Asl, Isabelita è tornata: ad Anac e Tar contro il Macchitella bis

Isabelita Mastrobuono è tornata. Più affilata e spigolosa di prima. La ex manager della Asl di Frosinone rimessa in sella dai giudici del Tar (leggi qui il precedente) si prepara a dare battaglia ancora una volta alla Regione Lazio. Nemmeno il tempo di assaporare la vittoria e guastarsi l’annullamento per via giudiziaria della sua bocciatura. Ha già pronta la torcia con cui accendere altri due incendi.

Il primo fronte è un novo ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. Il secondo è una nota urgente inviata all’Autorità nazionale Anti Corruzione presieduta dal giudice Raffaele Cantone. E in entrambi i casi il bersaglio è solo uno. Nel mirino c’è il decreto con cui la giunta Regionale l’altro giorno le ha sprangato la porta, prolungando il commissariamento dell’Asl di Frosinone a tutto il 2017. E lasciando a via Fabi il commissario Luigi Macchitella (leggi qui).

Il primo atto. Isabella Mastrobuono dubita della legittima dell’atto con cui Nicola Zingaretti e la sua giunta hanno allungato fino a dicembre il commissariamento. Rivendica il suo diritto di tornare nel suo posto di lavoro. Di svolgere la sua attività, guadagnarsi lo stipendio. Non tocca invece le ultime righe del decreto: infatti, in coda, l’atto regionale recepisce le altre due cose previste dalla sentenza del Tar. E cioè il reinserimento di Isabella Mastrobuono nella lista dei manager abilitati a dirigere le Asl in Italia, il risarcimento degli stipendi non goduti.

Il secondo atto. Una nota è stata inviata all’Anac chiedendo un parere sulla regolarità della conferma di Luigi Macchitella al timone della Asl di Frosinone. Gli uffici del giudice Cantone, infatti, nelle settimane scorse avevano esaminato un atto analogo. E stabilito che non possono essere nominati manager con oltre 70 anni di età. La Giunta Regionale però ha un parere in base al quale la proroga di Macchitella non  è un nuovo atto di nomina ma solo il prolungamento di un incarico precedente. Ma il team legale di Isabelita la pensa in modo diverso: la proroga è un atto nuovo. Non solo, il commissario è equiparato al manager.

Come andrà a finire questa volta?

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