Anagni verso il ballottaggio -4. La competenza dei due Daniele (di F. Ducato)

Meno quattro giorni al turno di Ballottaggio ad Anagni. Chi entra in municipio in caso di elezione dell'uono o dell'altro candidato? E quali competenze potrà mettere in campo?

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

A quattro giorni dal ballottaggio che ad Anagni dovrà decidere chi sarà il sindaco per i prossimi anni (ammesso e non concesso che questa volta si arrivi alla fine…), il quadro sembra abbastanza chiaro.

Da una parte la destra “istituzionale” di Daniele Natalia che segue un profilo “di governo”; dall’altra la destra “civica rivoluzionaria” di Daniele Tasca che invece persegue una strada di rinnovamento.

Tutti e due, però, sono accomunati da un punto. Quello della competenza tecnica che le due squadre di governo dicono di poter vantare in caso di vittoria.

Nel caso di Natalia, ovviamente, si tratterebbe di competenza anche “politica”, visto che nella maggior parte dei casi in giunta entrerebbero persone che a vario titolo hanno già fatto parte di precedenti operazioni politiche . Nel caso di Tasca invece la competenza sarebbe “pratica”, ovvero, derivata dalla conoscenza della macchina amministrativa (soprattutto regionale) del candidato della coalizione Anagni Terra nostra.

 

Come fatto nei giorni scorsi (leggi qui Anagni -6, verso il ballottaggio. Gli amici di Natalia e le strade di Tasca e leggi qui Anagni -7 al voto: ma una volta tanto sarà facile scegliere), proviamo a valutare i curricula tecnico-politici dei consiglieri presenti in maggioranza, in un caso e nell’altro.

 

Tutti gli uomini di Natalia

A partire da Daniele Natalia. Con il quale, tra gli altri, entrerebbero in maggioranza, per Fdi, Alessandro Cardinali, Ambrosetti e Chiarelli. Dei tre, solo il primo sia per trascorsi comunali che per più recenti impegni provinciali, sembra avere una certa dimestichezza con il duro lavoro del governo cittadino. Chiarelli ed Ambrosetti, al netto delle dichiarazioni di principio, non possono in effetti contare su una sia pur minima presenza in tal senso.

Il valore dell’esperienza c’è ovviamente anche per Simone Pace, eletto nella lista Anagni domani, e tra i signori delle preferenze, dall’alto dei suoi 300 e passa voti. Anche per lui il lavoro come assessore ai Lavori Pubblici potrebbe essere, per chi cerca l’esperienza come titolo di merito, un elemento di sicurezza.

Più datata l’esperienza di Danilo Tuffi, eletto con Per Anagni, già assessore ai servizi sociali all’epoca in cui esisteva ancora il Pdl.

Può vantare una certa esperienza amministrativa anche Giuseppe De Luca (Polo Civico), per qualche mese esponente della maggioranza di Bassetta, con la supervisione alla protezione civile, prima di passare armi e bagagli con il centro destra.

Per la Lega, Vittorio D’Ercole può rivendicare il primato del consigliere più votato, ed una precedente esperienza da assessore nella giunta Noto come delegato all’Urbanistica di Anagni (leggi qui); cosa che può dire invece Elvio Giovannelli Protani, del quale però, nei 4 anni trascorsi seduto in maggioranza con Fausto Basetta, non si ricorda un singolo intervento in consiglio comunale.

Il Partito del possibile sindaco (Forza Italia) dovrebbe esprimere in consiglio Pierino Naretti, che però da quasi una decina d’anni è assente, se non dalla politica attiva, certamente dalle poltrone del palazzo.

Ultima menzione per Carlo Marino, ex Idv , attualmente nella lista Cuori anagnini. Per lui, al di là di una notevole abilità comunicativa, soprattutto sui social, non si riscontano abilità particolari.

 

Tutti gli uomini di Tasca

Passiamo alla possibile maggioranza di Daniele Tasca. Detto della sua abilità amministrativa, un tratto che viene dallo stesso confermato in ogni possibile sede, e che è certo un titolo di merito, che caratteristiche avrebbe la sua maggioranza?

Lecito, anche in questo caso, avere qualche perplessità sulla conoscenza della macchina amministrativa per tutti gli eventuali componenti della maggioranza. Il sospetto di una parte dell’elettorato è che possa essere a trazione Casapound, ma tutti gli ispiratori dell’alleanza squadernano cifre e numeri dai quali emerge che la Tartaruga peserebbe meno di un terzo dell’alleanza. E quindi avrebbe si un peso ma gestibile.

E questo è già stato detto più volte. Ma, al di là dell’aspetto politico, giova ricordar che, in un ipotetico consiglio né Tasca (Valeriano) Elisa Boccitto, né Patrizia Finocchio hanno avito mai esperienze concreto.

Dal mondo dell’impresa e della vita reale verrebbero invece altri possibili consiglieri, come Giulia Beccidelli ed Antonio Di Giulio ( Anagni Impresa) o Guglielmo Vecchi e Ferretti (Idea Anagni). O ancora da quello della medicina, come per Necci e Frioni ( medici per l’ambiente).

 

Le somme

Insomma, per sintetizzare: la maggioranza di Natalia garantirebbe l’arrivo di persone più in confidenza con gli ambienti comunali; quella di Tasca una maggiore (magari non per tutti) competenza tecnica ed imprenditoriale. Una riflessione su cui gli anagnini nei prossimi giorni dovranno impegnarsi, per un voto consapevole.

 

E intanto…

Il tutto mentre entro qualche giorno dovrebbe tenersi in città una assemblea degli iscritti del Pd, per un’analisi degli scenari del dopo voto.

Ieri circolavano al riguardo voci divertenti. Come quelle secondo le quali la difficoltà principale sarebbe sorta dal fatto di non riuscire a trovare le chiavi dei locali della sede del partito. Maldicenze, ovviamente. Che però danno un quadro chiaro del mare in tempesta che si trovano a dover affrontare i progressisti anagnini.

Dall’altra parte invece, circolerebbero in città sondaggi supersegreti che sarebbero stati commissionati negli ultimi giorni dal candidato Natalia. Con percentuali che sembrerebbero (per lui) molto, molto, rassicuranti. Tutto sta a capire se i sondaggisti, che ultimamente a livello nazionale ci prendono poco, ad Anagni si sono decisi ad aggiustare la mira. Basterà aspettare qualche giorno ancora per saperlo.

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