potrebbero esserci sorprese legate al ruolo di Idea Anagni che ha detto con chiarezza di apprezzare il lavoro svolto dal sindaco: non proprio una dichiarazione da opposizione.

Guglielmo Vecchi

Per ora, le richieste di ingresso in maggioranza sono state stoppate. Ma restano comunque formulate. E Guglielmo Vecchi, nella sua relazione di esordio in Consiglio, ha chiarito di voler mettere le sue competenze economico-amministrative al servizio della città. I conti si fanno facilmente. (Leggi qui Natalia, opposizione cercasi: anche Vecchi ora e con lui).

Il fascicolo aperto

Il 2021 potrebbe essere un anno importante per quanto riguarda i rapporti tra Politica e Giustizia. Ovvero, l’anno in cui si deciderà il destino della questione Urban Waste (qui i dettagli) Su questo fronte il 2020 si è concluso con la richiesta di chiarire nel corso di un processo se il sindaco avesse compiuto reati. L’accusa è quella di avere favorito una ditta in cambio di un lavoro ad un amico. La difesa: nessun amico sistemato, nessun favore. Stiamo parlando di mille euro scarsi. Il nuovo anno potrebbe portare una decisione: archiviazione del fascicolo o esame in un dibattimento.

Contro ma coordinati, ci siamo?

Opposizione

Un dato che verrà senz’altro confermato nel 2021 è la tendenza a fare squadra tra ciò che resta della minoranza. Finora le anime variegate di quelli che si oppongono al centrodestra locale non hanno favorito un effettivo coordinamento. Tuttavia la chiarezza generata dalla separazione di fatto dal gruppo Idea Anagni dovrebbe rendere più semplice il ricompattamento. Come dimostrano le prime note firmate in maniera comune.

Fernando Fioramonti

Altra questione è se da questo compattamento potrà venire fuori una possibile ipotesi di schieramento alternativo, in vista delle comunali del 2023. Ipotesi, come già detto in altre circostanze, poco percorribile. La sinistra radicale ed ambientalista si starebbe coagulando intorno a Fioramonti di Cittatrepuntozero. Quella più istituzionale (in attesa che il Pd decida cosa vuole fare da grande) sarebbe alla ricerca di un nome civico importante.

Bassetta, almeno all’inizio, aveva funzionato: Luca Santovincenzo, di cui si era parlato, ha smentito. Bisognerà aspettare.

L’anno buono di Valeriano
Valeriano Tasca

Valeriano Taschen; o Valeriano Bannato. No, non sono dei nuovi consiglieri subentrati a Natale, ma le due identità social dell’esponente di Casapound Valeriano Tasca. Che cerca di rimediare così alla periodica esclusione dai social dovuta ai toni a volte (molto a volte) sopra le righe.

Il 2021 sarà, tra le altre cose, l’anno in cui Tasca-Taschen dovrà dire non tanto cosa vuole fare, ma con chi intende farlo.

Il ritorno dell’industria ad Anagni

Il 2021 vedrà Anagni in prima fila contro il covid. In senso letterale; due grandi multinazionali con sede in città, la Catalent e la Sanofi, saranno direttamente impegnate nella realizzazione dei vaccini che stanno cominciando ad arrivare in Italia.

La scelta delle sedi anagnine per completare un percorso importante come questo è la dimostrazione, ancora una volta, di un dato. Cioè che il territorio di Anagni, almeno sul piano delle eccellenze e delle competenze, non è secondo a nessuno.

La sede centrale di Catalent

Una considerazione che vale anche per aziende come la Saxa Gres, a volte discusse, ma in ogni caso centrali.

Il 2021 sarà l’anno in cui si deciderà dove realizzare l’impianto dal quale ottenere metano bio attraverso la fermentazione naturale degli avanzi nelle pattumiere dei ciociari. Anagni è una delle possibili sedi. Il sindaco ha detto che il progetto è green ed è moderno ma ha posto paletti precisi: niente immondezzai in città, solo tecnologie di ultimissima generazione che garantiscono l’assenza di odori, solo rifiuti che vengono raccolti in Ciociaria dalla Saf che è la società pubblica composta dai Comuni della provincia. L’elenco dei benefit lo presenterà se verrà deciso di fare l’impianto ad Anagni.

La presenza di un impianto capace di generare metano a costi bassissimi è un attrattore di imprese: i nuovi investitori osservano con attenzione le aree in cui l’energia è a costi vantaggiosi. Il 2021 dovrà confermare questa teoria.

Anagni da Covid a Dante

L’anno che verrà ( per citare Dalla) vedrà parole chiare su questioni decisive. Cioè la sorte dell’ospedale; i lavori per la sicurezza sulla Casilina. Poi la realizzazione dei tanto discussi parcheggi; la pedonalizzazione del centro cittadino. Non sono questioni di poco conto. Dopo 2 anni, il 2021 sarà l’anno in cui il sindaco dovrà dimostrare di essere capace di passare dalle parole ai fatti. Perché in caso contrario, come dimostra l’esperienza Bassetta, anche i consensi più ampi si sfarinano.

Anagni, il Festival del Teatro Medioevale

Il 2021 sarà l’anno di Dante. A cui verrà dedicata l’edizione corrente del Festival del Teatro Medievale ( in attesa che il Festival stesso venga ufficialmente legato al nome del suo curatore, il Professor Stella). Ed a cui saranno dedicate tante piccole iniziative nel centro e non solo.

Che sia, quindi, un anno di celebrazioni e di rinascita. E che si possa tornare, come diceva il poeta…
“A riveder le stelle”.