Asi, ultimo giro di verifiche per spegnere le scintille sul rinnovo del CdA

Si riunisce alle 10.30 di oggi l'assemblea dei soci chiamata a rinnovare il Consiglio d'amministrazione del Consorzio Industriale Asi di Frosinone. le ultime scintille. Tra la politica e le imprese. Lo scenario.

Le diplomazie hanno lavorato fino a tardi. Per individuare una soluzione che al momento non c’è. Ma che potrebbe maturare prima delle 10.30 di oggi pomeriggio e spianare la strada al rinnovo del Consiglio d’Amministrazione del Consorzio Industriale Asi di Frosinone.

 

A mettere in discussione lo schema costruito con pazienza nei giorni scorsi sono stati due imprevisti. Il primo: la pre riunione della maggioranza che governa il Comune di Frosinone, durante la quale sono volati gli insulti (leggi qui Far west nel centrodestra, lite furibonda tra Fabio Tagliaferri e Piacentini. E…). Ed è emerso con chiarezza quanto anticipato da Alessioporcu.it: una parte del centrodestra non è d’accordo sull’indicazione del nome di Gianfranco Pizzutelli (leggi qui Qualcuno non vuole Pizzutelli all’Asi).

Il secondo imprevisto: l’incursione compiuta giovedì dal potentissimo direttore regionale della Federlazio, la federazione delle Piccole e Medie Imprese del Lazio. Ha attivato i suoi canali diplomatici presso la presidenza della Regione facendo notare alcune incongruenze di natura politica negli equilibri che si stanno costruendo a Frosinone. E che potrebbero avere poi ripercussioni su Roma. In primis alla Camera di Commercio. Dettagli. Come il ruolo della Cna all’interno di un Consorzio Industriale di Frosinone e la sua distonia con gli equilibri che hanno eletto il management della Camera romana. Niente di personale. Ma solo per capire cosa c’è alla base dell’esclusione di Federlazio.

Il ragionamento fatto alla Regione è stato: ‘Nel Consiglio d’Amministrazione ci sono 3 posti, le associazioni socie dell’ASI sono 3: ma Federlazio è fuori. C’è qualcosa che non quadra. Soprattutto se consideriamo che la Federazione rappresenta il 50% degli industriali e più del 50% delle Piccole e Medie Imprese. Cioè l’ossatura economica dell’Asi. In questo quadro, a Frosinone la questione diventa solo ad escludendum”.

Dalla Regione sono partite alcune telefonate mirate con cui capire meglio la situazione.

 

 

All’alba il quadro vede il presidente Francesco De Angelis sicuro del rinnovo del mandato: i 24 Comuni soci dell’Asi sono a maggioranza di centrosinistra. E praticamente tutti fanno riferimento a Pensare Democratico, la componente maggioritaria dei Dem che fa capo a De Angelis.

Insieme ai Comuni, tra i soci c’è anche l’ente Provincia di Frosinone. Che sosterrà il bis dell’attuale presidente De Angelis. Il presidente della Provincia Antonio Pompeo sta per avviarsi verso le elezioni provinciali e nei giorni scorsi ha mandato chiari segnali di distensione a De Angelis, ora che è uscito di scena il suo alter ego nel Pd, il senatore Francesco Scalia, alla cui area faceva riferimento Pompeo. (Leggi qui L’orgoglio dopo la rabbia: Antonio Pompeo prende per mano il Pd)

Amministrazione Provinciale di Frosinone e Comuni posseggono il 76% del capitale sociale dell’Asi.

 

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani farà quadrato intorno al nome di Gianfranco Pizzutelli. Ma se l’ultimo giro di verifiche in programma questa mattina dovesse confermare il clima della riunione di mercoledì sera, potrebbe essere saggio buttare la palla in tribuna e rinviare di qualche giorno.

 

I pretesti non mancano. Uno lo ha fornito il direttore di Federlazio nel corso della sua incursione in Regione: è cambiato lo Statuto, ora non compete più alla Giunta regionale la nomina del suo rappresentante all’interno dei Consorzi industriali nel Lazio. Quel potere ora è passato al Consiglio regionale, cioè all’Aula. Che alla Pisana è presidiata da Mauro Buschini quale capogruppo del Pd. Ma tutte le interpretazioni della norma, finora hanno dato una chiave di lettura diversa: lasciando il potere di nomina nelle mani del Presidente della giunta regionale, cioè di Nicola Zingaretti.

 

Sarà l’Aula a ratificare la conferma di Giovanni Proia (presidente provinciale Cna). Sul cui mandato bis non ci sono dubbi ad eccezione di quelli sollevati da Federlazio. Ha un asse solidissimo con il presidente De Angelis e con il presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli che è un altro dei maggiori sostenitori dell’Asi. Non è in discussione nemmeno il nome del suo consigliere d’amministrazione: Augusto Cestra, presidente di Confartigianato indicato all’Asi proprio dall’ente Camerale. Cestra non è in scadenza: il suo mandato si esaurisce tra alcuni mesi. Quando sarà costituita, potrebbe transitare nella nuova Camera di Commercio unificata Frosinone-Latina ed a quel punto lasciare spazio a Federlazio.

 

A rappresentare il modo dell’industria entrerà l’imprenditrice Miriam Diurni che è a capo dell’azienda di logistica avanzata fondata dalla famiglia. Il suo nome è espressione di Confindustria. Ed è anche un ulteriore segnale a Federlazio. I Diurni infatti nel passato aderivano all’altra associazione degli imprenditori.

 

Resterebbe fuori solo Federlazio. Che a quel punto potrebbe decidere si aspettare o collocare in modo diverso i suoi equilibri di forza. Sugli altri scenari regionali nei quali ha peso. Come le Camere di Commercio.

 

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