Asl, lì dove comanda la politica

La sanità di Frosinone continua ad essere commissariata. Un caso a livello regionale. Ma nessuno ne parla: da quando la dottoressa Isabella Mastrobuono non è stata confermata alla guida della Asl di Frosinone, si va avanti con il commissariamento. Al timone c’è Luigi Macchitella, del cui operato il presidente della Regione Nicola Zingaretti è talmente soddisfatto dall’averlo messo nero su bianco quando ha prorogato il commissariamento.

 

Non è una situazione nuova, anzi è quasi sempre così. Il commissariamento è una costante in Ciociaria e quando magari al vertice arrivano dei professionisti della provincia (è accaduto, per esempio, con il compianto Carlo Mirabella prima e con Mauro Vicano dopo) scatta la “guerra”.

In queste condizioni è complicato pensare ad un rilancio della sanità provinciale, ad ottenere reparti, macchinari e, soprattutto, medici ed infermieri. Anche perché alla classe politica sta bene così. Certamente dipende da chi è alla guida della Regione Lazio in un determinato momento: ieri il centrodestra con Renata Polverini, oggi il centrosinistra con Nicola Zingaretti. Ci hanno detto che con la chiusura dei piccoli ospedali la situazione sarebbe migliorata perché in grandi strutture è più semplice programmare e gestire. Così non è stato. Anzi, nelle strutture più grandi il “peso” sugli operatori è insostenibile. Poi quelle piccole di strutture non è che siano state smantellate tutte.

Un assessore o un consigliere regionale del territorio dovrebbero battersi per esso, per i professionisti che esprime. Con l’obiettivo di migliorare la situazione.
In provincia di Frosinone non accade questo: ognuno guarda al suo piccolissimo orticello, combatte le proprie battaglie di retroguardia.

Succede che un manager del livello di Narciso Mostarda vada a dirigere un’importante Asl romana.

Tra pochi mesi si vota per le regionali e i medici rappresentano uno straordinario serbatoio di voti. Naturale che i politici prometteranno, come al solito, scenari da mille e una notte a chiunque. La realtà però è che la sanità provinciale è quasi sempre commissariata. La realtà è che decide il presidente della Regione e basta. I politici locali, al massimo, possono dirsi d’accordo o meno sulla scelta del manager.

Una sola volta hanno fatto squadra: quando si è trattato di mettere Isabella Mastrobuono nelle condizioni di non essere riconfermata. Mauro Buschini e Mario Abbruzzese hanno chiamato i sindaci alla santa alleanza. A distruggere sono bravissimi. E a costruire…

Sta scritto da qualche parte che il manager deve avere il gradimento dei sindaci?

La sanità è ancora una questione della politica. Invece dovrebbe essere una questione di politiche della sanità. Che è l’esatto opposto. Perciò non funziona.

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