Marchionne e Renzi, il futuro passa per Cassino

Che Fiat Chrysler non sia più un’azienda italiana lo si capisce appena si entra nello stabilimento di Cassino. Il caffè offerto ai giornalisti non è più l’espresso nostrano ma la brodaglia americana. L’organizzazione che ti accoglie e ti assiste in ogni passo dentro la fabbrica è studiata in ogni dettaglio. Non sono più i tempi in cui qui ci veniva Giulio Andreotti e dalle catene di montaggio usciva la mitica 126.

Oggi c’è Matteo Renzi a guidare il governo italiano e Fiat Chrysler è un top player sullo scenario automobilistico mondiale. Cassino Plant sforna auto da sogno e non utilitarie. E’ anche per questo che è stata scelta poer ospitare l’assemblea nazionale dei produttori automobilistici. E soprattutto annunciare il futuro. Non si parla di crisi a Cassino, non c’è spazio per i piagnistei.

«Stiamo per entrare nella quarta rivoluzione industriale» dice Maurizio Stirpe Vice presidente nazionale di Confindustria.

In cosa consiste la rivoluzione? Lo spiega Aurelio Nervo, il presidente di Anfia, l’associazione della filiera industriale automobilistica. «Si va verso auto interconnesse, che dialogano». Il futuro sono le macchine che guidano da sole, senza inquinare e consumando pochissima energia. Per questo le automobili saranno molto diverse: anche come gestione degli spazi. Bisognerà pensare a come impiegare il tempo dei passeggeri a bordo. «Ma serve un piano nazionale per consentire alle piccole e medie imprese di sperimentare». E servono soldi per finanziare questo passaggio altrimenti lo faranno altri all’estero. Costringendoci a diventare loro clienti.

Cassino sarà uno dei capisaldi di questa rivoluzione. Qui il 4.0 sta già iniziando. Le cifre le dice Alfredo Altavilla, responsabile di Fiat Chrysler per Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Nel Cassino Plant ci sono aree come la Lastratura che impiega oltre 6mila tra robots, sistemi di saldatura e controllo. In verniciatura ‘lavorano’ oltre cento robots.

Il futuro passa per Cassino. E non è il futuro immediato, quello che prevede 1800 nuove assunzioni a partire dal prossimo anno ed entro il 2018, quando le linee di Giulia e Stelvio saranno a pieno regime.

Il futuro che passa da qui è altro: è macchine che si interconnettono, contattano da sole l’assistenza quando sta per arrivare il momento di fare il tagliando. Gli segnalano di cosa hanno bisogno. E’ quel futuro del qule parla Matteo Renzi quando, rivolto all’assemblea riunita a Cassino, dice che è il momento di farla finita «con quelli secondo i quali si stava meglio quando si stava peggio. Perchè non si può vivere di nostalgia. Chi vive di nostalgia sono politico ormai sorpassati».

Di presente parla Sergio Marchionne Lungo le linee di produzione. Alle sue spalle c’è Giulia, bellissima. E c’è pure Stelvio: roba da perderci la testa, una Cayenne senza la puzza sotto il naso e con un motore monstre da cinquecento cavalli. «Scommesse vinte? Non corra troppo signore, noi stiamo appena cominciando: se vinciamo o meno lo diranno i mercati». Le due macchine? «Oggi facciamo modelli migliori dei tedeschi».

Ecco, e tutto qui il cambiamento. Il caffè sarà diverso. Ma anche la filosofia.

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