Anbi chiama Cea e taglia la bolletta

Via al piano di razionalizzazione delle spese per i Consorzi di Bonifica. Nessun taglio. Ma una centrale unica per gli acquisti. Si parte dall'energia elettrica. I risparmi verranno investiti in nuovi progetti

Li vedevano come carrozzoni. Si attrezzano per diventare spider. La rivoluzione che sta attraversando i Consorzi di Bonifica del Lazio inizia a mettere le mani sui conti. Niente coltelli, niente tagli. La parola d’ordine è organizzazione. Puntando su un modello che in molti casi ha funzionato addirittura nella Pubblica Amministrazione. Il modello è quello della Centrale degli Acquisti: in pratica fare la somma delle esigenze di tutti i consorzi e poi commissionare l’acquisto da uno solo per tutti gli associati del Lazio, in modo da riuscire a spuntare un prezzo più vantaggioso.

Andrea Renna (direttore di Anbi Lazio) e Massimo Gargano (direttore Anbi nazionale)

Il primo capitolo sul quale sono state messe le mani è quello delle spese energetiche. Anbi Lazio (l’associazione regionale dei consorzi di bonifica) ha avviato un dialogo con Cea (Consorzio Energia Acque). Associa 43 Consorzi in Italia, conta 3.500 siti di fornitura. Soprattutto acquista 300 milioni di kwh all’anno e li ridistribuisce ai suoi clienti. Una spesa complessiva di 56 milioni di euro. Comprando in questo modo la corrente elettrica, nel 2017 i clienti di Cea hanno risparmiato 1,6 milioni di euro sulla somma delle loro bollette e quasi 1,2 milioni nel 2018.

Chi è Cea e chi lo guida? Cea è presieduto da Francesco Vincenzi, presidente di Anbi nazionale. In pratica si gioca in casa. meglio ancora: si risparmia in casa.

Grazie alla sinergia con Anbi Lazio, Cea ha incontrato i direttori dei Consorzi laziali. Obiettivo del direttore generale Andrea Renna è quello di abbattere i costi di gestione. Recuperare risorse finanziarie. Investire quei risparmi dandoli ai consorziati per sostenere progetti di sviluppo. Poche cose semplici ma efficaci.

Lo stesso percorso che con la presidente Luciana Selmi il direttore di Anbi Lazio ha programmato nelle attività partite da giugno che si concluderanno alla fine dell’anno 2019.

Il sistema di irrigazione Anbi

In pratica? Uniformare procedure di acquisto di beni e forniture per spuntare tariffe più competitive di quelle di mercato. La nuova governance di Anbi Lazio questo vuole. Con tutti i direttori per dimostrare che si può mirare ad una performante gestione finanziaria e amministrativa dei Consorzi di Bonifica anche nel Lazio.

Il Consorzio Energia Acque (Cea) rappresentato dal direttore tecnico Sergio Bolognesi e dall’amministratore delegato Germano Ghiraldello ha spiegato come è possibile riuscirci.

Anbi Lazio sulla scorta dei buoni esempi già esistenti di Viterbo, Tarquinia, Fondi e Pratica di Mare e da pochi mesi anche Roma intende applicare le best practice in tutte le sedi del Lazio.

Il risparmio conseguito dal Consorzio di Acquapendente ammonta a 40.000 euro annui, pari al 24% del costo del mercato di salvaguardia; a Taquinia si è abbattuto del 20% la spesa media annua (compresa tra 800.000 euro e 1 milione). Nell’Agro Romano da giugno scorso si è risparmiato 200.000 euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Risorse – dice Andrea Renna – che impiegheremo per migliorare i servizi agli utenti. Anche questo è un decisivo cambio di passo nella gestione delle Bonifiche che, oltre a garantire irrigazione alle aziende agricole, sono sempre più coinvolte, in sinergia coi Comuni, Province e la Regione Lazio, nella salvaguardia complessiva del territorio con le attività di manutenzione del reticolo idrografico e per la mitigazione e prevenzione del rischio di dissesto idrogeologico”.

Obiettivo chiaro e già si sono mossi gli uffici : entro il 2020 tutti i Consorzi della nostra regione aderiranno al Cea.

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