Aree verdi abbandonate: la Regione sprona alla collaborazione

La Regione Lazio stanzia 900 mila euro per incentivare la sottoscrizione di convenzioni tra enti locali e associazioni per la manutenzione di aree protette, parchi e giardini finiti nel degrado. Anche all'attenzione della Provincia di Frosinone, gestore uscente del Monumento naturale di Bosco Faito

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Dalle ville comunali in preda all’incuria fino ai parchi diventati giungle. E le aree protette finite nel dimenticatoio. Anche in Ciociaria il verde selvaggio, accompagnato dal degrado, è frequente motivo di scontro tra gli amministratori locali e i cittadini attivi.

La Regione Lazio, tra le poche risorse degli uni e le tante recriminazioni degli altri, cerca allora di fare da paciere. In che modo? Incentivando collaborazioni fattive.

Metterà sul piatto 900 mila euro a favore della manutenzione e dell’affidamento in gestione delle aree verdi urbane. Una metà è riservata a Roma Capitale e l’altra metà al resto del territorio. Anche all’attenzione della Provincia di Frosinone, gestore uscente del Monumento naturale di Bosco Faito.

I fondi regionali per le manutenzioni

Regione Lazio (Foto: Giampaolo Macorig)

A parte quelli per la Città Eterna – che, d’altronde, rappresenta il 7.5% del territorio regionale – gli altri 450 mila euro saranno concessi ai Comuni e agli Enti gestori di aree protette che li richiederanno a beneficio degli attuatori: i comitati di quartiere e le associazioni senza fini di lucro.

Verrà coperto fino al 90% dei costi totali di ogni singolo progetto: al massimo 15 mila euro per le spese di parte corrente e 5 mila per le spese in conto capitale.

Nel senso che 15 mila euro verranno destinati direttamente alle attività manutentive di prati, arbusti, siepi, alberi (non di alto fusto), percorsi, arredi, recinzioni, attrezzature e macchinari. Nonché alla pulizia dell’area verde e allo smaltimento dei rifiuti.

Gli altri 5 mila, invece, potranno essere richiesti per essere investiti nell’acquisto e installazione di altri arredi e recinzioni, attrezzature ludiche e sportive e impianti di illuminazione e irrigazione. Ma anche dell’occorrente per la manutenzione. Sarà anche quello di proprietà degli Enti richiedenti e concesso in comodato gratuito agli Enti beneficiari durante il periodo previsto dall’apposita convenzione.

Per la tutela del verde e la socializzazione

Nicola Zingaretti

Lo schema di convenzione è allegato alla Deliberazione di giunta regionale numero 850 del 12 dicembre 2017. I criteri ed il modo di ripartizione dei contributi è previsto in quell’atto. Lo scopo dei fondi è la tutela delle aree verdi quanto alla socializzazione.

A Roma ha funzionato. Ha dato buoni risultati lì dove è stata già sperimentata . Ora può iniziare a fare scuola altrove: per ora interessando almeno venti protocolli d’intesa corredati di progetto dettagliato, cronoprogramma su base mensile, piano economico-finanziario e planimetria dell’area verde interessata.        

«Questa iniziativa – ha accentuato la Regione Lazio – si inserisce perfettamente in un più ampio programma di azioni promosse dalla Giunta Zingaretti. Sono state avviate in questi anni a favore della tutela del verde e dell’ambiente. Hanno avuto un’attenzione particolare rivolta ai tanti spazi nei quartieri e nelle città di tutto il territorio. Invece di essere abbandonati e restare soggetti all’usura e al degrado, vengono in questo modo riqualificati e messi a disposizione della comunità grazie all’impegno dei cittadini stessi».

Anche all’attenzione della Provincia

Antonio Pompeo

Anche nelle cittadine ciociare, pertanto, può scattare la corsa alla progettazione: intavolando sin da subito un accordo tra amministrazione comunale e cittadinanza attiva per contrastare insieme il degrado nei “loro” polmoni verdi.

Potrebbe allora partecipare anche la Provincia di Frosinone, che dal 2009 gestisce il Monumento naturale regionale di Bosco Faito.

Perché l’area protetta di Ceccano, 336 ettari contraddistinti da un valore naturalistico elevato ma non ancora messo in rilievo, necessita tra l’altro di ulteriori fondi per l’installazione della cartellonistica perimetrale: a tal fine la Regione ha stanziato 11.650 euro a favore della Provincia, ma di fatto ne servirebbero 30 mila.

Chiedere e ottenere un finanziamento ad hoc, tramite la nuova opportunità concessa dalla Pisana, sarebbe di certo un’ottima uscita di scena prima di cedere il testimone. Pare ormai prossimo, infatti, il passaggio di gestione del Monumento naturale dalla Provincia al Comune. Che era stato velenosamente richiesto nel 2018 dalla prima amministrazione Caligiore all’ente provinciale guidato dal presidente Pompeo: tacciando di inadempienza l’attuale gestore di Bosco Faito.

A proposito di aree protette: Bosco Faito

Valerio Novelli e Roberto Caligiore

A favorire l’adozione da parte del Caligiore 2, oltre al patto d’aula tra Pd e Fratelli d’Italia a Palazzo Iacobucci, sarà anche e soprattutto il tavolo tecnico appositamente istituito quasi due mesi fa dall’assessora regionale M5S alla Transizione Ecologica: Roberta Lombardi.

Era stato reso noto al primo cittadino FdI Caligiore a seguito dell’audizione nella Commissione Ambiente regionale svoltasi lo scorso 15 luglio: richiesta dal consigliere FdI Giancarlo Righini al presidente M5S Valerio Novelli. E, per conto della Provincia, vi aveva preso parte il delegato al ramo Vincenzo Savo.

Tutti ormai pronti a formalizzare il passaggio di gestione di un’area protetta ma non ancora delimitata. Nonché bisognosa di finanziamenti. E, visto che si intende realizzare percorsi naturalistici ed escursionistici, sarebbe proprio il caso di iniziare a bussare alla Pisana. (Leggi qui Caligiore 1 e Caligiore 2 su Bosco Faito, la differenza è “Fratello Pompeo”).       

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