Tajani è il più votato: candidato unico Ppe come presidente Ue

Antonio Tajani viaggia a tutta velocità verso la presidenza del Parlamento Europeo.

Questa sera i parlamentari del Ppe – Partito Popolare Europeo lo hanno indicato come loro candidato unico. Il Ppe è il gruppo più numeroso a Bruxelles e Strasburgo.

Il più quotato
Antonio Tajani aveva annunciato la sua candidatura nei giorni scorsi (Leggi qui il precedente). Fino a questa sera, il suo era però solo uno dei nomi in gara. Ma tutti gli osservatori lo indicavano come il candidato più autorevole. Un solo dato è sufficiente per dare l’idea del livello di stima di cui gode in Europa l’ex Commissario Ue all’Industria originario di Ferentino: è il primo fra i 14 vicepresidenti, cioè è stato il più votato tra i 15 vice ottenendo ben 452 preferenze; il presidente uscente Shulz ne aveva ottenute 409 quando era stato eletto alla massima carica parlamentare europea.

Antonio? E tutti si ritirano
Questa sera Antonio Tajani si è scrollato di torno tutti gli avversari. Gli è bastato un solo round di votazioni interne tra i candidati Ppe. Ha ottenuto talmente tanti consensi da indurre a ritirare la candidatura i suoi sfidanti più accreditati. Hanno mollato la presa Alojz Peterle già primo ministro della Slovenia e autore della dichiarazione d’indipendenza di Lubliana nel 1991; Maired McGuiness irlandese e attuale vicepresidente dell’Assemblea con competenza per la politica di informazione e comunicazione; Alain Lamassoure l’espertissimo e stimato francese che presiede la commissione speciale sui “tax ruling”.

A quel punto, per Tajani è arrivata l’investitura ufficiale a candidato unitario del Ppe.

Il Derby con Pittella
La votazione si terrà il prossimo 17 gennaio. Quel giorno, Tajani dovrà vedersela con un altro italiano: Gianni Pittella, capogruppo dei S&D – Socialisti-Democratici, candidato unitario del Pse Partito Socialista Europeo. Gli esperti prevedono un un testa a testa.

Nelle ultime elezioni, il nome del presidente è stato scelto con un accordo tra i gruppi principali. Gli eurodeputati si limitavano a “ratificare” con il voto in aula quella designazione. Invece, questa volta si prevede un ballottaggio tutto italiano. Il gruppo di S&D ha infatti deciso di strappare l’accordo con il Ppe e Pittella non intende fare passi indietro per cedere il passo a Tajani.

Ma potrebbe essere una tattica. Ai socialisti interessa molto la carica di Presidente del Consiglio Europeo: è quella ricoperta oggi dal polacco Donald Tusk che è in scadenza a maggio. Se si arrivasse ad un accordo per la presidenza del Consiglio al Pse, allora Pittella potrebbe ritirarsi e lasciare la strada libera a Tajani. sarà importante la riunione dei leader europei al Consiglio del 15 dicembre. Dietro l’angolo resta appostato il liberale Guy Vehrofstadt che spera di poter tornare in corsa come candidato unitario.

La soddisfazione di Mario Abbruzzese
In serata il presidente della commissione Riforme della Regione Lazio Mario Abbruzzese ha espresso la più viva soddisfazione per la designazione di Tajani alla guida del Parlamento Europeo. «Si tratta di una persona di assoluta esperienza, profondo equilibrio, innegabile capacità, dotato di tutte le competenze politiche e diplomatiche necessarie per ricoprire con assoluta efficacia quel delicato ruolo, ricoprendo di prestigio la provincia di Frosinone, la Regione Lazio, l’Italia intera».

Il precedente di Colombo
L’ultima volta che un parlamentare italiano venne eletto alla guida del Parlamento Europeo fu nel 1979 con Emilio Colombo.

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