Il Pompeo segreto: dove vuole arrivare il presidente della Provincia?

Accordo di programma, Valle del Sacco, Ilva, gestione del servizio idrico, nuovo piano industriale dei rifiuti: il sindaco di Ferentino sempre più protagonista nel rapporto con sindaci e amministratori. Davanti alla sua porta c’è la fila. E c’è chi scommette che alla fine potrebbe seguire Matteo Renzi.

Ha sostenuto Bruno Astorre nella corsa alla segreteria regionale del Pd, ma per il resto Antonio Pompeo non si scopre. Doveva incontrare Marco Minniti quando l’ex ministro dell’Interno è venuto a Veroli a presentare il suo libro, poi il “tempo tiranno” ha fatto sfumare l’incontro. (leggi qui Chi sta con Minniti? Scalia non si vede, mentre Pompeo puntava ad un incontro segreto).

Nel frattempo, dopo la doppia conferma a sindaco di Ferentino prima e a presidente della Provincia poi, ha accelerato su due punti precisi: il raccordo con gli amministratori locali e la sottolineatura di tematiche di carattere economico, lavorativo, ambientale.

Ha preso l’iniziativa di convocare i sindaci della Valle del Sacco prima che scoppiasse l’ennesima emergenza ambientale, è stato molto attivo nella sottoscrizione dell’accordo di programma. Adesso ha inoltrato una nota al Ministero dello Sviluppo economico nella quale richiedere, in rappresentanza del territorio, di essere parte attiva nella stesura del bando di vendita dell’Ilva di Patrica.

Senza tralasciare il fatto che, nell’ambito delle assemblee dei sindaci, è stato il paziente tessitore di trame e strategie politiche che hanno letteralmente ribaltato la situazione sia sulla questione dei rapporti con Acea Ato 5 che sulla tematica dei rifiuti (adeguamento delle tariffe e piano industriale della Saf). Mettendo in minoranza il centrodestra dell’attacco a tre punte, Ottaviani-D’Alessandro-Caligiore.

Non appare, preferisce agire dietro le quinte. Ma c’è un segnale inequivocabile: Antonio Pompeo è diventato un punto di riferimento per molti amministratori. Politicamente è nato e cresciuto nell’area di Francesco Scalia, Piergianni Fiorletta e Marco Di Torrice, ma adesso ha assunto una fisionomia diversa. Per andare dove?

Tra gli addetti ai lavori la convinzione è che alla fine Pompeo possa seguire Matteo Renzi quando (il se ormai appare superato) quest’ultimo deciderà di dare vita ad un nuovo Partito. Secondo alcuni sondaggi una formazione di questo tipo varrebbe già il 12%.

Non resta che attendere gli eventi, ma una cosa è chiara: non sarebbe stato riconfermato, dagli amministratori, con oltre il 60% alla Provincia se non avesse avuto il sostegno di pezzi importanti del centrodestra.

Perché anche in Forza Italia in tanti guardano alle iniziative di Matteo Renzi.

Lui, Antonio Pompeo, rimane al coperto. Cauto. Un ultimo particolare: dopo la carica di facente funzioni di presidente dell’Upi Lazio punta alla presidenza vera e propria. E nel frattempo, sempre nell’Unione delle Province Italiane, ha un rapporto saldissimo con il presidente nazionale. Non si fermerà Pompeo. Per le elezioni politiche e regionali c’è tempo.

Quello giusto per lavorare ad una candidatura di prestigio.