Aspettando Caschera presidente l’opposizione cambia assetto

Le manovre in maggioranza per arrivare all'elezione di Caschera a Presidente del Consiglio Comunale. I due cambiamenti nell'opposizione. Già dalla prossima seduta si vedranno i risultati

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

L’accordo per la presidenza del Consiglio comunale di Sora c’è. E c’era già. C’era prima ancora che si riunisse l’Aula per la seduta di insediamento ed il giuramento del neosindaco Luca Di Stefano. È lui ad avere imposto lo stop, ordinando alla sua maggioranza di pigiare il freno. Se avesse voluto, i numeri per eleggere il presidente li avrebbe avuti a disposizione. Perché Luca Di Stefano ha fermato l’operazione? Vuole un’assunzione di responsabilità della minoranza, non vuole che l’elezione di Lino Caschera – il più votato in assoluto nelle recenti elezioni ma esponente dell’opposizione – passi per un inciucio. Vuole che la proposta sul nome di Lino Caschera arrivi dall’opposizione. A quel punto darà il via libera ai suoi per votarlo in blocco.

Intanto, proprio dal fronte dell’opposizione, Salvatore Meglio ha già cominciato a ballare su due tavoli. Ed Eugenia Tersigni si è dimessa perché il ruolo di consigliere comunale è incompatibile con il suo lavoro di dirigente del settore Ambiente in Provincia.

PRESIDENZA, SOLO TATTICISMO

Lino Caschera

Insomma, l’accordo sul nome c’era già. Nella sostanza. Mancava la forma. Lo aveva anticipato Alessioporcu.it nonostante le smentite arrivate dal Municipio. (leggi qui Una poltrona per due: ma non per Caschera e qui Cerqua o Baratta? Il Presidente del Consiglio sarà Caschera).

Quanto accaduto l’altra sera era soltanto tatticismo politico (leggi qui Presidenza del Consiglio, Baratta si ritira. Tutto da rifare).

Alla fine, la maggioranza del sindaco Luca Di Stefano voterà compatta. Diversamente non conviene a nessuno. A confermarlo sono ambienti vicini all’Amministrazione: “Certo tutto sarebbe stato più facile se il nome lo avesse presentato l’opposizione compatta”. La fonte conferma: “ma l’accordo su Lino Caschera era stato trovato da tempo. Ormai è solo questione di giorni. Basterà convocare un altro Consiglio comunale e approvare il punto”.

Resta tuttavia uno scoglio: come sarà possibile candidare Caschera alla Presidenza senza l’aiuto della maggioranza, visto che occorrono almeno quattro firme? L’opposizione non ci sta, lo ha detto dal primo minuto: il suo candidato è Manuela Cerqua, se la maggioranza intende cedere la Presidenza alla minoranza non può pretendere di scegliersi il nome. In sostanza la maggioranza, che finora si è trincerata dietro la questione del bon ton istituzionale, sarà probabilmente costretta a metterci la faccia.

 QUESTIONE DI FIRME

La minoranza al Consiglio di Sora

Proprio quattro dei sei consiglieri di minoranza (Eugenia e Valter Tersigni, Manuela Cerqua e Federico Altobelli) avevano proposto Manuela Cerqua. Nome respinto al mittente dalla maggioranza (stessa sorte per l’ex vicesindaco Fausto Baratta) perché, a detta del consigliere di maggioranza Salvatore Lombardila proposta non è arrivata con tutte le firme della minoranza”.

Un pretesto. Messo subito a nudo dai banchi dei dirimpettai. Secondo cui “se da Regolamento di firme ne bastano quattro perché ne pretendete sei? E soprattutto: se la presidenza volete darla alla minoranza perché il nome volete sceglierlo voi? E ancora: se la minoranza sarebbe spaccata in virtù della proposta corredata di sole quattro firme, cosa dire della maggioranza che nel proporre Baratta ha apposto ugualmente quattro firme pur avendone a disposizione undici?

MEGLIO DUE TAVOLI

È esattamente nell’ottica della vicenda legata alla presidenza del Consiglio che va letta la strategia che sta ponendo in atto il consigliere di minoranza Salvatore Meglio.

Sempre più insistenti le voci che lo danno (anche lui) interessato a dirigere i lavori dell’assise civica: lo aveva già fatto ai tempi di Ernesto Tersigni sindaco, quando subentrò al defenestrato Giacomo Iula; accadde quando Forza Italia passò in minoranza e per coerenza Iula si dimise da Presidente.

Salvatore Meglio

Nelle scorse ore Salvatore Meglio ha comunicato la costituzione di un gruppo consiliare che si chiama “Gruppo Misto Forza Sora”. Ha dichiarato di essere stato eletto grazie all’attuale maggioranza perché se Luca Di Stefano avesse perso le elezioni al ballottaggio alla sua lista non sarebbe toccato il seggio. È un chiarissimo segnale di apertura, un ponte a quattro corsie.

Per la precisione, più che sua, la lista è quella dell’Udc collegata al candidato sindaco Federico Altobelli. In quella lista è stato inserito anche Salvatore Meglio, insieme a qualche esponente di Fratelli d’Italia grazie al quale è stato raggiunto il quorum per una manciata di voti in più a danno della stessa lista di Fratelli d’Italia. Motivo per cui ora il primo per preferenze (e già presidente del Consiglio) Antonio Lecce sta valutando se preparare il ricorso al Tar.

Ma Salvatore Meglio comincia a farsi spazio su due tavoli: da un lato crea un gruppo civico dal nome ambiguo e si dichiara di destra, puntando a sfilare la gestione di Forza Italia agli sconfitti Vittorio Di Carlo e Serena Petricca, dall’altro lascia leggere fra le righe la possibilità di un suo ingresso tra le fila della maggioranza.

EUGENIA INCOMPATIBILE

Eugenia Tersigni

Un cambio nell’assetto dell’opposizione intanto è già avvenuto. Come già fatto in occasione della sua candidatura a sindaco, l’ingegnere Eugenia Tersigni ha anticipato a Ciociaria Oggi la sua decisione di dimettersi da consigliere comunale di Sora. Solo dopo che la notizia era nelle edicole ha ritenuto opportuno informarne pure gli altri. In mattinata ha inviato un tardivo comunicato.

Va via perché non può fare contestualmente il dirigente del settore Ambiente in Provincia ed il consigliere comunale di Sora. Si troverebbe nel conflitto di controllore e controllato.

Il suo scranno in Aula andrà al primo dei non eletti della sua lista, il dottor Lucio Conte: la surroga ci sarà al prossimo Consiglio comunale. A dirlo è la legge. E lo conferma lei stessa nella lunga nota inviata alla stampa. Eccone alcuni passaggi.

Da circa dieci giorni prima della presentazione delle liste, nel massimo rispetto della norma e dell’opportunità, ho ottenuto la collocazione in aspettativa. Subito dopo i risultati elettorali mi sono rivolta ad esperti della materia per poter avere il quadro normativo corretto relativo alla compatibilità del mio rientro in servizio, fissato al 9 novembre, e il ruolo di consigliere comunale”.

LAVORARE PER VIVERE

Purtroppo, tale approfondito studio, conclusosi venerdì scorso, ha evidenziato incompatibilità tra la coesistenza dei due ruoli. Così, nella giornata di ieri, tramite pec, ho inoltrato ufficialmente al Comune di Sora le mie dimissioni da consigliere”.

Mentirei se non dicessi che mi è dispiaciuto davvero tantissimo essere costretta a tale decisione, ma purtroppo, così come ho sempre detto, non conosco la ricetta magica che permette ad alcuni politici di vivere senza lavorare. Faccio parte della gente normale che ha un mutuo da onorare, due figli da crescere e tante bollette da pagare a fine mese. Quindi la mia scelta è obbligata seppur immensamente dolorosa”.

“Di certo, però, l’animo è rincuorato dalla consapevolezza che il mio impegno sociale non verrà meno, sia nella mission di difesa dell’ambiente e della salute dell’intero territorio provinciale, sia nel restare al fianco dei consiglieri eletti del nostro gruppo che saranno sempre pronti a difendere la legalità e tutti i cittadini sorani con un’opposizione attenta e puntuale che vigilerà sull’operato dell’Amministrazione Di Stefano sempre in modo costruttivo. Il tutto nel nome di un grande amore per Sora”.

.. E AL PASSO CON I TEMPI

In merito al fango sparso sulla mia persona ci tengo a precisare che personalmente sono stata educata alla correttezza ed al rispetto delle leggi. La campagna elettorale è finita da tempo e la strumentalizzazione del nulla, fa solo tanta tristezza perché fa pensare ad un ritorno al passato di trenta anni fa.

Sono convinta che Sora meriti qualcosa di meglio perché è una città speciale che può e deve stare al passo coi tempi, cambiare con essi e guardare al futuro in modo costruttivo, vedendo oltre e lontano. Animata da questa convinzione profonda, sarò sempre, seppur con un ruolo diverso, al fianco dei sorani. Ad maiora Sora!”.

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