Anche il gigante Lega ha bisogno di un’organizzazione sul territorio

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Dopo la nomina di Francesca Gerardi coordinatrice provinciale tutti si aspettava l’organigramma. Ma nel frattempo le vicende nazionali hanno preso il sopravvento. Eppure sul territorio il Carroccio ha bisogno di scelte importanti.

Non è certamente questo il momento, considerando le vicende nazionali: la crisi con il Movimento Cinque Stelle, i Governatori del nord Attilio Fontana (Lombardia) e Luca Zaia (Veneto) che hanno sfiduciato il presidente del consiglio Giuseppe Conte sul tema delle autonomie, la vicenda dei presunti fondi russi alla Lega, la tentazione di Matteo Salvini di andare al voto anticipato e tutto il resto.

Ma nella Lega, prima o poi, bisognerà pure affrontare il tema dell’organizzazione sul territorio.

L’onorevole Francesca Gerardi è stata nominata coordinatrice provinciale, direttamente dal deputato e coordinatore regionale Francesco Zicchieri. Il quale, contemporaneamente, ha archiviato sul nascere la nomina del senatore Umberto Fusco a referente delle province.

La Lega, che ha un consenso straordinario in Ciociaria (oltre il 40% alle europee di due mesi fa), fatica a trovare il bandolo della matassa sul territorio. Neppure un sindaco del Carroccio eletto in 91 Comuni, sostanziale irrilevanza nelle assemblee dei sindaci su temi come l’acqua o i rifiuti.

Nei Comuni poi sono tante le situazioni di contrapposizioni forti all’interno. Come a Frosinone, il capoluogo. Non è più tempo di congressi e nella Lega è complicato prevedere un modello diverso rispetto a quello di una gerarchia disegnata sul carisma e sulla forza politica di Matteo Salvini.

Però il bisogno di Partito si avverte, proprio perché le percentuali di consenso sono aumentate a dismisura, proprio perché sono tanti gli amministratori che hanno aderito al Carroccio, proprio perché in numerosi Comuni si amministra.

Francesca Gerardi, all’atto della sua nomina a coordinatrice provinciale, aveva annunciato l’imminente riorganizzazione del Partito. Operazione fondamentale, anche nel caso di elezioni anticipate, perfino se il traino di Salvini dovesse addirittura aumentare.

Considerando che in poco più di un anno alla guida della Lega provinciale si sono avvicendati Kristalia Papaevangeliu, Fabio Forte, Carmelo Palombo e ora Francesca Gerardi.

Serve una scossa.

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