E il sindaco prova a spingere Tagliaboschi nell’angolo (di F.Ducato)

Scambio di battute acceso tra l'ex assessore ed il sindaco dimissionario. Lo scopo? Forse quello di spingere Tagliaboschi nelle vicende Pd per poterlo controllare.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

C’è un aspetto che fino ad ora è stato considerato in maniera parziale, se non proprio sottovalutato, all’interno della complicata vicenda della crisi ad Anagni. Ed è l’atteggiamento/ruolo dell’assessore al bilancio della città, l’esponente del Pd Aurelio Tagliaboschi. Per molti, il vero sindaco, dopo essere stato anche candidato del Pd prima che tutta la coalizione convergesse sulla figura del colonnello Fausto Bassetta.

 

Come sempre, anche in questo caso sono rivelatori i particolari emersi nelle ultime ore, dense, come oramai capita ogni giorno, di incontri e trattative. Uno di questi incontri, come è ovvio che sia, si è verificato tra il sindaco ed una delegazione ed il Pd locale. Delegazione a cui non avrebbe partecipato Tagliaboschi. La circostanza, riportano le indiscrezioni, avrebbe creato uno scambio di battute piuttosto teso tra lo stesso Tagliaboschi ed il sindaco. Con il primo a teorizzare che lui, in quella delegazione, non ci doveva essere, in quanto esponente della giunta; ed il sindaco a ribattere, abbastanza stizzito che, al contrario, anche l’assessore avrebbe dovuto sentire la necessità di far parte dell’incontro.

Ora. Al di là dei toni dell’incontro, quello che è accaduto dice alcune cose.

1-Anzitutto, conferma la tesi della spaccatura all’interno del Pd anagnino tra un’ala, come dire, più filogovernativa, ed una parte invece più massimalista ed ancora molto critica nei confronti del primo cittadino. Una realtà che qualcuno aveva già sottolineato la sera della conferenza stampa del Pd passata alla storia per la frase “mercato delle vacche”. Evidenziando che alla conferenza aveva partecipato anche Tagliaboschi, ma ben defilato nella parte posteriore della sede del Pd

2-Poi, apre uno scenario diverso sui rapporti tra lo stesso Tagliaboschi e Bassetta. La reazione del sindaco potrebbe essere infatti legata alla necessità di far rientrare Tagliaboschi nelle vicende del Pd locale. Perché? Probabilmente per controllarlo meglio. Avere Tagliaboschi tra i firmatari dell’accordo che, pare, sia sul punto di essere proposto a chiusura della crisi di queste settimane, potrebbe portare il sindaco ad avere un potere contrattuale che ora, evidentemente non ha. Non su tutti allo steso modo, almeno.

3-E questo porta al ruolo di Tagliaboschi come politico autonomo. Che Tagliaboschi all’epoca abbia accettato a denti stretti il passo indietro come candidato a sindaco, è un fatto. Che potrebbe aver lasciato degli strascichi. Assieme ad un umanissimo desiderio di rivalsa. E, se la crisi dovesse avere un esito negativo ( oppure anche alla fine della consiliatura), questa “autonomia” potrebbe portarlo ad essere di nuovo il candidato di una nuova coalizione.

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