Il sindaco congeda il tecnico: per non finire nella palude delle Correnti

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

di Franco DUCATO
Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

 

C’è (forse) una pratica in particolare dietro la fine dell’era di Antonio Salvatori a capo dell’ufficio tecnico, sezione lavori pubblici, del comune di Anagni.

Se lo chiedete al sindaco Fausto Bassetta, vi dirà che si è trattato della normale conclusione di un rapporto di lavoro. E che la legge consente al primo cittadino di scegliersi i collaboratori tra le persone che ritiene di fiducia.

Ma in Comune basta chiedere alle persone giuste e vi racconteranno un’altra storia. Quella di un immobile di pregio. La cui pratica sarebbe in corso di avanzamento. Racconteranno di come ci fosse chi si spendeva per mandare avanti la pratica in fretta. E chi, invece, volesse dare attenzione a cose più rilevanti. Sia ben chiaro: nulla di illegale. Solo una normale divergenza di priorità. Qualcuno però sostiene che un certo peso ha avuto in quello che è accaduto.

E, sempre se andate in Comune, vi potrebbe anche arrivare qualche indiscrezione sulle reazioni, come dire?, non proprio entusiastiche, della giunta, quando il sindaco Bassetta ha deciso di troncare con Salvatori.

«Il problema non è tanto la decisione in sé – diceva ieri un consigliere della maggioranza – quanto il fatto che il sindaco si sia trincerato dietro le possibilità che la legge gli concede. Senza dare , nemmeno a noi, spiegazioni più dettagliate».

Una testimonianza che suggerisce, tra l’altro, una chiave di lettura particolare della vicenda, utile anche per definire in maniera più organica i rapporti tra il sindaco e la maggioranza. È come se Bassetta, ad un certo punto, avesse deciso di forzare la mano per superare, in qualche modo, le fibrillazioni che da tempo caratterizzano la maggioranza. Soprattutto per quanto riguarda i gruppi più rilevanti: Pd e Progetto Anagni.

Un modo – quello di Fausto Bassetta – per ribadire a tutti di essere diverso dalla politica tradizionale, e di non volersi far stritolare nel labirinto dei giochi di correnti.

Uno scatto in avanti, per non farsi inghiottire dalla palude. Il problema è che così Bassetta rischia di essere sì libero. Ma anche solo.

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