Anagni, volano gli stracci nel Pd. Verso il rimpasto?

da ANAGNIA.COM

Era stata annunciata come una risorsa del Pd di Anagni; un laboratorio (come ha detto Mauro Buschini presente in sala) per produrre nuove idee. È diventata il motivo di una vera e propria rissa verbale. Con Marco Tagliaboschi e Vittorio Save Sardaro, entrambi esponenti del PD, a dirsele (quasi a darsele…) di santa ragione. Ha vissuto momenti pesanti giovedì pomeriggio alla biblioteca comunale “A. Labriola” di Anagni la presentazione di Think dem, la nuova corrente (di fatto si tratta di questo) del Partito democratico anagnino.

Ad accendere i fuochi ci ha pensato l’artefice della riunione. Ovvero Vittorio Save Sardaro, dirigente storico del Pd anagnino. Che in un documento, ha espresso la necessità di “effettuare una prima approfondita analisi politica ed amministrativa” del governo Bassetta. Sardaro ha ricordato il periodo “critico” in cui è arrivato il sindaco. Ma ha anche ammesso che “ad oltre un anno dal voto molti temi che dovevano rappresentare i cardini del rilancio non sono stati neanche affrontati”. Per Sardaro il problema è “la mancanza della politica”, con un governo politico “completamente tralasciato”. Lo dimostrano le carenze in sede di elezioni provinciali, la “mancata capacità di relazione con l’ente regionale del Lazio”. Dunque “bisogna ripartire dal Pd”. Finora la giunta ha pensato a risanare i conti “cosa corretta ed indispensabile, ma non può essere l’unica”. Il rischio è che senza una visione politica Anagni non abbia “prospettive”. “Che fine ha fatto il programma elettorale?”, ha chiesto infine Sardaro. Che ha chiesto pure di riportare i cittadini all’interno del dibattito politico”. Tutto ovviamente all’ombra del rimpasto, che “rappresenta la consapevolezza nonché l’ammissione implicita di alcuni errori commessi”.

Non propriamente un documento conciliante. La discussione successiva si è articolata in diversi momenti. Dall’annuncio “a titolo personale” di Roberto Romiti di passare nel Pd: dagli interventi di consiglieri comunali del Pd come Egidio Proietti. Fino alle conclusioni di Mauro Buschini e Francesco De Angelis.

Il momento più duro è stato però, come detto, lo scontro tra Marco Tagliaboschi e Save Sardaro. Quando quest’ultimo, rispondendo ad una domanda di Pietro Stavole, ha ammesso che, in effetti, non era cambiato molto rispetto al passato, Tagliaboschi è esploso in una selva di “non ti devi permettere” di fronte a tutti. Con Sardaro a spiegare che lui si riferiva solo al fatto politico e Tagliaboschi a replicare che nessuno poteva dire al Pd di essere come quelli che ad Anagni ci sono stati negli ultimi 14 anni.

Liti interne a parte (che comunque denotano un certo nervosismo), la lettura politica di quanto è accaduto potrebbe essere quella della presenza di una parte del Pd (che non sarebbe quella attualmente al governo) che sta cercando di riprendere in mano il boccino, e di contare, anche e non solo numericamente, nei giochi politici locali. Almeno a giudicare dai presenti ieri (alcuni dei quali hanno chiesto la ripresa di un dialogo tra il Pd e le anime della sinistra locale, come l’Idv, con il segretario presente), l’anima più di sinistra del Pd sembrerebbe volersi far sentire rispetto a chi governa. Determinando così, se non una spaccatura, almeno una fase di profonda dialettica.

Alla riunione di giovedì il sindaco di Anagni Fausto Bassetta non c’era, assente per impegni familiari. Ma è chiaro che toccherà a lui trovare una sintesi prima possibile. Anche per evitare che le liti come quella di giovedì sera diventino troppo frequenti.

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