Pompeo: “La mia Provincia pronta a raccogliere tutte le sfide”

Pompeo

Dopo averla 'tarata' su una governance che scavalca gli steccati politici e guarda all'efficienza Antonio Pompeo descrive la Provincia come la vede lui. E come lui l'ha fatta diventare a Palazzo Iacobucci. Dove l'anatra zoppa è sintesi e la Delrio è trampolino per le opportunità.

Il ruolo delle Province dopo lo spartiacque della legge Delrio, l’Unione delle Province Italiane come collante fra Governo centrale e governances territoriali. E ancora l’anatra zoppa che regge la barra a Palazzo Iacobucci e l’equivoco di volerci vedere un inciucio e non una sintesi. Il tutto con un distinguo nettissimo fra l’ideologia e la mission amministrativa. Antonio Pompeo è sicuro che plasmerà una Provincia di Frosinone esattamente così come l’ha descritta: figlia cioè di una riforma che ha incentivato le soluzioni e non moltiplicato i problemi.

Presidente sono passati alcuni anni dalla riforma Delrio: le Province oggi sono più carne o più pesce?
Il sottosegretario Achille Variati con il presidente Antonio Pompeo

«Sono prodotti dop di ottima qualità, soprattutto sono prodotti legati al territorio e ne testimoniano le peculiarità e le specificità. Per questo vanno valorizzati e rimessi al centro di un sistema amministrativo. Sistema che riequilibri il rapporto tra Governo centrale ed istituzioni periferiche.

Ecco perché bisogna sostenere quanto sta facendo il sottosegretario agli Interni Achille Variati. Facendo per arrivare ad una radicale revisione del Testo Unico degli enti locali. Da ex presidente dell’Upi, Achille conosce da vicino le potenzialità delle Province. Perciò saprà indirizzare al meglio il lavoro già avviato e arrivare presto a meta».

Sono trascorsi abbastanza anni per poter dare un giudizio: erano meglio prima oppure il fatto di essere oggi Enti di II livello consente di amministrare senza dover attraversare le paludi della politica?

«Quando ho iniziato il mio mandato nel 2014 ero consapevole di cosa avrebbe significato essere il presidente di una Provincia cambiata in assetto, funzioni ed organi. E soprattutto nelle risorse, ma questo non ci ha impedito di lavorare e dare quelle risposte di cui un territorio ha bisogno. L’attività politica all’interno della Provincia di Frosinone ad esempio ha portato grandi risultati».

Pompeo con la fascia azzurra di Palazzo Iacobucci

«Abbiamo investito ingenti risorse per adeguare gli edifici scolastici. Poi costruito una nuova scuola recuperando finanziamenti che sarebbero stati persi. Abbiamo ottenuto il riconoscimento di Area di crisi complessa, potenziato il servizio di raccolta differenziata. Insomma quello che stiamo realizzando è la provincia del futuro. Una vera Casa dei Comuni, un ente necessario e strategico per il territorio». 

Quanto ha contato il ruolo dell’Upi e soprattutto avere un sottosegretario che viene dall’Upi?

«Il ruolo dell’Upi è stato fondamentale. I risultati raggiunti dal 2014 ad oggi ne sono la testimonianza. Il riconoscimento di  Variati è la conferma del buon lavoro svolto dai nostri Enti. L’Unione delle Province Italiane è quello che può essere definito un ‘organismo-collante’ nella concertazione tra Regioni e Governo. E mai, come in questo momento, ha avuto e ha un ruolo strategico di grande comunicatore delle esigenze delle realtà locali».

«Partecipando come presidente di Upi Lazio a numerose riunioni e cabine di regia, Conferenze Stato-Città e altri tavoli con Regioni e Governo, sono stato e sono rappresentante delle istanze di tanti amministratori. Amministratori che, diversamente, non avrebbero avuto né voce, né considerazione. Un privilegio per me ma, allo stesso tempo, la conferma che le Province non sono affatto superflue». 

Sia lei che Zingaretti governate con l’anatra zoppa: perché a Zingaretti fanno gli applausi per la capacità di governo e a lei rimproverano il dialogo con FdI?
DANIELE MAURA E ANTONIO POMPEO

«Saper dialogare con tutte le forze politiche all’interno di un Consiglio e trovare la giusta sintesi è sempre un valore aggiunto e non un elemento discriminante. Se non si capisce questo  allora non parliamo di politica.

Chi sposta l’attenzione solo sulle dinamiche provinciali senza guardare anche ad altre situazioni è evidente che non ha argomenti. Anzi, io invito a seguire il modello applicato in Provincia. Perché solo attraverso il dialogo, nel rispetto delle sensibilità di ciascuno, si possono trovare le migliori soluzioni per il territorio». (Leggi qui Pompeo – Maura: il Patto è servito, ma non chiamatelo inciucio).

Com’è la Destra di governo? Fino ad ora conoscevamo solo quella di protesta, non quella di proposta.

«Le ripeto quanto già detto prima. Dialogo e confronto sulle priorità del territorio, nel rispetto delle opinioni e delle convinzioni di ciascuno. E con l’obiettivo di rispondere alle esigenze, alle richieste di aiuto e supporto che arrivano dai comuni e dai loro amministratori. Questo è l’unico terreno sul quale ci si misura a palazzo Iacobucci. Quanto alla Destra di proposta e di protesta non sono io che deve dare giudizi». 

Che futuro avranno le Province?
Il presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

«C’è un gruppo di lavoro che sta mettendo mano alla riforma del Testo Unico degli Enti locali. Ridisegnerà il ruolo delle Province, non su presupposti ideologici ma in base alle effettive potenzialità. Le Province del futuro sono quelle che stiamo costruendo oggi. Questo grazie anche alla straordinaria intuizione dell’UPI che ha indicato l’obiettivo della Casa dei Comuni. E dando alla legge Delrio un preciso significato. Le Province attraverso i servizi come la Stazione Unica Appaltante offrono oggi un grande servizio ai Comuni. Su questa strada si deve proseguire».

«Cioè potenziando la digitalizzazione e l’informatizzazione, creando centri di progettazione e ampliando la gamma dei servizi utili ai Comuni. Questo per arrivare ad un moderno concetto di Provincia che superi la fase del passato e guardi al futuro non solo delle Province ma dei territori. Sono sicuro che lasceremo una Provincia diversa, con una maggiore capacità amministrativa che si traduce poi in un rilancio degli investimenti locali e quindi in una strategia di sviluppo che parte dai territori».

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