Applaudire una sconfitta. Niente paura questa è la Ciociaria (di E. Ferazzoli)

Cosa significa il lungo, incessante, urlo della Curva per sostenere il Frosinone. Cosa vogliono dire gli applausi ad una squadra che incassa cinque pappine dalla Samp, mica dal Bayern. Signori benvenuti nello stadio del Frosinone: non abbiate paura. Di niente e nessuno.

Elisa Ferazzoli

Giornalista in fase di definizione

È da poco risuonato il triplice fischio. È la fine della quarta giornata di campionato. Per contare i goal che la Sampdoria ha rifilato al Frosinone serve una mano con tutte le sue dita. Cinque goal che sommati a quelli delle gare precedenti fanno cifra tonda diventando 10. Zero invece quelli messi a segno dai giallo azzurri fino a questo momento.

Eppure la Nord è un muro di applausi, di cori, di bandiere e di orgoglio.

 

Una voce che inizia a crescere proprio quando le speranze di riagguantare un risultato sono pari a zero. Un brusio contagioso che segna la fine di un’attesa lunga mesi.

Quando al 75’ Ciofani entra in campo, non esiste più nulla, nemmeno il risultato. Gli applausi di tutto lo Stirpe lo travolgono come merita. Un’accoglienza che non dipende dalla aspettativa di cambiare le sorti della gara – ormai compromessa- ma che rivela un altro tipo di bisogno: avere delle certezze.

La certezza che in campo ci sia qualcuno in grado di spiegare ai nuovi cosa voglia dire la serie A in Ciociaria, di infondere quel desiderio di rivalsa sportiva che non può scaturire da una firma su un contratto ma che può venir fuori solo dall’esempio umano e sportivo di un uomo che del Frosinone conosce tutta la storia. È grazie a lui, al capitano, che la Nord alza improvvisamente i decibel ritrovando familiarità ed empatia con quegli uomini in campo ancora semi-sconosciuti.

 

Con questa gente non avrai paura di niente” recita la Nord a fine gara. È l’inizio di una nuova storia. È il giorno delle presentazioni ufficiali fra la Curva e chi ancora non si identifica in quei colori e probabilmente non ha nemmeno idea del valore e della responsabilità di indossare quella maglia. È il giorno in cui la Nord rinnova il patto di fiducia con chi le sta di fronte.

 

Siete finalmente a casa. Sentitevi a casa. Non stupitevi di quegli applausi perché questa è la Ciociaria. Non siete degli ospiti a tempo determinato, non fate soltanto parte di una squadra, fate parte di una grande famiglia che non si stancherà mai di applaudire orgoglio, sudore e senso di appartenenza.

Abbiate l’ardire e il coraggio di difendere una categoria raggiunta per meriti oggettivi; la ferma volontà di azzittire le tante chiacchiere gratuite messe in atto da chi fatica ancora oggi a comprendere che la vera mediocrità è solo di chi proprio non ce la fa a riconoscere e ad accettare la grandezza di una piccola e sana realtà.

 

Siate coraggiosi, imprevedibili, superate voi stessi, azzittite il sistema. Siate folli come chi di fronte a voi contraddice le regole e, applaudendo una sconfitta, disorienta giornalisti e detrattori. Siate caparbi, orgogliosi e tenaci.

 

Siate il Frosinone.

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