A Ferentino aprono i comitati elettoriali. Ad Anagni non ci sono i candidati (di F. Ducato)

Ad Anagni le trattative per individuare i candidati sindaco sembrano non considerare un dettaglio: che tra poche settimane bisogna depositare le liste. Così si procede tra richieste improbabili. E pretese impossibili. Alleanze per vincere al primo turno? Nessuna

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Avvertenza; per comprendere la citazione con cui inizia il pezzo bisogna avere qualche anno sulle spalle. Diciamo che bisognerebbe almeno essere stati maggiorenni nel periodo immediatamente precedente al biennio 1992-1994. Al periodo, insomma, che va da Tangentopoli al trionfo di Forza Italia del primo Berlusconi.

 

Fu in quel periodo infatti che, nel caos tra la fine della prima e l’inizio della seconda Repubblica, videro la luce alcuni movimenti dotati di ottime intenzioni. Ma, come dire, velleitari.

 

Tra questi, chi c’era si ricorderà della breve ed intensa avventura di Alleanza Democratica. Una conventicola di illuminati che, animati da una diffusa volontà di palingenesi politico-sociale, decise di proporre all’allora Pds ( appena uscito dal dramma della Bolognina, con la sofferta rinuncia al simbolo del Pci), di rinunciare alla propria storia, per sciogliersi in, appunto Alleanza Democratica. Che, sulla base della sua indiscussa superiorità, avrebbe condotto gli ex comunisti sulla strada della vittoria.

 

Non se ne fece nulla. Ed ovviamente poi AD ebbe un successo clamoroso alle elezioni del ’94 (1,2% al proporzionale), per terminare la sua avventura qualche anno e qualche insuccesso dopo, mettendo una pietra sopra l’ambizione di essere la levatrice di un rinnovamento politico e sociale.

 

Che c’entra tutto questo con Anagni? Il paragone con AD è giunto spontaneo giovedì sera, quando gli esponenti di Idea Anagni si sono presentati alla riunione prevista con il gruppo del centrodestra.

 

Ora, intendiamoci. Chiunque, anche i movimenti neonati, ha dignità e diritto di parola. Ma, insomma, est modus in rebus. In parole povere, non vi allargate. Esattamente quello che hanno fatto i (pochi) esponenti di Idea Anagni. Che sono arrivati alla riunione (nella quale avrebbero dovuto dire se stavano o no con il centrodestra) con un’idea precisa: siamo disponibili ad entrare in coalizione con voi, ma vogliamo esprimere il candidato a sindaco”.

Dicono che De Luca abbia strabuzzato gli occhi, ed abbia respirato a fondo più di qualche volta prima di replicare con pazienza zen: “Prendete il numeretto e mettetevi in fila”.

 

Bisogna capirli, quelli del centrodestra. Mesi di trattative, riunioni serrate, per sentirsi dire da un movimento nato ieri, e non ancora aggregatosi ufficialmente, che per il candidato a sindaco è già tutto a posto.

 

Magari parliamone, vediamo, pensiamoci, potrebbe anche essere. Ed invece no: noi entriamo se ci date il candidato. Non c’è che dire, quelli di Idea Anagni hanno il senso dell’entrata trionfale. Qualche minuto ( e qualche urlaccio) dopo, la tensione si è un po’ sciolta.

Alla fine della riunione lo stato delle cose era: “Ok, aspettiamo e vediamo, decideremo alla fine”. Facile per il centrodestra rispondere:”Va bene, ma più avanti le condizioni potrebbero cambiare”. Un modo carino per dire “Non tirate troppo la corda”.

Insomma, Idea Anagni rischia di restare col cerino in mano. Magra consolazione per chi fino a due mesi fa si proponeva come la nuova politica anagnina.

 

Non che a sinistra si stia meglio. Ieri Anagnia.com riportava la notizia di una riunione tra il Pd ed una serie di liste civiche per preparare il terreno di una possibile coalizione. A sentire il segretario politico cittadino Francesco Sordo sarebbe tutto a posto. Resta solo da decidere il nome del candidato. Naturalmente con le primarie.

Pare che però non sia proprio così. Con la (mini) coalizione che sarebbe indecisa tra due direzioni: recuperare, per quanto possibile, un rapporto con Progetto Anagni o quello che ne resta: oppure andare da soli, con le forze civiche che ci stanno. Una scelta non da poco, sulla quale si discuterà parecchio nei prossimi giorni.

 

Chiusura obbligatoria per gli esponenti locali del Movimento 5 Stelle. Che, sulla strada delle comunali cominciano a seminare polemiche, epurazioni e fibrillazioni che nemmeno il Pd. (leggi qui Lì dove le Cinque Stelle rischiano di diventare solo quattro)

Stai a vedere che quelli più affidabili sono i camerati di Casapound.

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